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Team Trump

LUNEDÌ 20 GENNAIO: GIORNO DELL’INSEDIAMENTO DI DONALD TRUMP A -6º LA LISTA DEI PARTECIPANTI È (QUASI) TUTTA DI ESTREMA DESTRA

Giuramento di Donald Trump, il programma e gli ospiti della cerimonia

Dal passaggio di consegne alla Casa Bianca alle esibizioni degli artisti, tutto quello che c’è da sapere sull’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America

La data del 20 gennaio 2025 segna ufficialmente l’inizio del mandato di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America.

La cerimonia di insediamento, che potrà essere seguita in diretta sulle reti televisive di tutto il mondo e sul sito web della Casa Bianca, seguirà una serie di tradizioni consolidate.
La giornata inizierà con una funzione religiosa alla chiesa di St. John, seguita da un tè alla Casa Bianca offerto dai Biden ai Trump e che sancisce il vero e proprio passaggio di consegne tra le due coppie presidenziali. Come da tradizione, il Presidente uscente accompagnerà in corteo il Presidente eletto al Campidoglio per la cerimonia di giuramento.

Come si svolge la cerimonia di insediamento La cerimonia vera e propria inizierà verso mezzogiorno ora locale (circa le 18 in Italia), presso il Campidoglio a Washington DC, con il giuramento del vicepresidente JD Vance, seguito da quello di Donald Trump come presidente.
Il giuramento sarà amministrato dal Presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti e, come da tradizione, prevede che chi giura tenga la mano destra sollevata e la sinistra posata sulla Bibbia, solitamente tenuta dalla moglie del presidente entrante. La formula di rito è indicata nell’articolo II sezione 1 della Costituzione e recita:
“Giuro solennemente di adempiere con fedeltà all’ufficio di presidente degli Stati Uniti, e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione al meglio delle mie capacità. Che Dio mi aiuti”

Subito dopo il giuramento, la banda esegue quattro rulli di tamburi e fanfare e l’inno Hail to the Chief, seguito da ventuno salve di cannone. Trump poi pronuncerà il suo discorso inaugurale, in cui delineerà le priorità e il programma del nuovo mandato.
I festeggiamenti
Dopo la cerimonia, ci sarà un pranzo inaugurale al Campidoglio, a cui parteciperanno membri del Congresso, dignitari e ospiti speciali.
Successivamente si terrà una parata lungo Pennsylvania Avenue, una delle vie principali di Washington che collega Capitol Hill alla Casa Bianca. La parata includerà bande musicali, gruppi militari e rappresentanze di varie organizzazioni. La giornata si concluderà con eventi e celebrazioni a cui parteciperanno il presidente, il vicepresidente e i loro ospiti. Tre i balli inaugurali, il “Commander in Chief Ball”, il “Liberty Inaugural Ball” e lo “Starlight Ball”. Infine il giorno dopo, martedì 21 gennaio, le attività si concluderanno in mattinata con il National Prayer Service.
Gli ospiti attesi
Alla cerimonia parteciperanno Joe Biden insieme alla first lady Jill, che hanno confermato la loro presenza a differenza di quanto fece nel 2021 lo stesso Trump. L’allora presidente uscente infatti, disertò l’insediamento dell’avversario in segno di protesta contro presunti “brogli elettorali” alle elezioni del 2020.
Tra gli invitati il presidente argentino Javier Milei dato per certo.
Diversamente, la partecipazione dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro dipenderà dall’eventuale restituzione del passaporto confiscatogli nell’inchiesta per il tentato golpe del 2022.
Incerta anche la partecipazione del premier ungherese Viktor Orbán.
Nella lista anche il presidente del Salvador Nayib Bukele, che si autodefinisce “il dittatore più cool del mondo”, ma non ci sono per ora conferme della sua presenza.
Xi Jinping invece manderà un suo alto rappresentante.
Tra gli invitati illustri anche la premier italiana Giorgia Meloni (che ha assicurato che farà di tutto per esserci), mentre sono fuori dalla lista ufficiale il primo ministro britannico Keir Starmer, nonostante la “special relationship” tra i due Paesi, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.
Non si sa se Trump abbia invitato personalmente Emmanuel Macron: di certo ha accettato Éric Zemmour, leader del partito di estrema destra francese Reconquête.
Gli artisti che si esibiranno La star della musica country Carrie Underwood eseguirà “America the Beautiful” e i Village People si esibiranno ad altri due eventi.
La partecipazione della band considerata un’icona gay mondiale, ha suscitato forti polemiche all’interno della comunità LGBTQ+. “Sappiamo che questo non farà piacere ad alcuni di voi, tuttavia crediamo che la musica debba essere eseguita senza riguardo alla politica”, ha fatto sapere la band in un post su Facebook.
“La nostra canzone ‘Y.M.C.A.’ È un inno globale che, si spera, aiuti a riunire il paese dopo una campagna tumultuosa e divisa in cui il nostro candidato preferito ha perso. Pertanto, crediamo che sia giunto il momento di unire il paese con la musica, motivo per cui i Village People si esibiranno ai vari eventi nell’ambito dell’insediamento di Donald J. Trump nel 2025.”
Tra gli altri interpreti della cerimonia di insediamento ci saranno anche due dei musicisti preferiti dal Presidente eletto, il cantante country Lee Greenwood e il cantante lirico Christopher Macchio, che eseguirà l’inno nazionale alla fine del programma.
🔹La lista dei partecipanti all’insediamento di Trump è (quasi) tutta di estrema destra
Dalla premier italiana Giorgia Meloni al presidente argentino Javier Milei, dal leader dell’ultradestra post-nazista tedesca all’ideatore della Brexit, passando per il “caso” di Viktor Orbán: difficile fraintendere il significato politico degli inviti per il cambio della guardia alla Casa Bianca
Lunedì prossimo (20 gennaio), Donald Trump giurerà formalmente come 47esimo presidente degli Stati Uniti, raccogliendo il testimone da Joe Biden.
Alla cerimonia d’insediamento, che ha storicamente luogo al Campidoglio, sono stati invitati – in barba alla tradizione – diversi leader internazionali e personalità di rilievo, incluso dall’Unione europea.
Tra conferme e smentite ufficiali, la lista definitiva di chi parteciperà non è ancora completa, ma è evidente che (tolte poche eccezioni) l’unica area politica ad essere ampiamente rappresentata sarà quella che va dalla destra all’estrema destra.
Il che lascia pochi dubbi sulla traiettoria che prenderà la seconda presidenza dell’indiscusso padrone del Partito repubblicano.
Meloni e i Conservatori
Tra i capi di Stato e di governo che siedono attualmente al Consiglio europeo, la premier italiana Giorgia Meloni sarebbe stata l’unica a ricevere un invito ufficiale da parte del tycoon newyorkese. Il che non stupisce, dati gli sforzi che l’ex presidente del partito dei Conservatori europei (Ecr) ha profuso in questi mesi nell’accreditarsi a Washington come uno dei punti di riferimento per la nuova amministrazione nel Vecchio continente.
Dai contatti personali con Trump (che l’ha definita “una donna fantastica”) a quelli con il proprietario di X, SpaceX e Tesla, Elon Musk (il quale avrà un ruolo chiave nel prossimo gabinetto statunitense), dalla vicenda Abedini-Sala al “caso Starlink”, la leader di Fratelli d’Italia è considerata politicamente vicina al prossimo inquilino della Casa Bianca. Ad ogni buon conto, la partecipazione della presidente del Consiglio non è ancora stata confermata ufficialmente.
Insieme a Meloni, gli altri membri di spicco della famiglia conservatrice che si recheranno a Washington sono Mateusz Morawiecki, ex premier polacco e presidente dell’Ecr fresco di nomina, i suoi due vice Carlo Fidanza (capodelegazione FdI a Strasburgo), Marion Maréchal (nipote di Marine Le Pen ed eurodeputata eletta inizialmente con Reconquête ma passata ora a Identités et libertés), e George Simion (leader del partito romeno Aur).
Secondo quanto comunicato dal portavoce del gruppo Ecr in Aula, la delegazione conservatrice oltreoceano comprenderà anche gli eurodeputati Assita Kanko (vice-capogruppo proveniente dall’N-va belga), Stephen Bartulica (membro del partito croato Domino), Rihard Kols (eletto in Lettonia con l’Na) e Dominik Tarczyński (del PiS polacco).
Patrioti e sovranisti
Dei leader Ue, non parteciperà invece il primo ministro ungherese Viktor Orbán, da sempre esplicito ammiratore di Trump e co-fondatore del partito europeo dei Patrioti (Patriots). Dopo che sull’argomento si sono rincorse per qualche giorno notizie contrastanti, il portavoce del premier magiaro Zoltán Kovács ha voluto “chiudere il circo” rimarcando l’altro ieri (15 gennaio) che “nessun funzionario del governo ungherese – o nessun leader straniero – ha ricevuto un invito ‘ufficiale’“.
A quanto riporta La Presse, per i Patrioti si recherà a Washington una delegazione composta dal presidente Santiago Abascal (leader del partito spagnolo Vox) e un manipolo di eurodeputati (il gruppo all’Eurocamera si chiama Patrioti per l’Europa, abbreviato in PfE): i vice-capigruppo Kinga Gál (ungherese di Fidesz), Klara Dostalova (eletta in Cechia con Ano 2011) e Hermann Tertsch (Vox), nonché Paolo Borchia (capodelegazione della Lega), Jorge Martín Frías (Vox) e Filip Turek (leader del partito ceco PaM). Secondo Politico, anche il leader del partito belga Vlaams belang Tom Van Grieken dovrebbe partecipare.
Continuando con le destre europee, altri invitati di rilievo sono il capo di Reform Uk e padre nobile della Brexit, Nigel Farage, il leader di Reconquête (partito transalpino ancora più a destra del Rassemblement national) Éric Zemmour e il co-presidente dell’ultradestra tedesca di AfD, Tino Chrupalla. Per la medesima famiglia politica degli ultimi due dovrebbe partecipare all’inaugurazione anche l’eurodeputata Sarah Knafo, vice-capogruppo dell’Europa delle nazioni sovrane (Esn) a Strasburgo in quota Reconquête.
Quanto a Chrupalla, l’invito sarebbe stato originariamente indirizzato alla sua omologa Alice Weidel, recentemente incensata dallo stesso Musk in una diretta flop su X, la quale ha però declinato citando impegni connessi alla campagna elettorale in patria (è di questa settimana la sua nomina a candidata cancelliera, la prima nella storia del partito post-nazista), dove si vota il 23 febbario.
Gli ospiti internazionali
Al contrario di quanto sostenuto da Kovács, tuttavia, di capi di Stato e di governo stranieri ne sono stati invitati eccome, in barba alla tradizione che vorrebbe ospiti internazionali di rango non superiore a diplomatici ed ambasciatori.
Il presidente argentino Javier Milei ha confermato da tempo la sua presenza, mentre altrettanto non ha potuto fare l’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro in quanto, trovandosi sotto indagine per il suo presunto ruolo nel tentato colpo di Stato del gennaio 2023 (un episodio che ha ricordato da vicino l’assalto al Campidoglio degli ultrà pro-Trump di due anni prima), il suo passaporto è stato sospeso dalle autorità giudiziarie.

Un altro invito è arrivato al presidente cinese Xi Jinping, il quale però manderà in sua vece a Washington il suo vice Han Zheng: non esattamente una leadership di destra radicale, si noterà agilmente, ma basta considerare la rilevanza strategica delle relazioni tra Washington e Pechino per comprendere le ragioni della scelta di Trump.
🔹La cerimonia di insediamento di Donald Trump è stata spostata all’interno del palazzo del Congresso per il freddo
Venerdì il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha comunicato in un post su Truth Social, il suo social media, che la sua cerimonia di insediamento prevista per il 20 gennaio a Washington D.C. si terrà nella rotonda centrale del palazzo del Congresso, invece che all’aperto come succede di solito. Trump ha spiegato che per quel giorno è prevista una temperatura di -5 gradi e venti molto forti che ridurranno ulteriormente le temperature percepite, e ha definito queste condizioni «pericolose» per tutte le persone che assisteranno alla cerimonia, che durerà diverse ore. L’ultimo presidente a prestare giuramento al chiuso fu Ronald Reagan nel 1985.

Non saranno quindi possibili discussioni o polemiche sulle dimensioni della folla che assisterà alla cerimonia, come era accaduto invece nel 2017 (lui disse che era stata la più partecipata della storia, un’affermazione totalmente falsa)

Trump inoltre presterà giuramento nello stesso edificio che il 6 gennaio del 2021 i suoi sostenitori assaltarono per contestare il risultato delle elezioni vinte da Joe Biden.

🔹Fa troppo freddo, il giuramento di Trump si farà al chiuso.
Confermata la presenza della premier Meloni
C’è una tempesta artica in arrivo a Washington e così la cerimonia si svolgerà nella Rotonda del Campidoglio.

Il presidente eletto, “ma se decidete di venire copritevi bene”

La cerimonia del giuramento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump verrà spostata al chiuso vista la tempesta artica in arrivo a Washington, dove sono previste condizioni di tempo che non si registravano in un giuramento dall’85.
“C’è un’ondata di freddo artico che sta attraversando il Paese – scrive Trump su Truth, commentando la decisione di spostare al chiuso la cerimonia del giuramento in programma lunedì a Washington -. Non voglio vedere persone colpite, o ferite in alcun modo. Sono condizioni pericolose per decine di migliaia di appartenenti alle forze dell’ordine, soccorritori, polizia e persino i cavalli, e centinaia di migliaia di sostenitori che saranno all’aperto per molte ore. Pertanto, ho deciso che il discorso inaugurale sarà pronunciato nella Rotonda del Campidoglio, come per Ronald Reagan nel 1985. Se decidete di venire, copritevi bene”

E al chiuso si svolgerà anche la parata presidenziale, nell’arena Capital One di Washington che generalmente ospita le partite della franchigia di basket Nba dei Washington Wizards. Lo ha detto sempre Trump, confermando il cambiamento di programma della cerimonia del giuramento di lunedì.
La Russia non sarà rappresentata a nessun livello lunedì alla cerimonia di insediamento di Trump.
Lo ha detto ai giornalisti il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov. “Nessuno rappresenterà la Russia all’inaugurazione. Di solito lo rappresenta l’ambasciatore, ciò significa che se viene inviato un invito all’incaricato d’affari, lui parteciperà”, ha detto Ushakov ai giornalisti. Sembra invece confermata la presenza della premier Giorgia Meloni.

🔹Il programma e gli ospiti della cerimonia di insediamento di Donald Trump
A causa del freddo per la prima volta in 40 anni la cerimonia di giuramento del presidente Usa si svolgerà all’interno del Campidoglio anziché sui gradini

Per la prima volta in 40 anni Donald Trump terrà la sua cerimonia di insediamento all’interno del Campidoglio, anziché sui gradini, per proteggersi dal freddo polare.
Sarà il culmine di diversi giorni di festeggiamenti che seguiranno questo programma:
Sotto la rotonda del Campidoglio
La ciliegina sulla torta sarà l’investitura di lunedì a mezzogiorno, seguita da un discorso

Tuttavia, a causa del freddo polare previsto, non lo farà sui gradini del Campidoglio, come vuole la tradizione, ma all’interno dell’edificio che è stato preso d’assalto da una folla di suoi sostenitori poco più di quattro anni fa.
Successivamente, il presidente uscente Joe Biden e Kamala Harris saluteranno il Paese.
In via eccezionale, date le temperature gelide previste, la cerimonia di inaugurazione verrà trasmessa dalla Capital One Arena, la grande sala nel centro di Washington con una capienza di circa 20.000 persone
Ospiterà anche la sfilata che tradizionalmente si tiene sul Mall, per la quale inizialmente si prevedevano 7.500 partecipanti
Donald Trump ha promesso di unirsi al popolo dopo aver prestato giuramento. Questa giornata storica si concluderà in serata con danze tradizionali e sono previsti tre discorsi del nuovo presidente repubblicano. I festeggiamenti inizieranno sabato sera con un ricevimento e uno spettacolo pirotecnico a Sterling, uno dei suoi golf club in Virginia, a meno di un’ora da Washington.
Domenica pomeriggio terrà un comizio davanti a migliaia di sostenitori.
Martedì si chiuderà il capitolo dell’inaugurazione con una cerimonia nella cattedrale nazionale.

Sicurezza e freddo
Dopo una campagna elettorale segnata dalla violenza e da due tentativi di assassinio di Trump (il primo durante un comizio), Washington si trova ad affrontare un dispiegamento di misure di sicurezza senza precedenti. Con circa 25.000 poliziotti e militari mobilitati, 48 km di barriere erette, cecchini sui tetti e droni nel cielo, i servizi segreti hanno dispiegato “un piano di sicurezza leggermente piu’ robusto” rispetto alle precedenti elezioni, giustificato da “un ambiente piu’ minaccioso”

Le autorità si aspettano proteste, ma molto più modeste di quelle del suo primo insediamento nel 2017, quando attirarono centinaia di migliaia di persone.
Il 2025 si preannuncia come l’anno piu’ freddo degli ultimi 40 anni, con temperature inferiori a -10 C e venti gelidi. Nel 1985, il freddo polare costrinse Ronald Reagan a prestare giuramento nella Rotonda del Campidoglio

Chi ci sarà?
Tra gli ospiti ci saranno milionari del mondo della tecnologia. Oltre all’immancabile Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo che è diventato uno dei grandi amici di Trump e un importante sostenitore finanziario, si prevede che saranno presenti i vertici di Amazon, Jeff Bezos, Meta, Mark Zuckerberg e Apple, Tim Cook.
Tra i politici, due saranno assenti alla cerimonia di insediamento: l’ex first lady Michelle Obama e l’ex presidente della Camera dei rappresentanti democratica Nancy Pelosi. Barack Obama sarà presente, così come le altre due ex coppie presidenziali, Bill e Hillary Clinton, e George W. e Laura Bush.
Per l’Italia ci sarà Giorgia Meloni

Hanno annunciato la loro presenza anche altre personalità dell’estrema destra europea: i francesi Marion Marechal ed Eric Zemmour, il britannico Nigel Farage e uno dei leader del partito tedesco AfD, Tino Chrupalla.
I Village People si esibiranno al raduno della domenica e a uno dei balli di. La loro hit, “Y.M.C.A.” del 1978, è diventata un elemento fondamentale dei comizi di Trump, che non si esime di ballarla sul palco.
La cantante country Carrie Underwood e il tenore Christopher Macchio si esibiranno alla cerimonia di insediamento. Il primo eseguirà la canzone patriottica “America The Beautiful” e il secondo l’inno americano.
🔹Chi ci sarà alla cerimonia di insediamento di Donald Trump?
I presenti e gli assenti illustri.
Tutti al chiuso per il freddo
Xi Jinping ha rifiutato ma manderà un suo rappresentante, von der Leyen non è stata invitata come il premier inglese Starmer. Dall’Italia arriva Meloni con una folta delegazione di conservatori europei: Fidanza, Giordano e il deputato FdI Di Giuseppe.
Salvini invece non ci sarà

Chi andrà alla cerimonia di insediamento del presidente degli Usa Donald Trump, lunedì 20 gennaio?
La risposta a questa domanda appare meno scontata di quanto non fosse nel caso degli scorsi presidenti, perché Trump – stravolgendo il protocollo – ha deciso di invitare leader a lui affini
A partire dalla nostra premier Giorgia Meloni, che ha ufficializzato la sua presenza all’evento.
La premier, come ha detto ai giornalisti il 9 gennaio in conferenza stampa, non vede l’ora di arrivare lunedì sotto la nevicata che si annuncia fitta a Washington per assistere da vivo all’incoronazione (bis) di Donald Trump e rinvigorire un rapporto già «privilegiato»
Ha molto gradito l’invito informale del presidente eletto che l’agenzia francese Afp definisce una prova «di grande rispetto» che il presidente ha avuto per la premier italiana.
Ma avrebbe aspettato per dare la conferma anche per capire cosa avrebbe fatto l’alleato di governo Matteo Salvini

Il leader della Lega alla fine ha deciso che non andrà: la Lega sabato pomeriggio ha confermato che parteciperà alla cerimonia di insediamento di Donald Trump con Paolo Borchia (capodelegazione del partito al Parlamento europeo) che sarà a Washington insieme agli altri esponenti del gruppo dei Patrioti.
Mentre «Salvini ha scelto di rimanere in Italia alla luce di quanto sta emergendo sul fronte-ferrovie dopo l’esposto del gruppo Fs e la denuncia per attentato ai trasporti confermata in queste ore», fa sapere il partito, aggiungendo che il segretario Salvini «confida di potersi recare negli Stati Uniti il prima possibile»
Meloni non sarà da sola: ci sarà una folta delegazione di FdI. Oltre al capo delegazione FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, dovrebbero esserci altri due deputati di Fratelli d’Italia: il deputato Andrea Di Giuseppe, eletto per FdI negli Usa, vicino a Trump tanto da avere seguito la notte elettorale del 5 novembre in Florida. Ma anche Antonio Giordano, in qualità di segretario generale dei Conservatori
Chi sarà all’insediamento (e chi no)

Saranno presenti, come da tradizione, il presidente uscente Joe Biden e la moglie Jill, che hanno deciso di non dar seguito allo sgarbo istituzionale di Donald e Melania Trump i quali non si presentarono alla cerimonia di insediamento di quattro anni fa. Ci sarà anche la vicepresidente uscente Kamala Harris, sconfitta da Trump alle elezioni di novembre, insieme al marito Doug Emhoff.
L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama parteciperà ma senza la moglie Michelle: lei resta alle Hawaii: la scelta di Michelle Obama suggellerebbe il distacco personale e politico tra le due famiglie, diventate simbolo delle opposte fazioni che dividono l’America.
Fra gli ex presidenti saranno alla cerimonia anche George W. Bush, insieme all’ex First Lady Laura Bush, e Bill Clinton, accompagnato dalla moglie ed ex Segretario di Stato Hillary Clinton. Confermata la presenza del presidente dell’Argentina Javier Milei, che è stato il primo leader straniero a incontrare Trump dopo la sua vittoria a novembre. Per la Cina, dice l’agenzia statale Xinhua, ci sarà «il rappresentante speciale del presidente cinese Xi Jinping, il vicepresidente Han Zheng»: il presidente cinese Xi Jinping ha rifiutato.
Attesi i big della tecnologia
Escluso il primo ministro britannico Keir Starmer, mentre è stata invitata l’ambasciatrice britannica negli Stati Uniti Karen Pierce e, riferisce Sky News, anche il politico britannico Nigel Farage, che avrebbe detto di voler fare pace con Elon Musk, che non mancherà insieme ai big della tecnologia: da Jeff Bezos a Mark Zuckerberg, che recentemente ha modificato le politiche di moderazione dei contenuti di Meta, una svolta che è stata vista come un appoggio al neo presidente.
Attesi anche il ceo di Tik Tok Shou Zi Chew che – secondo The New York Times, siederà «in una posizione d’onore sul palco», il ceo di OpenAI Sam Altman, quello di Apple Tim Cook, l’ad di Google Sundar Pichai e Xavier Niel, patron di Iliad. I campioni di Silicon Valley hanno anche fatto cospicue donazioni per la cerimonia: secondo l’emittente Cbc, Google, Meta, Microsoft e Amazon hanno donato rispettivamente un milione a testa. Anche Apple e OpenAI avrebbero messo un milione a testa, questa volta però dalle tasche dei rispettivi ceo.
Bolsonaro sì, Orbàn forse, von der Leyen no

Sarebbe confermata anche la partecipazione dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, del presidente salvadoregno Nayib Bukele, del presidente ecuadoriano Daniel, del ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar e del suo omologo giapponese Takeshi Iwaya. Il partito europeo dei Patrioti per l’Europa, la formazione sovranista europea che comprende la Lega, il Rassemblement National di Marine Le Pen e Fidesz di Orban, è al lavoro per ultimare la delegazione che parteciperà all’inaugurazione.
Al momento sono confermati il leader della formazione spagnole Vox, Santiago Abascal, quello del partito della destra portoghese Chega, André Ventura, il lepenista Louis Aliot, il belga Tom van Grieken e il danese Morten Messerschmidt. Lo spiegano all’Ansa fonti del gruppo dei Patrioti.
Ha confermato la sua presenza anche Éric Zemmour, il leader di Reconquête che sogna l’unione delle destre, che partecipa insieme alla compagna e parlamentare europea Sarah Knafo. Trump ha invitato anche la leader dell’estrema destra tedesca di Alternative für Deutschland (AfD) Alice Weidel, recentemente intervistata da Musk su X, che ha dovuto rinunciare a causa degli impegni elettorali in vista del voto del 23 febbraio: al suo posto ci sarà il co-leader del partito, Tino Chrupalla.
Il premier ungherese Viktor Orbàn ufficialmente non ha dato la conferma ma secondo alcuni media americani alla fine verrà. Non è stata invitata la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen: ci sarà invece l’ex primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, appena eletto leader dei conservatori di Ecr. All’inauguration day di Washington saranno presenti tutti i vertici di Ecr. Non solo Morawiecki, ma pure i tre vicepresidenti votati ieri dal council dei Conservatori che si è riunito al Thone Hotel di Bruxelles: oltre a Fidanza e Giordano, la francese Marion Maréchal e il romeno George Simon.
Come sarà la cerimonia
La cerimonia si svolgerà al chiuso per il freddo record, a partire da mezzogiorno ora locale (circa le 18 in Italia). Il primo a giurare, tenendo la mano destra sollevata e la sinistra posata sulla Bibbia sorretta dalla moglie, sarà il vicepresidente JD Vance, seguito da Donald Trump, che subito dopo pronuncerà il discorso di insediamento. L’evento proseguirà poi con momenti di spettacolo, come l’esibizione dei Village People che canteranno i cavalli di battaglia Ymca e Macho Man, diventati colonne portanti di tutta la campagna elettorale del Tycoon; e quella della cantante country Carrie Underwood che intonerà la canzona America the Beautiful.
🔹Meloni a Washington da Trump, Salvini resta in Italia

La Lega, “si occupa di ferrovie”
Italiani presenti anche con Ecr
Una decisione soppesata fino all’ultimo.
Perché già ci sono stati due incontri, l’agenda è fitta di altri impegni internazionali e le grane interne le imporrebbero di rimanere in Italia. Una su tutte, il rinvio a giudizio della ministra Daniela Santanché sul quale la premier non si è ancora espressa.
Ma alla fine per Giorgia Meloni ha prevalso il “piacere“, come l’ha definito lei stessa in conferenza stampa a inizio anno, di esserci quando Donald Trump giurerà come 47esimo presidente degli Stati Uniti. Non ci sarà invece Matteo Salvini, anche se la Lega parteciperà insieme alla delegazione dei Patrioti europei, perché il vicepremier – fanno sapere dal suo partito – resta in Italia a occuparsi delle ferrovie e dei presunti sabotaggi.
La presidente del Consiglio invece si prepara al secondo viaggio negli Usa nel giro di poco più di due settimane, anche per non fare uno sgarbo al tycoon che le aveva rivolto personalmente a Parigi l’invito a partecipare alla cerimonia di insediamento del suo secondo mandato alla Casa Bianca. Che la leader della destra italiana si possa ritagliare un ruolo di “ponte” tra Bruxelles e Washington è cosa che i suoi ripetono fin dall’elezione di novembre. L’esserci sottolineerebbe ancora una volta quel rapporto “privilegiato” tra Italia e Usa, che la premier ha coltivato anche quando alla Casa Bianca c’era il democratico Joe Biden. E renderebbe plastico, si ragiona tra i meloniani, l’intento di essere interlocutore e mediatore tra Usa e Ue.
Senza contare, ricordano dal suo inner circle, il riconoscimento che già le ha tributato Trump, che a Mar-a-Lago a inizio gennaio l’ha definita “una donna fantastica” e una leader che “ha preso d’assalto l’Europa”. Di certo la cronaca per il momento racconta che Meloni dovrebbe essere l’unico capo di un governo europeo a partecipare. E’ possibile, ma non ci sono conferme ufficiali, che anche in questo caso la premier si sia confrontata con Ursula von der Leyen, come ha fatto prima del blitz in Florida (legato in gran parte alle trattative per la liberazione dal carcere iraniano di Evin di Cecilia Sala, avvenuta pochi giorni dopo): anche a Bruxelles è noto che Meloni sia tra gli interlocutori del continente più apprezzati da Trump.
Si dovrebbe trattare – per la seconda volta – di un passaggio abbastanza rapido, non più di una notte al massimo, almeno nelle intenzioni. Ma il programma resta riservato, salvo la presenza a Capitol Hill, come è rimasta incerta fino alle tarda sera di venerdì la conferma del viaggio.
A Washington Meloni troverà anche la delegazione di Ecr, il partito dei Conservatori europei che ha guidato fino a metà gennaio, quando al suo posto è stato eletto il polacco Morawiecki. Con il presidente ci saranno i vice, tra cui Carlo Fidanza che è anche il capo delegazione FdI al Parlamento europeo, e il segretario generale di Ecr Antonio Giordano, che già sono negli States e avranno diversi incontri a latere dell’inauguration day con associazioni e think thank dei conservatori Usa. Non mancherà nemmeno il deputato meloniano eletto negli Usa Andrea Di Giuseppe (che è un habitué alla corte di Trump).
Solo molte ore dopo che la premier ha sciolto la riserva è arrivata anche la decisione di Salvini. Il ministro dei Trasporti “ha scelto di rimanere in Italia alla luce di quanto sta emergendo sul fronte ferrovie dopo l’esposto del gruppo Fs e la denuncia per attentato ai trasporti confermata in queste ore” ma, fa sapere la Lega, “confida di potersi recare negli Stati Uniti il prima possibile”. Il partito di via Bellerio sarà comunque rappresentato dal capodelegazione a Strasburgo, Paolo Borchia, che si presenterà con i Patrioti guidati dal presidente del gruppo e leader di Vox Santiago Abascal.
🔹Giorgia Meloni da Donald Trump: i tre fedelissimi con lei.
La versione di Salvini sulla cerimonia: «Non ci sarà, è alle prese con le ferrovie»
La cerimonia di insediamento del presidente eletto è in programma lunedì 20 gennaio alla Capital One Arena
A rendere omaggio al presidente-bis Donald Trump andrà la premier Giorgia Meloni.
Il leader della Lega Matteo Salvini ha deciso di rimanere in Italia a fare il ministro dei Trasporti. Non presenzierà alla cerimonia d’insediamento del tycoon alla Capital One Arena «alla luce di quanto sta emergendo sul fronte ferrovie dopo l’esposto del gruppo Fs e la denuncia per attentato ai trasporti confermata in queste ore», si legge nella nota del partito, che parteciperà invece con Paolo Borchia (capodelegazione del partito al Parlamento europeo. Quest’ultimo si recherà negli Usa «insieme ad altri esponenti del gruppo dei Patrioti», precisa ancora il comunicato.
Dopo neanche 15 giorni Meloni – che ha molto gradito l’invito informale del presidente eletto – tornerà dunque negli States dopo la visita lampo a Mar-a-Lago per parlare del caso della giornalista Cecilia Sala. Ma questa volta non sarà da sola: altri tre deputati di Fratelli d’Italia – da quanto risulta a Repubblica – saranno con lei. Andrea di Giuseppe, politico vicino a Trump tanto da aver seguito la notte elettorale del 5 novembre in Florida, Carlo Fidanza, europarlamentare meloniano e vicepresidente esecutivo di Ecr e Domenico Giordano, in veste di segretario generale dei Conservatori europei. Meloni potrebbe essere l’unico capo di governo europeo, forse affiancata dal premier ungherese Viktor Orban.
Chi sarà presente (e chi no)
Saranno presenti, come da tradizione, il presidente uscente Joe Biden e la moglie Jill, e la vicepresidente uscente Kamala Harris. Ci sarà anche Barack Obama, ma senza Michelle. Fra gli ex presidenti saranno alla cerimonia anche George W. Bush, insieme all’ex First Lady Laura Bush, e Bill Clinton, accompagnato dalla moglie ed ex Segretario di Stato Hillary Clinton. Ad aver confermato sarebbe anche il presidente dell’Argentina Javier Milei. Per la Cina non ci sarà il presidente Xi Jinping, tra gli invitati, ma il suo vice, Han Zheng. Mentre dal Regno Unito arriverà il leader e fondatore del Brexit Party Nigel Farage e dalla Francia il politico anti-immigrazione Eric Zemmour. Sul fronte tech, oltre al futuro membro dell’amministrazione americana Elon Musk, ci saranno anche il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg e quello di Amazon Jeff Bezos. Attesi anche il ceo di Tik Tok Shou Zi Chew che – secondo The New York Times, siederà «in una posizione d’onore sul palco» – il ceo di OpenAI Sam Altman, quello di Apple Tim Cook, l’ad di Google Sundar Pichai e Xavier Niel, patron di Iliad.
La cerimonia
La cerimonia d’insediamento si terrà al chiuso, e non all’aperto come avviene di consuetudine, a causa delle basse temperature che lunedì 20 gennaio scenderanno fino a meno 12 gradi, con una massima di meno cinque senza contare i venti. L’ultimo presidente a celebrare l’insediamento all’interno era stato Ronald Reagan nel 1985. Le autorità attendono circa 200 mila persone, tra leader politici ed esponenti delle industrie, oltre a migliaia di supporter di Trump e di persone che invece si riuniranno per protestare.
🔺LA CERIMONIA
Lunedì Meloni all’insediamento di Trump | Washington al gelo, il tycoon giurerà al chiuso
Il freddo modifica i piani dell’Inauguration Day. Come nel 1985 con Reagan, la cerimonia si svolgerà nella Rotonda del Campidoglio e non sulla scalinata occidentale come di consueto
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà a Washington, lunedì 20 gennaio, per la cerimonia di insediamento della seconda amministrazione del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Il giuramento avverrà però al chiuso lunedì a causa delle temperature polari previste nella Capitale americana, dove si prevedono massime intorno a -6 gradi.
La cerimonia nella Rotonda del Campidoglio come Reagan nel 1985 – Per Trump, quindi, la cerimonia di giuramento come 47esimo presidente degli Stati Uniti (il programma e gli ospiti) non si svolgerà più sulla scalinata occidentale del Campidoglio, davanti alla folla raccolta sul Mall, ma all’interno, nella Rotonda. “Le previsioni meteo per Washington, con il fattore vento gelido, potrebbero portare le temperature a minimi record”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social, “c’è una folata artica che sta spazzando il Paese. Non voglio vedere persone ferite in alcun modo”. L’ultima volta che il giuramento di un presidente venne spostato nella Rotonda del Campidoglio fu nel 1985, per l’inaugurazione del secondo mandato di Ronald Reagan. Anche allora, a causa del maltempo.
Piani alternativi per accogliere il maggior numero di ospiti – Il presidente uscente Joe Biden, i membri del Congresso e alcuni altri dignitari e ospiti stranieri illustri potranno assistere alla cerimonia dall’interno della Rotonda del Campidoglio. Ma, a causa dello spazio ristretto, in molti potrebbero essere costretti ad assistere alla cerimonia del giuramento da una sala adiacente, attraverso uno schermo tv. Sono stati ideati piani alternativi per accogliere quanti più ospiti possibile. Oltre 250mila persone avevano ottenuto il biglietto per assistere all’inaugurazione dalle aree attorno al Campidoglio e si prevedeva che decine di migliaia di altre persone avrebbero preso posto in altre aree adiacenti o lungo il percorso della parata inaugurale, dal Campidoglio alla Casa Bianca.
Attesi anche molti sostenitori “Maga” – Trump ha annunciato che alcuni dei suoi sostenitori potranno assistere alla cerimonia del giuramento dalla Capital One Arena di Washington.
Lo stesso luogo dove domenica sera è in programma un raduno “Maga”, con la partecipazione del presidente eletto. Anche la parata inaugurale dovrebbe essere ospitata all’interno dell’arena, che ha una capienza di 20mila posti. Altri eventi inaugurali, come il raduno di domenica e la sua partecipazione a tre balli inaugurali ufficiali lunedì sera, si dovrebbero svolgere come da programma.
Secret Service al lavoro – Il Secret Service, che guida la pianificazione della sicurezza per l’inaugurazione, sta lavorando con gli organizzatori per “adattare” i piani dell’Inauguration Day.
Del resto, il National Weather Service prevede che la temperatura lunedì sarà di circa -6 gradi a mezzogiorno, l’ora del giuramento.
Venerdì mattina, il comitato inaugurale di Trump ha annunciato che, come per la sua prima inaugurazione, il presidente eletto presterà giuramento su una Bibbia di famiglia donatagli da sua madre e sulla Bibbia usata da Abramo Lincoln alla sua prima inaugurazione nel 1861.
Il vicepresidente eletto JD Vance presterà giuramento su una Bibbia di famiglia donatagli dalla bisnonna materna.
Le prime ore di Trump da presidente e il saluto di Biden alla Casa Bianca – Subito dopo il giuramento, Trump pronuncerà il suo discorso inaugurale e poi, come da tradizione, si recherà nella President’s Room del Senato per firmare i suoi primi atti ufficiali. Contemporaneamente, Joe Biden saluterà definitivamente la Casa Bianca per fare posto al 47esimo presidente degli Stati Uniti.
🔺SABATO 18 GENNAIO
Ricevimento del presidente e fuochi d’artificio al Trump National Golf Club di Sterling, Virginia
Ricevimento del gabinetto e cena del vicepresidente
🔺DOMENICA 19 GENNAIO
Cerimonia al Cimitero nazionale di Arlington: deposizione di una corona di fiori presso la Tomba del Milite Ignoto
Il giorno prima del suo insediamento, si terrà la manifestazione «Make America Great Again Victory». L’inizio è previsto per le 21:00 ora italiana (15:00 EST) presso la Capital One Arena. Alla manifestazione è atteso un discorso di Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, che ha speso più di 250 milioni di dollari per la campagna di Trump dello scorso anno. Subito dopo la sua vittoria a novembre, Trump ha nominato Musk come co-presidente di un comitato consultivo esterno soprannominato «Department of Government Efficiency», o «DOGE», che mira a tagliare drasticamente la spesa pubblica, la burocrazia e la forza lavoro federale. Interverranno poi il CEO dell’Ultimate Fighting Championship Dana White, recentemente nominato nel consiglio di amministrazione di Facebook, il vicepresidente eletto JD Vance, l’ex wrestler professionista Hulk Hogan, Megyn Kelly, il principale collaboratore di Trump Stephen Miller e il nuovo inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff. Anche i membri più stretti della famiglia di Trump parleranno alla manifestazione.
Esibizioni di Kid Rock, Billy Ray Cyrus e Village People, i creatori di «YMCA», l’inno dei raduni di Trump. Anche l’artista portoricano Anuel AA parteciperà, ma parlerà piuttosto che esibirsi.
Cena a lume di candela, Trump pronuncerà un suo discorso
🔺LUNEDÌ 20 GENNAIO: GIORNO DELL’INSEDIAMENTO
11:00 ora italiana (05:00 EST): apertura dei controlli di sicurezza al National Mall. Prima degli eventi previsti giorno, si terrà una messa aperta e imparziale a livello politico presso la St. John’s Episcopal Church nel centro di Washington. Dopodiché, Donald e Melania Trump si recheranno alla Casa Bianca per un tè con il presidente Joe Biden e la first lady Jill Biden. Tradizionalmente, il presidente in carica accompagna poi il presidente entrante al Campidoglio.
15:30 ora italiana (09:30 EST): musica dal vivo, tra cui l’esibizione di Carrie Underwood di «America the Beautiful» e i discorsi di apertura presso il prato ovest del Campidoglio.
18:00 ora italiana (12:00 EST): in linea con quanto stabilito dalla Costituzione americana, secondo cui il trasferimento dei poteri avviene esattamente a mezzogiorno del 20 gennaio, Trump presterà giuramento presidenziale durante la cerimonia di giuramento. La cerimonia del giuramento è tradizionalmente il momento in cui il nuovo presidente pronuncia anche il suo discorso inaugurale.
Poco dopo le 18:00: l’addio ufficiale e l’uscita cerimoniale dell’ex presidente e del vicepresidente. Di solito, se ne vanno in elicottero.
Segue la cerimonia della firma del presidente, durante la quale Trump, accompagnato dai suoi assistenti e dai membri del Congresso, si dirigerà nella stanza presidenziale, fuori dall’aula del Senato, e firmerà candidature, memorandum o ordini esecutivi.
Pranzo congressuale del JCCIC presso la Statuary Hall del Campidoglio, a cui partecipano il presidente e il vicepresidente, i loro ospiti, i leader del Senato e i membri del JCCIC.
Dopo pranzo (verso le 20:30 ora italiana), il nuovo presidente e il vicepresidente si dirigono verso la scalinata orientale del Campidoglio per il saluto delle truppe militari da parte del presidente.
Alle 21:00 ora italiana (15:00 EST): la parata presidenziale parte da Pennsylvania Avenue e proseguirà verso la Casa Bianca. Il corteo è composto da reggimenti militari cerimoniali, gruppi di cittadini, bande musicali e carri allegorici.
Trump torna alla Casa Bianca per la cerimonia della firma nello Studio Ovale, dove esegue un canto inaugurale.
Infine, Trump parteciperà e pronuncerà il suo discorso a tre balli distinti: il Ballo del Comandante in Capo, il Ballo dell’Inaugurazione della Libertà e lo Starlight Ball.
Il giuramento di Donald Trump e J. D. Vance
Durante l’evento, il vicepresidente eletto – J. D. Vance – presterà giuramento per primo, ripetendo lo stesso giuramento d’ufficio recitato da senatori, rappresentanti e altri dipendenti federali.
È lo stesso in uso dal 1884:
I do solemnly swear (or affirm) that I will support and defend the Constitution of the United States against all enemies, foreign and domestic; that I will bear true faith and allegiance to the same; that I take this obligation freely, without any mental reservation or purpose of evasion; and that I will well and faithfully discharge the duties of the office on which I am about to enter: So help me God.
👉🏾Traduzione in italiano:
Giuro (o affermo) solennemente che sosterrò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti contro tutti i nemici, stranieri e nazionali; che dimostrerà vera fede e fedeltà alla stessa; che assumerò questo dovere liberamente, senza alcuna riserva mentale o intenzione di elusione; e che adempirò bene e fedelmente ai doveri dell’ufficio che sto per assumere: che Dio mi sia testimone.

Poi, verso mezzogiorno ora locale (18:00 ora italiana), il presidente eletto Trump reciterà un altro giuramento, come previsto dall’Articolo II, Sezione I della Costituzione degli Stati Uniti:
I do solemnly swear (or affirm) that I will faithfully execute the Office of President of the United States, and will to the best of my ability, preserve, protect and defend the Constitution of the United States
Traduzione in italiano:
Giuro (o affermo) solennemente che eserciterò fedelmente la carica di Presidente degli Stati Uniti e che, al meglio delle mie capacità, preserverò, proteggerò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti.

#sapevatelo2025
