Vi farò vedere io se le donne non sanno stare in bicicletta come gli uomini». Parole di sfida quelle di Alfonsina Strada, emiliana, prima donna ciclista su strada, pioniera del ciclismo femminile; professionista dal 1907 al 1936, nota come prima donna a competere in gare maschili come il Giro d’Italia. Ed è proprio pensando a lei che in occasione del passaggio del Giro d’Italia in Basilicata (il 14 a Metaponto, Bernalda, Montescaglioso e Matera e giovedì 15 da Potenza, Ruoti, Muro Lucano, Castelgrande e Pescopagano) ci interroghiamo sulla presenza di donne cicliste in Basilicata. «Sono poche a gareggiare, circa sei quelle che si iscrivono alla Cronoscalata», ci informa il vicepresidente della Asd VeloCity Nicola Sileo, ciclista amatoriale che è già alle prese organizzative per la 5° edizione della Cronoscalata ruotese il 13 luglio, per la prima volta tappa del Campionato nazionale. Di queste poche donne lucane ho il piacere di conoscere Maria Teresa Agostino, che lo scorso anno nella Cronoscalata ruotese è arrivata terza, mentre per la classifica di categoria prima. Inoltre, è arrivata al primo posto nella Cronoscalata di Tolve (organizzata per la prima volta nel 2024). Il Giro d’Italia è una grande festa per la Comunità. E delle tappe citate, ci soffermiamo proprio su quella di Ruoti. Il Comune, in collaborazione con le associazioni del posto (dall’Auser alla Proloco, VeloCity, Avis, EudAnima, Ruoti in moto e Ruotiamoci) accoglierà il Giro con una festa di sensibilizzazione allo sport su strada la sera prima, e le Comunità limitrofe saranno le benvenute. Attraverso l’Asd VeloCity che insieme alle altre associazioni sarà presente per organizzare una “gara amatoriale” per piccoli e gran- di, il 14 sera a partire dalle 19.30, l’associazione EudAnima si affianca per promuovere il ciclismo femminile, lo farà attraverso la presenza e la testimonianza di Maria Teresa Agostino. Auspichiamo che Ruoti diventi luogo propositivo per avviare in regione una scuola di ciclismo femminile, grazie anche all’Asd VeloCity. Un’occasione questa per fare appello alla Consigliera di parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, al Sindaco di Ruoti Franco Gentilesca, a Motostaffette Potenza di Gianfranco De Felice, e tutte le realtà associative presenti sul territorio in rete, con l’Asd VeloCity, nella persona del ruotese vicepresidente Nicola Sileo che onora i concittadini per le sue 400 gare ciclistiche. Che Ruoti diventi con la bici – sarà che la vocazione è nel nome – “le ruote” della parità di genere, o meglio promotore di quella cultura della differenza che vede nella realtà duale la sua autentica armonia. Con Maria Teresa Agostino che ringrazio per la sua disponibilità, scopriamo che non c’è limite d’età per appassionarsi al ciclismo. Lei stessa ha iniziato a 45 anni grazie al compagno, il ciclista Alfonso Casaletto, dell’Asd VeloCity. Ma come mai le ragazze e le donne sono poche ad interessarsi a questa disciplina? «Credo che per anni è stato considerato uno sport prettamente maschile – spiega Maria Teresa – causando così una disaffezione». Rinnoviamo pertanto un appello affinché il Giro d’Italia diventi occasione concreta per promuovere il ciclismo femminile in Basilicata. Oggi è una grande realtà il Giro d’Italia Women (già Giro internazionale femminile, Giro Donne, Giro Rosa e Giro d’Italia Donne) che ha visto la luce nel 1988. Lavoriamo tutti affinché si possa fare il tifo in tempi brevi per una lucana sul podio. Tornando a Maria Teresa Agostino e alle sue tre bici inseparabili, Pinarello e due Live, quotidianamente si allena per le strade della nostra provincia. Oggi Maria Teresa ha 59 anni, e non li mostra affatto, merito del ciclismo su strada. Tutto è iniziato con la sua prima bici bianca e verde in alluminio, poi il tutoraggio da parte del compagno perché “si tratta di uno sport impegnativo che richiede allenamento, la bicicletta può essere anche pericolosa”, spiega l’amica che di pedalate ne fa tante arrivando anche ad 80 km al giorno, col sole e con la pioggia. E non di rado le capita di in- contrare colleghi maschi che sono «sì molto rispettosi per la donna ciclista ma – afferma sorridendo – si arrabbiano e non salutano (mettono il broncio) quando si vedono sorpassati». Quella vena del maschio superiore non manca mai, a quanto pare. Sicuramente ci vuole tanta passione ma soprattutto «non si può iniziare da soli e sprovveduti – spiega-, si ha bisogno di un accompagnatore-istruttore». In lei la passione per la bicicletta si è risvegliata da adulta ma da bimba, ha sempre amato ed ammirato il passaggio dei ciclisti. Maria Teresa Agostino nonostante l’attività lavorativa e familiare, con i suoi genitori avanti nel- l’età, la sua casa in campagna e i suoi amici trovatelli a quattro zampe – Totò e Trilli – e la gattina Luna, riesce a trovare tempo per l’allenamento, spesso sola perché i tempi e i ritmi sono diversi dal compagno. Ma andare in bici «non ci si sente mai soli perché è divertente – afferma –, e a me piace molto e procura tanto benessere. Certo ci vuole passio- ne – continua -, è qualcosa che hai dentro di te, e ti riempie di felici- tà». Andare in bicicletta, muoversi sulla strada all’aria aperta, farsi accarezzare dal venticello e dal sole, o dalla pioggia è poesia per chi ama questo sport. Ed è proprio sulla felicità, mantra associativo, che vorremmo far riscoprire alle ragazze (di ogni età) la bellezza di andare in bici, iniziando, come ci consiglia l’esperta, da una mountain bike, perché «tutto si fa per gradi e non ci si può improvvisare», sentenzia. Di sogni nel cassetto Maria Teresa ne ha uno solo: «avere più tempo per allenarmi». Vorrebbe insomma saltare sul sellino della sua bici e volare via, con grande dispiacere forse dei suoi cagnoli- ni che ad ogni rientro scodinzolano festosi con l’intento di trattenerla.

Maria De Carlo

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