Balvano, e molti altri comuni, non dimenticano la ricorrenza del 3 marzo 1944, quando nella “Galleria delle Armi” si verificò una vera e propria strage ferroviaria, tra le più imponenti per numero di morti.

Il Sindaco Ezio Di Carlo, si è reso nei giorni scorsi promotore anche di «un’interrogazione parlamentare tesa a chiarire i veri motivi della sciagura ferroviaria, insieme ai Sindaci di altri Comuni, è stato a Napoli per la presentazione della proposta di Legge a firma del Dottor Tommaso Pellegrino, Consigliere Regionale della Campania, per l’istituzione in data 3 marzo della “Giornata Nazionale della memoria in ricordo della sciagura ferroviaria”».

Si tratta di «un segno di impegno collettivo per non dimenticare le oltre 600 vittime, molte delle quali provenienti dalla Campania – sottolinea Pellegrino- Ho voluto rimarcare l’importanza dell’iniziativa per preservare la memoria storica e onorare le vittime di quello che è stato definito il “Titanic ferroviario” del nostro Paese. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, i Sindaci, gli Amministratori, le Famiglie delle vittime; in particolare ringrazio il Sindaco di Balvano per l’affettuosa presenza e Marianna Mascolo, principale promotrice dell’iniziativa».

In occasione della celebrazione, i Comuni di Balvano e Pimonte (in Campania), già da qualche anno si uniscono nel ricordo: quest’anno «sono state realizzate lapidi commemorative per onorare degnamente la memoria delle vittime pimontesi presso la cappella del cimitero di Balvano. Così ieri 2 marzo si è tenuta la Celebrazione eucaristica in memoria delle vittime presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, con successiva deposizione della corona di alloro, ed oggi, invece si parte da Pimonte alla volta di Balvano per la Santa Messa, alle ore 10;30 presso la Chiesa Madre S. Maria Assunta, seguita dalla deposizione di una corona presso la cappella delle vittime del Treno 8017 e dallo svelamento delle nuove lapidi dedicate ai cittadini pimontesi. Nel pomeriggio, alle ore 15:00, l’incontro commemorativo “Ricordando il 3 marzo 1944- Ultima fermata Balvano” presso la Casa Comunale. Un momento di riflessione e memoria collettiva per non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita in cerca di un futuro migliore».

Il disastro di Balvano fu un incidente ferroviario avvenuto nei pressi della stazione di Balvano-Ricigliano, lungo la ferrovia Battipaglia-Metaponto. Il treno merci 8017, trasportava irregolarmente anche numerosi altri passeggeri, centinaia di persone, tra cui molte donne e alcuni ragazzi, provenienti soprattutto dai comuni tra Napoli e Salerno, stremati dalla guerra, che nei paesi di montagna lucani speravano di poter acquistare o scambiare derrate alimentari in cambio di piccoli oggetti di consumo.

La locomotiva si fermò all’interno del tunnel della “Galleria delle Armi” e non riuscì a proseguire in quanto troppo pesante per la pendenza della linea. I tentativi falliti di smuovere il mezzo messi in atto dalle due locomotive produssero elevate quantità di gas di scarico tossici che provocarono il decesso di oltre 600 persone. Secondo i dati forniti dall’allora Consiglio dei Ministri, la tragedia provocò 517 morti; secondo altri le vittime sarebbero di più, forse più di 600. Alcuni sopravvissuti, 90 in totale, riportarono danni permanenti. La tragedia, avvenuta poco più di un anno prima della fine della seconda guerra mondiale, vide però solo nel dopoguerra l’esecuzione di indagini accurate. Il disastro di Balvano resta ad oggi il più grave incidente ferroviario per numero di vittime accaduto in Italia e uno dei più gravi disastri ferroviari della storia. Ogni anno il 3 marzo, Balvano e i molti paesi campani da cui provenivano tanti passeggeri, celebrano il ricordo delle vittime.

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