Oggi si parla e si scrive tanto, forse troppo. Chi lavora nel settore sa benissimo che la faciloneria non ha mai rappresentato la strada maestra per avvicinarsi alla verità, ammesso che ce ne sia una, né alla comprensione dei problemi. Quello del giornalista è divenuto, ai nostri giorni, un compito più che mai arduo ed impegnativo. Occorre deontologia, serietà e competenza per aiutare il lettore, immerso in un realtà che nel volgere di qualche anno è divenuta molto complessa. Attualmente stiamo assistendo ad un processo di cambia- mento globale che parte dall’economie e coinvolge tutti gli altri settori della società. La sanità è tra i più sensibili toccando quotidianamente sul vivo la vita di ogni singolo cittadino. Ho letto da qualche parte che la Asp vorrebbe togliere i pannoloni agli anziani. Da medico di medicina generale che ama anche il giornalismo mi sento in dovere di dire che questa è una notizia falsa o trasmessa male. Se non altro perché personalmente, tutti i giorni mi capita di prescrivere pannoloni. Essendo stato testimone del passaggio, avvenuto recentemente, da nemmeno un anno, tra la prescrizione specialistica di questi presidi a quella fatta dal proprio medico di base posso affermare anche che si è trattato di una scelta giusta. I motivi a sostegno delle mie affermazioni so- no diversi: a differenza dello specialista il medico di famiglia entra nelle case, conosce le condizioni cliniche e socio economiche del paziente, può parlare con il malato e i suoi familiari ogni volta che si renda necessario e può concordare ciò che è meglio per lui tenendo conto anche di aspetti che fino a pochi anni addietro non rappresentavano un unto critico nelle scelte in ambito sanitario come ad esempio il contenimento della spesa. Con l’introduzione del nuovo metodo prescrittivo il malato e i suoi familiari non devono sottostare a lunghe liste di attesa per ottenere una visita specialistica finalizzata alla semplice prescrizione di presidi elementari. Tutto è divenuto più semplice e più sensato. L’anziano, o chi per lui, o il malato in generale riceve la prescrizione del presidio insieme a quella di altre terapie ad opera del proprio medico, senza attese, con la possibilità di ottenere prescrizioni adeguate alle reali esigenze qualitative e quantitative evitando sprechi. Le decisioni prescrittive vengono prese anche nell’ambito di un rapporto unico, quello del medico di famiglia con i suoi assistiti, un rapporto amichevole nell’ambito del quale anche una eventuale restrizione può essere discussa, condivisa e anche modificata sulla base di reali necessità. Tutto questo potrebbe risultare scomodo, come accade spesso, a chi realizza utili con la produzione e la vendita dei presidi in caso di un calo delle prescrizioni, ed è comprensibile ma non determinante per la politica economica di una Azienda Sanitaria. Giusto o sbagliato che sia i direttori e tutti coloro che hanno il compito di gestire i conti e garantire i ser- vizi non siedono alle nozze di Cana. I bilanci parlano chiaro e alcuni proclami infondati provenienti dalla politica non aiutano ad aumentare la consapevolezza della crisi che stiamo attraversando alimentando solo la confusione e le false speranze. Le disposizioni europee, la politica dei go- verni centrali, la globalizzazione, il regionalismo, le tante politiche sbagliate del passato e non ultima la discussione su di un cambiamento verso forme miste o diverse di assistenza hanno mandato in crisi, non solo in Basilicata, uno dei settori cruciali della società: il comparto della sanità. Questo comporta due opzioni: un cambio di rotta sulla spesa o una lenta ed inesorabile deriva verso la dismissione della sanità pubblica, cosa che penso sia oggi sotto gli occhi di tutti. Quindi nessuno vuole togliere i pannoloni agli anziani ma semplicemente bisogna fornire al paziente affetto da incontinenza quello di cui ha bisogno evitando di prescrivere montagne di prodotti costosi destinati a riempire garage e cantine per essere poi buttati perché in eccesso, anche con implica- zioni sul fronte del danno ambientale. Se si vuole davvero migliorare la situazione in ambito sanitario occorre impegno concreto da parte di tutti. Torneremo ancora sull’argomento sanità, cercando di informare e sensibilizzare cittadini ed istituzione sui problemi reali e concreti con i quali bisogna fra i conti. Per ora si spera di aver chiarito che la ASP non ha negato i pannoloni agli anziani e visto che siamo anche nel periodo della Quaresima vale la pena ricordare che le parole sono pietre ed una volta sfuggite al controllo della mano seguono la lo- ro folle e incontrollabile traettoria. Per questo l’argomento meritava sicura- mente un approfondimento ed un ulteriore chiari- mento.

Di Antonio Salerno

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