Se qualcuno ancora conservasse il ricordo del vecchio Par- co dell’Appennino Lucano nascosto timido invisibile e impercettibile alla popolazione il convegno di ieri è servito per smantellare ogni idea che dovesse richiamarsi a quel vecchio modello. Ieri, infatti, Antonio Tisci ha dimostrato senza ombra di dubbio come sia possibile mettere al centro del dibattito politico e dell’azione amministrativa un ente che fino a ieri sembrava scomparso nelle nebbie della memoria.

LA LEGALITÁ COME PARADIGMA DI AZIONE

“L’ecolegale”, questo il titolo della conferenza che il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha voluto dare al convegno che si è tenuto ieri nella sede del Parco. Un titolo che trasmette, al di là di mille parole, l’idea secondo cui è necessario trasfondere un’idea di legalità nella tutela e nell’amministrazione delle ri- sorse ambientali. «La teoria delle finestre rotte – ha detto aperta- mente Tisci – ci ricorda che è più difficile che si possa deturpare un territorio se quel territorio è amato e tutelato, ecco perché il nostro compito è quello di agire per difendere il territorio ma soprattutto per fare in modo che la tutela del territorio sia ritenuta conveniente per le popolazioni che ci vivono». «Il Parco Appennino Lucano intende avviare un contrasto all’illegalità – ha aggiunto Tisci – che, pur comprendendo la repressione dei reati, sappia mettere in moto percorsi virtuosi di educazione ambientale non intesa soltanto come azione finalizzata alla spiegazione dei processi naturalistici ma, soprattutto, come strumento per illustrare quanto possa essere conveniente la tutela dell’ ambiente». «Per fare questo – ha concluso Tisci – è quanto mai necessario far comprendere che la tutela del territorio passa attraverso l’azione delle autorità pubbliche e non tramite l’agire caotico di blogger alla ricerca di visibilità che sono pronti a creare disordine al solo fine di aumentate il proprio tornaconto personale». Nel suo racconto Tisci, oltre ad elencare le azioni che il Parco sta mettendo in campo sia nella tutela che nell’educazione ambientale, ha ricordato il proprio impegno all’Arpab, ringraziando il Senatore Rosa lì presente «per la prima volta l’Arpab con la mia direzione – ha detto Tisci- è entrato nel Cova con una ispezione, lo ha fatto secondo l’imperio dell’assessore Rosa, e oggi posso dire che tutte le narrazioni offensive sull’Eni e sul suo impatto ambientale sono fallaci».

LA LEGALITÁ COME PARADIGMA

Alla conferenza erano presenti il Prefetto ed il Questore di Potenza insieme ai vertici dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri Foresta- li, oltre che illustri protagonisti della politica e delle imprese come Michele Napoli, Salvatore Caiata, Donato Ramunno e tanti altri. Proprio al Prefetto di Potenza è toccato il compito di salutare il Sottosegretario Ferro e di raccontare l’azione che le forze dell’ordine quotidianamente compiono sul territorio.

UN’ EDUCAZIONE ALLA LEGALITÁ

Ospite d’onore il Sottosegretario al Ministero del- l’Interno On. Ferro che nel suo intervento oltre a lodare l’azione di Tisci che «ha rimesso in movimento l’ente, risolvendo anche le criticità sollevate dalla Corte dei Conti» ha raccontato la visione del Governo nel contrasto alla illegalità. «La nostra azione – ha spiegato la Ferro – è improntata alla necessità di unire educazione, repressione e costruzione di modelli sociali». «In materia ambientale – ha detto il sottosegretario – la repressione e l’azione legiferante non bastano. Serve educare all’amore verso il territorio che è l’unico vero antidoto alla deturpazione del paesaggio e dell’ambiente». «Abbiamo bisogno – ha concluso l’On. Ferro – di politici intransigenti e la- voratori come Tisci, di editori e giornalisti capaci di raccontare i fatti e di svolgere una funzione legalizzante che insieme alle autorità di Polizia Giudiziaria sappiano costruire una visione della legalità».

Di Massimo Dellapenna

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