Forza Italia in Basilicata si è trasformato nell’alleato inaffidabile di più di quanto era possibile immaginare o prevedere. La parola della Casellati, evidentemente non ha alcun valore e Maurizio Gasparri non conta niente all’interno del Partito. Una parabola discendente che mai credevamo di vedere e che denota chiaramente il totale fallimento del partito che fu di Berlusconi, incapace di gestire anche un piccolo Casino cui viene permesso di fare qualsiasi cosa. Non possiamo non registrare una differenza di stile rispetto a Fratelli d’Italia e alla Lega che, al contrario, sono stati in grado di gestire i mal di pancia che pure qualche loro esponente ha avuto nelle normali dinamiche di scelte dei candidati apicali.

SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO

Il capogruppo in Regione di Forza Italia è Michele Casino. Michele Casino ha un figlio che si chiama Nicola che, dopo aver fatto il capogruppo consiliare di FI al Comune di Matera, ha deciso di candidarsi alle primarie con il centrosinistra. Quando Fratelli d’Italia, per bocca di Michele Napoli, ha preso posizione in Consiglio regionale chiedendo una verifica politica della maggioranza, sono intervenuti nell’ordine Maurizio Gasparri e Maria Elisabetta Casellati, rispettivamente capogruppo in Senato e segretario regionale del Partito che un tempo era il perno della coalizione. Quello che un tempo era uno dei grandi leader nazionali del Partito guidato da Tajani, commentando le uscite di Nicola Casino, si è richiamato al tradizionale valore dell’unità della coalizione mentre la Casellati ha espressamente detto che non sarebbero state tollerate fughe in avanti ed azioni individuali. Verosimilmente sia Gasparri che la Casellati sono soltanto chiacchiere e distintivo. Michele Casino si è permesso il lusso di mandare a tutti i suoi contatti un messaggio nel quale li invitava a votare per il figlio alle primarie, di presenzia re tutto il giorno al comitato che il figlio ha aperto e di partecipare attivamente al dibattito ufficiale tra i candidati alle primarie del centrosinistra dove c’era anche il figlio. Per quanto ci risulta Michele Casino, malgrado se ne sia assolutamente fregato delle indicazioni del Partito, è ancora il capogruppo in Consiglio regionale, ha ancora tutta la sua famiglia piazzata in luoghi ben remunerati scelti dal suo Partito e nessun provvedimento è stato adottato. Non è chiaro a quale valori si richiamasse Gasparri e a quale divieto di fughe in avanti facesse riferimento la Casellati.

FORZA ITALIA MATERA LATITA

L’unica azione compiuta dal Partito è stato quello di nominare Modarelli come commissario cittadino di Matera. Una nomina assolutamente inutile e priva di valore, una nomina che non sta determinando nessun cambiamento nelle azioni del Partito nella città dei Sassi. Sembrerebbe addirittura che, sollecitato dai vertici di FdI e della Lega, il neo commissario Modarelli avrebbe detto che non esiste nessuna lista di Forza Italia perché non ha ricevuto nessuna indicazione in merito e non sa cosa fare. Se non avessimo il pudore di non voler paragonare la farsa con la tragedia diremmo che ci troviamo avanti ad una sorta di 8 settembre degli azzurri, sottufficiali senza ordini, ufficiali che si sfilano la cimice dal bavero e nascondono le armi e un patrimonio politico in dissoluzione. Qualcuno dovrebbe prendere atto che Forza Italia Basilicata pretende fedeltà dagli alleati ma non è in grado di offrirne agli stessi. Sostanzialmente un partito senza regole e senza obiettivi in cui l’autorità dei vertici regionali e nazionali si ferma ai comunicati stampa che, per la loro incapacità di produrre risultati, sembrano sempre più simili alle famose grida manzoniane.

A CHE GIOCO STATE GIOCANO

Ci piacerebbe sapere a quale gioco stia giocando Forza Italia. A questo punto Fratelli d’Italia e la Lega dovrebbero prendere atto che l’alleato li ha presi per i fondelli e che il vero piano è quello di provare a far vincere a Casino le primarie per avere un candidato sindaco espressione di Forza Italia in barba agli accordi nazionali e ai sacrifici che gli alleati hanno dovuto affrontare per altre elezioni. Un uomo vale quanto vale la sua parola. Se nelle prossime ore Casellati e Gasparri dovessero continuare a non vedere gli atti di indisciplina di Casino, il tradimento che il capogruppo sta compiendo ai danni del suo stesso partito e non dovessero agire di conseguenza espellendolo dal partito stesso, dovremmo prendere atto che o sono ciechi o sono complici. Non esiste una terza possibilità. Nella storia della politica non è mai esistito un esponente di partito che fa campagna elettorale per un altro partito, che si muove per primarie di un’altra coalizione e che sabota l’attività dei propri uomini. Gasparri e Casellati restano a guardare. Credevamo fossero persone serie, siamo costretti a ricrederci.

Di Massimo Dellapenna

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