Francamente non è che ci interessi molto parlare di Santoriello, dei suoi anonimi amici con cui ha costituito un’associazione che riceve donazioni dall’estero da anonimi “filantropi” e sostegni economici da realtà che hanno ricevuto finanziamenti anche da Soros. In realtà siamo un po’ stanchi di questo moralismo d’accatto che da troppo tempo imperversa in Basilicata con la speranza, chissà la certezza, e la quasi consapevolezza dell’impunità. Creare sdegno è facile, raccoglierne il consenso economico è una missione che qualcuno riesce a fare bene come dimostra il nesso cronologico tra le polemiche sollevate da Santoriello sulla torcia di Total e l’incarico ricevuto dal Comune di Corleto per indagini sulla situazione Total.
IL PICCOLO CHIMICO
Quando i nostri figli erano piccoli, capitava che qualcuno gli regalasse il famoso “Il piccolo chimico”. Un gioco pieno di fantastici esperimenti, ma mai nessuno di loro ha creduto che il solo giocare con una scatola facesse di loro un chimico o un esperto della materia, così come nessuno è mai andato in sala operatoria dopo aver giocato a “L’allegro chirurgo”. Santoriello senza essere un chimico è riuscito ad ottenere, per la sua associazione che, ai sensi della legislazione vigente della Repubblica italiana non è una associazione di Tutela Ambientale, un contratto dal Comune dove sorge l’impianto della Total, Corleto Perticara. Se le multinazionali addolciscono il gas, allora, potrebbero aver pensato il sindaco Montano, il vicesindaco Bartolomeo, l’assessora Lombardi, perchè non addolcire le indagini ambientali all’associazione non riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, con espressione dal tenore della seguente: «Possibilità di future assunzioni occupazionali». Ci piacerebbe sapere perché, in base a quali requisiti e come sia possibile che “Cova Contro” addirittura cerchi collaboratori sul territorio di Corleto Perticara per fare questo lavoro. Insomma una serie di domande che restano senza riposte. Potremmo anche rimanere indifferenti a questa nostra curiosità non soddisfatta se non fossimo costretti a leggere sui social di Santoriello e “Cova Contro” castronerie che non possono rimanere impunite. L’eroico non chimico che presiede un’associazione con anonimi associati non riconosciuta dal Ministero come associazione di Tutela Ambientale dice che non riesce a mandarci una mail perché il nostro indirizzo mail è segreto. La lettura di un giornale è cosa semplice, la comprensione del testo può risultare un po’ più ostica nel caso non si avessero gli strumenti culturali sufficienti. Certamente risulta inimmaginabile non riuscire a trovare l’indirizzo mail della redazione che, per suggerirne una, è pubblicato nella gerenza del giornale stesso. Perlomeno dovrebbe essere più semplice contattare una redazione che comprendere i funzionamenti di un deetanizzatore o di un debutanizzatore. Tranquillizziamo Santoriello e i suoi amici social, le decine di comunicati stampa che ci arrivano quotidianamente non arrivano a mezzo telegramma o a mezzo piccione viaggiatore. Tutti gli altri cittadini della Basilicata riescono a trovare ed usare la mail della nostra redazione. Santoriello non ci riesce, ma crede di avere le capacità di individuare le sostanze inquinanti nell’aria, nella terra e nell’acqua che gli Enti pubblici e le Autorità preposte non riescono a ricercare.
IL CONFRONTO CON NOI
Aquila non captat muscas. È un antico adagio latino che ci avrebbe consentito con grande serenità di evi- tare qualsiasi confronto con l’anonima organizzazione di Santoriello. La nostra convinzione di democrazia, però, ci ha imposto di accettare anche un confronto con lui. Si è presentato al portone della nostra redazione senza invito e senza preavviso, ha citofonato ed è stato ricevuto dal direttore della testata che, con lui ha avuto un lungo confronto nel quale gli ha anche spiegato come fare per pubblicare un comunicato stampa sul nostro giornale. Quello che il ricercatore di inquinanti nascosti non riusciva a trovare sulla pagina del giornale glielo ha spiegato direttamente il direttore. Onestamente più di questo non sappiamo come fare. Ovviamente il nostro eroe ha pensato bene di ricambiare il nostro garbo facendo foto non autorizzate alla redazione, ai suoi interni. alle persone e via discorrendo. Quotidianamente dai nostri corridoi passano centinaia di persone è mai nessuno era stato così maleducato. La cosa poco ci turba, ma è solo un sintomo di una scarsa correttezza nei rapporti di chi non sa come comportarsi ma vuole insegnare a tutti cosa fare e come farlo.
ASPETTIAMO UN COMUNICATO STAMPA
Noi ci mettiamo tranquilli ad attendere il comunicato stampa alla mail che è scritta sul giornale e che il direttore gli ha comunicato anche verbalmente. Non abbiamo nessun obbligo di pubblicarla ma saremo ben lieti di dargli lo spazio che merita. A volerlo, sempre che abbia qualcosa da dire per smentire quello che noi abbiamo scritto. basterebbe premere “invia mail” da una casella di posta elettronica. La difesa dell’ambiente è una cosa seria, la Legge italiana fissa paletti rigorosi per le sostanze inquinanti e anche per la partecipazione delle associazioni alla tutela ambientale. Noi siamo certi che se quasi 100 organizzazioni in Italia hanno ottenuto il riconoscimento pubblico e Cova Contro no, un motivo ci sarà. Le campagne social forse sono utili per ottenere qualche incarico ma non bastano per avere i crismi che la Legge richiede per il riconoscimento. Anche su questo ci piacerebbe che Santoriello chiarisca, sarebbe vera- mente interessante capire perché chi grida ogni giorno al disastro ambientale criticando Enti di ricerca e Autorità pubbliche non sia riuscito ad ottenere neanche il riconoscimento minimo per poter operare nel settore. Noi aspettiamo risposte.
Di Massimo Dellapenna
