Alla vigilia dell’Immacolata presso l’Unitre di Muro Lucano è stato presentato “Morire di libertà“, l’ultimo lavoro letterario di Rocco Faraone, autore lucano (di Bella), da tempo attivo nel panorama della vita culturale lucana, già tra i vincitori del VI Concorso Internazionale di poesia dell’Universum Academy Basilicata. Noto al pubblico per una prima raccolta di racconti destinata ai giovani dal titolo “Con tutti i sensi”, e poi il romanzo “Vite in cammino”. “Morire di libertà” è un romanzo che parla di camorra, di giovani, di speranza e di sconfitte, di disabilità e di amicizia.

Dopo i saluti del Direttivo Unitre, presieduto da Milena Nigro, la giornalista di Cronache Lucane Emanuela Calabrese e la giornalista Beatrice Volpe, già volto noto della TgR Basilicata, hanno presentato il libro e dialogato con l’autore, alla presenza di un numeroso pubblico attento.

Aniello, la mamma Rosetta, il padre soprannominato “Alcatraz”, il clan di Don Giuliano, Gennaro, il carcere minorile di Nisida, Don Liberato e poi il giornalista d’inchiesta Gargiulo, sono soltanto alcuni dei personaggi che si districano nel caliginoso mondo della malavita. Faraone riesce, attraverso una scrittura chiara e doviziosa di particolari, a raccontare dinamiche sociali e giovanili. Prossimamente sarà ospite proprio presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, a Napoli, dove è ambientato parte del suo romanzo, e qui incontrerà i giovani detenuti, che proprio come il protagonista del suo romanzo, potranno raccontare storie di vita e sogni di libertà.

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