«La supina accondiscendenza ai desiderata del Governo Meloni da parte del silente Presidente Bardi si è arricchita di un’altra perla». Con queste parole il consigliere regionale del Pd Piero Marrese attacca la Giunta regionale dopo la nomina del calabrese Luigi Lirangi a Commissario del Parco Nazionale del Pollino. La decisione, presa dal Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin senza alcuna condivisione con la Regione Basilicata, ha comportato la decadenza di tutti gli organi del Parco, compreso il consiglio di gestione guidato provvisoriamente dalla lucana Valentina Viola, sindaco di Chiaromonte. Per Marrese, la scelta è solo l’ennesimo segnale della subalternità della Basilicata nei tavoli decisionali. «Un parco che formalmente interessa due regioni, ma che è sempre stato sbilanciato a favore della Calabria – accusa il consigliere – senza mai esprimere appieno le sue potenzialità turistiche». La nomina di Lirangi, infatti, si inserisce in un contesto già segnato dalla marginalizzazione della regione, come dimostrerebbero anche le politiche su autonomia differenziata e dimensionamento scolastico. «La totale esclusione della Basilicata dalla gestione del Parco è un ulteriore oltraggio alla nostra terra, perpetrato dal Governo Meloni con il tacito consenso della Giunta Bardi o, peggio, prescindendo dal suo parere». Marrese chiede chiarezza e invita il Presidente della Regione a riferire in Consiglio già nella prossima seduta: «I lucani meritano trasparenza su una vicenda che conferma come la nostra regione venga ricordata solo in campagna elettorale e dimenticata nel resto del tempo».
