Fratelli d’Italia e il Governo Meloni hanno sicuramente e con grande chiarezza e competenza messo al centro dell’agenda politica e di governo le questioni agricole. Già il fatto di aver indicato al Ministero di Via XX Settembre uno degli uomini più forti ed autorevoli del Partito di maggioranza relativa Francesco Lollobrigida denota chiaramente una centralità dei conservatori nelle politiche agricole. Del resto lo stesso Lollobrigida ha ottenuto risultati importanti nel settore combattendo battaglie importantissime e centrali nel nome dell’interesse nazionale come dimostra anche il sempre crescente consenso che lo stesso ministro riscuote nelle associazioni agricole ed in particolar modo in Coldiretti che è la più grande, importante e strutturata organizzazione di settore.
CICALA NON CI STA CAPENDO NIENTE
Ovviamente, come spesso ci accade, siamo costretti ad evidenziare che, di contro ad uno straordinario impegno e ad eccellenti capacità del governo nazionale non corrispondono qualità altrettanto evidenti nei rappresentanti di Fratelli d’Italia a livello locale. Se, infatti, il ministro Lollobrigida spicca sulla media del governo e sui suoi predecessori per qualità del lavoro e capacità di visione e di interlocuzione con i corpi intermedi, il suo omologo lucano Carmine Cicala ancora non ha superato la fase dell’eccitazione elettorale e non è stato ancora in grado di comprendere neanche da lontano quale sia il suo compito in quello che è il più strategico tra i settori della nostra Regione. In pratica, Cicala non ci sta capendo niente. Certamente lo vediamo ogni tanto in qualche bizzarra fotografia in giro per l’Italia e per il mondo, certamente ogni tanto leggiamo qualche suo comunicato stampa in cui si vanta di qualcosa che annuncia di fare o che corrisponde soltanto a banale ordinaria amministrazione ma, oltre i post su facebook, non c’è niente. Qualcuno potrebbe attribuire a noi un atteggiamento malevolo e pregiudiziale nei suoi confronti ma certamente questo stesso pregiudizio non può essere attribuito a Coldiretti. L’organizzazione agricola che è la più vicina al Ministro Lollobrigida ha più volte sollecitato tavoli di confronto e più volte non ha avuto risposte e, con la sua proverbiale prudenza, ha iniziato a lanciare freccia- tine all’indirizzo del dormiente assessore.
L’EMERGENZA IRRIGUA
La direttrice provinciale Maria Cerabona ha inviato una nota all’assessore (in realtà è stata mandata anche a Bardi ma è chiaro che parlandosi di agricoltura la competenza è esclusiva dell’assessore di Viggiano) nella quale evidenzia il problema e prende chiara posizione contro l’immobilismo del titolare del dipartimento agricoltura per quanto riguarda l’emergenza idrica in irrigazione. È evidente che per l’organizzazione agricola molto vicina alle politiche di Fratelli d’Italia, gli agricoltori non possono più attendere i tempi della politica «per far fronte a quella che già si manifesta come una crisi idrica di notevolissime dimensioni e parimenti una stagione di forti proteste del mondo agricolo che vede l’impossibilità a raggiungere i propri obiettivi produttivi». Nella note inviata dai gialli si fa un elenco chiaro delle priorità che l’assessore Cicala sta disattendendo «lo snellimento di tutte le procedure che possano consentire ove necessario: l’emungimento dai corsi d’ acqua, interventi per la salvaguardia del patrimonio zootecnico regionale facilitazione delle procedure di autorizzazione per la trivellazione di pozzi d’acqua atti alla salvaguardia delle colture; ristori economici e alle aziende per i danni che eventualmente potrebbero subire e ogni altro intervento da eseguire con urgenza per la salvaguardia delle imprese agricole». La Coldiretti non è la CGIL, non è accusabile di un atteggiamento di preconcetta negatività nei confronti del centrodestra né tanto meno nei con- fronti di Fratelli d’Italia. L’alibi del complotto, quindi, non può essere tenuto in piedi nella difesa d’ufficio che l’assessore all’agricoltura volesse fare. L’organizzazione agricola esprime tra i suoi iscritti uno dei tre parlamentari del partito di Cicala ed il segretario regionale dello stesso partito. Se un’organizzazione così vicina agli uomini di FDI critica così direttamente anche se garbatamente l’assessore per le sue scelte è evidente che il malessere è tanto. Di contro a queste posizioni così chiare l’assessore dormiente risponde con un generico comunicato pieno di “faremo”, “vedremo”, “stiamo studiando”, “stiamo monitorando”. Una supercazzola che fa ridere se pronunciata dal Conte Mascetti di “amici miei” ma assume le contingenze di un dramma se escono dalla bocca di chi dovrebbe trovare una soluzione invece che giocare con le parole.
TRA IL DIRE E IL FARE
Per comprendere la differenza tra il fumoso dire di Cicala e l’attivo fare degli uomini di Fratelli d’Italia a livello nazionale basti fare un confronto anche soltanto rapido tra quanto detto dall’assessore di Viggiano e quanto fatto dal Commissario di Acqua del Sud Spa Decollanz. Il primo, chiamato ad affrontare l’emergenza irrigua ha deciso di giocare con le parole e augurarsi una pioggia veloce. Il secondo, per non dover più vivere l’emergenza idrica è riuscito a convincere la Direzione generale Ufficio dighe del ministero dei Trasporti ad autorizzare Acque del Sud SpA a portare la quota di invaso della diga del Camastra a 526,60 metri sul livello del mare, aumentando così di due metri la precedente quota in vigore dopo le limitazioni imposte nel 2019 con un aumento di capacità dell’invaso di oltre 2 milioni di metri cu- bi. Se qualcuno si dovesse chiedere come sia possibile che Fratelli d’Italia determini la politica nazionale e raggiunga il 30% in Italia mentre annaspa in Basilicata e si ferma a quote decisamente più basse nella nostra regione, gli basti fare la differenza tra l’agire di Lollobrigida e Decollanz da una parte e le supercazzole premature di Cicala dall’altra. In quella differenza di operatività c’è tutto il delta di consensi. Forse è il caso che qualcuno spieghi a FDI di Basilicata che saper raccogliere preferenze e saper governare non sono cose necessariamente legate.
Di Massimo Dellapenna
