In nottata, ad urne ancora calde è stato impossibile offrire un’analisi oggettiva del dato elettorale delle cosiddette primarie dei giovani e della possibilità che il risultato cambi gli equilibri della corsa amministrativa nella Città dei Sassi. Checchè ne dicessero i protagonisti, infatti, l’eventuale vittoria di Cifarelli, di Casino o di Violetta avrebbe cambiato e non poco gli equilibri della stessa coalizione. Ciò che accomuna i concorrenti, infatti, è soltanto l’insofferenza verso le regole dei partiti e non siamo così certi che il patto di comune assistenza tenga alla prova dei fatti. Non ci lanciamo in previsioni perché per poter prevedere serve usare gli elementi della logica e questa fase preelettorale materana fugge ad ogni analisi logica.

VINCE CIFARELLI

Le primarie le vince, anzi le stravince Cifarelli. Il risultato finale dice Cifarelli 2357, Casino 1429, Violetto 805, Grieco 346, Scarciolla 90. La differenza tra i primi due dice chiaramente che le primarie hanno mobilitato molto di più l’elettorato di sinistra che quello di centrodestra. Tutti gli analisti sanno che l’elettorato moderato ha poca voglia di essere coinvolto, va a votare solo quando serve e mediamente trascorre i giorni della settimana al lavoro e il fine settimana con la famiglia. Lo sapeva bene Berlusconi che si è sempre rifiutato di farle. Lo ha dovuto scoprire sulla sua pelle la fa- miglia Casino. L’unico risultato prodotto dalle scelte narcisistiche di Nicola Casino è stata la lacerazione di Forza Italia, l’indebolimento del partito e la perdita di credibilità politica del padre Michele.

LA CASELLATI SOSPENDE ANCHE MICHELE CASINO

La famiglia Casino era l’arbitro dei destini di Forza Italia a Matera. Potremmo dire che aveva avuto l’autorizzazione per gestire il partito con mano quasi padronale. Abbiamo più volte scritto di come questo potere sia stato utilizzato per piazzare tutta la famiglia in ruoli di sottogoverno regionale. A tirare troppo la corda, però, capita che essa si spezzi. Complice anche la volontà di Fratelli d’Italia regionale di non lasciare che tutto scorresse in silenzio, il partito fondato da Berlusconi non ha potuto non correre ai ripari rispetto agli atteggiamenti della famiglia Casino che rischiavano di compromettere la credibilità di tutto il partito anche nel dialogo con gli alleati fuori dal contesto regionale. Il Ministro Casellati, come segretario regionale di Forza Italia, il lusso di perdere credibilità non poteva proprio correrlo e, così dopo la sospensione di Nicola Casino e del coordinatore cittadino, ha avviato anche la sospensione del capogruppo in Regione Michele Casino. Non si è fatta attendere la reazione dello stesso consigliere regionale che ha accusato il centrodestra materano di aver perso la bussola accusando “Forza Italia, nella sua nomenclatura verticistica” di aver “deciso di seguire gli schemi politici tradizionali, non ascoltando invece l’esigenza di cambiamento che si respira in città” aggiungendo di aver “scelto di schierarsi dalla parte dei cittadini e di Matera, non contro qualcuno, esattamente come a Senise ha fatto il mio collega ed Assessore Cupparo che ha scelto di mettere insieme una coalizione con Basilicata Casa Comune.” La famiglia Casino sarà ora giudicata dal Collegio dei Probiviri di Forza Italia alla cui presidenza, per uno strano intreccio del destino, è stato appena eletto Guido Viceconte.

IL PD CON CIFARELLI?

Se nel centrodestra la intemerata di Casino è stata ben assorbita e contrastata dalla ferrea disciplina di partito e di coalizione, nel caravan serraglio del centrosinistra l’azione di Cifarelli è stata assolutamente deflagrante. Il Partito Democratico Materano ha passato il tempo a smentire se stesso, il coordinamento provinciale e quello regionale non sono pervenuti. Ad oggi l’unico risultato ottenuto dal Pd è stato quello di far uscire Basilicata Casa Comune dal tavolo del centrosinistra. Mentre mancano un paio di settimane alla presentazione delle liste il centrosinistra ancora non ha né la coalizione, né il campo, né il candidato. Dopo un anno il centro sinistra si trova nella stessa situazione delle elezioni regionali. A questo punto per il Partito Democratico la soluzione migliore potrebbe essere proprio quella di convergere su Cifarelli. Un candidato diverso, a meno che non fosse preso tra i nomi più identitari della coalizione, rischia di schiantarsi contro la realtà del consenso, in questo senso l’unico nome capace di scaldare i cuori potrebbe essere quello di Santochirico che in questi giorni è rimasto silenzioso e defilato.

LA PROPOSTA DI LACORAZZA

“A Matera la destra individua il candidato con il metodo spritz mentre la “meglio gioventù” dava la possibilità ai materani di scegliere. Mentre la “meglio gioventù” preparava le primarie a Matera per dare la possibilità di scegliere il candidato a Sindaco, il centrodestra con quattro ‘fratelli’ (d’Italia) al bar e con Donzelli, calato da Roma, ha scelto il suo. Da una parte primarie volute e organizzate per dare centralità ai materani e dell’altra, la destra, il metodo spritz. Il dato della partecipazione, oltre 5000 persone, è senza dubbio molto positivo e l’esito, la vittoria di Roberto Cifarelli, molto netta. Complimenti a Roberto e a tutte le candidate e i candidati che hanno contribuito ad animare questa esperienza. Penso che questa spinta “civica” possa ancora crescere; l’effetto e la scia di quanto accaduto può ancora contaminare la società materana, per raccogliere energie, idee, contenuti e competenze. I partiti, in particolare nel campo del centrosinistra, sono chiamati a valutare con attenzione e rispetto tanto la mobilita- zione civica quanto l’esito; gli errori commessi, tanti e troppi, non sciupino questa esperienza originale con la consapevolezza che si tratta di una tappa, forse la più importante e difficile, ma è necessario vincere il Giro”, queste le parole che Piero Lacorazza ha riportato sul suo profilo facebook. Al di là del tono con il qua- le canzona Fratelli d’Italia dimenticando che quelle scelte che lui definisce “calate da Roma” hanno la rappresentanza del consenso di un italiano su tre, il senso della sua posizione è chiara ed ha anche una certa logica: Cifarelli ha vinto le primarie, Cifarelli è un uomo del Pd, il Pd non perda tempo in alchimie da tavolino e accetti il risultato delle primarie alle quali il Pd non ha partecipato ma in cui Cifarelli ha sconfitto l’ex forzista Casino. Gramsci e la teoria del partito politico si stanno rivoltando nella tomba ma evidentemente il PD è più vicino alla “meglio gioventù” sessantottina che ad un Partito organizzato ed in questo senso la sua proposta potrebbe avere anche un senso.

LO STOP DEL M5S

Trasformare partiti e coalizioni in una grande comune nella quale chiunque può parlare senza né regole né moderatori ha, però, un rischio altissimo che coincide con la totale mancanza di ordine. A stoppare questa eventualità ci pensa il Movimento Cinque Stelle. In un comunicato diramato pochi minuti dopo la pubblicazione del post di Lacorazza, infatti, il Movimento definisce le primarie “uno strumento manipolativo nelle mani di gladiatori per alienare la politica” collocandosi “lontano anni luce da esponenti politici che rappresentano il “sistema Basilicata” auspicando che il centrosinistra materano ritrovi l’unità intorno “alle forze politiche che sabato 5 Aprile hanno partecipato alla manifestazione contro il riarmo”. Insomma, nel silenzio di Lettieri, Lacorazza prova a ricomporre il centrosinistra intorno a Cifarelli mentre il Movimento Cinque Stelle prende le distanze dallo stesso. Il concetto di caos non può essere spiegato meglio.

 

BASILICATA CASA COMUNE DOVE VA? Se non bastasse la situazione dei partiti nazionali del campo largo, a complicare lo scenario della coalizione a livello regionale ci pensa Basilicata Casa Comune. Come abbiamo detto il movimento civico fondato da Angelo Chiorazzo ha rotto con la coalizione dicendo “siamo di centrosinistra, ma non vogliamo “morire” in un centrosinistra che non vuol fare nulla per risorge- re dalle sue stesse ceneri” e, per contrastare “l’idea di un centrosinistra diviso e perdente” ha ben pensato di frammentare ulteriormente il tavolo. Ad oggi non abbiamo nessuna idea di quale siano le intenzioni di Bcc e, onestamente, abbiamo anche difficoltà ad immaginare un qualsiasi sbocco che abbia un senso logico ma non neghiamo a nessuno la possibilità di stupirci.

NICOLETTI INCASSA IL SOSTEGNO DI PEPE

Lacorazza nel suo post ironizza sul metodo scelto da Fratelli d’Italia ma dimentica di dire che, allo stato attuale, pare essere l’unico funzionante. La discesa in campo di Donzelli ha dato autorevolezza a Nicoletti e ha ricompattato la squadra costringendo anche Forza Italia ad agire di conseguenza rispetto al valore indispensabile dell’unità della coalizione. A chiarire che intorno a Nicoletti ci sarà tutta la coalizione ci ha, infatti, pensato il segretario regionale della Lega Pepe che ha di- chiarato che “la Lega Basilicata lavorerà a supporto della candidatura a sindaco di Matera di Antonio Nicoletti. Lo farà assieme agli alleati di centrodestra con cui c’è piena sintonia sul profilo del prossimo primo cittadino”. Ancora una volta l’unica certezza della politica è l’unità del centrodestra. Sul resto è anche difficile provare a capirci qualcosa.

Di Massimo Dellapenna

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