A Picerno si torna a discutere del Radar meteorologico, questa volta con il Comune. Due sono stati gli appuntamenti, a distanza di una settimana: il primo un’assemblea pubblica aperta, con la partecipazione dei Sindaci dei Comuni limitrofi, mentre il secondo Consiglio comunale ha visto l’approvazione del documento in cui tutto il Consiglio si dice contrario al radar, così da interessare la Regione, ma anche il Ministero e la Protezione Civile Nazionale.
Raggiunta da Cronache la Sindaca Margherita Scavone spiega: «Tutti noi da cittadini conosciamo la questione del Radar su Monte Li Foj, tutti in qualche modo avremmo preferito averlo più distante o forse non averlo proprio. Dopo una battaglia giuridica in cui il comune di Picerno si è opposto, anche con scarse possibilità di spuntarla, la questione si interrompe definitivamente nel 2018, quando arriva una sentenza definitiva del Consiglio di Stato che condanna l’Ente alle spese legali dando ragione al Dipartimento di Protezione Civile Nazionale. Nel 2024 la mia Amministrazione riceve due volte i Referenti della Protezione Civile, una volta all’inizio solo per le classiche presentazioni e una volta a febbraio, ed è in questo incontro che sembra cambiare qualcosa, perché in quella data viene firmato un “Verbale di presa di possesso” di beni immobili occorrenti per l’esecuzione dei lavori per la realizzazione del Radar da installare. Non sono un Avvocato -sottolinea Scavone- per cui all’arrivo di questo Verbale preceduto da Decreto a novembre, mi sono confrontata con diversi Tecnici che conoscessero la materia Amministrativa, i quali hanno ritenuto che per quanto gli atti Amministrativi possano di per sé impugnarsi, in questo caso non vi erano motivi concreti, vista anche una sentenza definitiva e non più impugnabile. Per cui per evitare anche ulteriori sanzioni che ne potessero derivare, mi hanno consigliato di non opporci».
A quel punto prosegue la Prima cittadina «avremmo voluto informare gli abitanti di Monte Li Foj, che in qualche modo informalmente erano anche stati avvisati di un iter che non si era mai fermato, seppure fossero passati 7 anni, se non fosse che alcuni, compresa la Minoranza abbiano voluto cavalcare la questione accusandoci di non aver né informato né condiviso, sostenendo che avremmo dovuto impugnare e poi non firmare questo atto. Sono seguiti dunque due Consigli Comunali di cui uno aperto con la presenza dei Sindaci di Tito, Potenza e Ruoti e due Assemblee pubbliche, in cui abbiamo voluto spiegare che la questione giuridica è una cosa e la questione personale un’altra. Personalmente tutti noi dell’Amministrazione siamo contrari all’istallazione del Radar ed è per questo motivo che nell’ultimo Consiglio Comunale abbiamo prodotto, lavorando tutti insieme, un deliberato unico che chiederemo di sottoscrivere anche ai Sindaci e Consigli dei paesi limitrofi».
Prosegue Scavone: «Tuttavia non mi sento di tralasciare un ruolo istituzionale che mi ha spinto a scegliere responsabilmente, anche interpellando dei legali ed evitando un ennesimo danno all’Ente in termini economici. Rimango perplessa dagli appelli che si fanno, di essere uniti e di fare battaglie insieme se poi non ci si fida di scelte, che seppur non condivisibili, sono fatte sempre per un interesse di comunità. Sono stata sempre contraria allo screditamento delle persone che sono soprattutto Istituzioni, sarà che nei miei 5 anni di Opposizione ho scelto di non cavalcare situazioni difficili per fare attacchi politici, preferendo collaborare per la risoluzione dei problemi e non crearne al Sindaco di turno. Siamo a saremo sempre a disposizione dei cittadini anche per le critiche – conclude- ma le strumentalizzazioni di chi vuole accendere animi, in situazioni delicate saranno sempre lontane dalla nostra Politica».
