L’ 8 e il 9 giugno si voterà per rinnovare il Consiglio comunale di Potenza ed eleggere il nuovo sindaco. Il candidato sindaco a capo di una coalizione di liste civiche Vincenzo Telesca ha rilasciato un’intervista a Cronache a 48 ore dall’apertura delle urne.

Vincenzo Telesca, partiamo dall’inizio. Come mai ha deciso di candidarsi Sindaco di Potenza?

«Ogni candidatura è una scelta d’amore. La candidatura a Sindaco è l’atto d’amore supremo che si può fare nei confronti della propria città. Dopo essermi impegnato per anni in Consiglio Comunale, aver portato nelle istituzioni proposte per migliorare Potenza senza che le stesse fossero ascoltate, ho deciso di candidarmi in prima persona. Ho trovato tantissimi cittadini disponibili a sostenermi e, così, ho deciso di mettermi in discussione alla guida di una coalizione civica seppur di chiara ispirazione di centrosinistra. Mi piacerebbe portare i cittadini alla guida della città»

La maggioranza accusa la tua coalizione di essere la continuazione politica del centrosinistra che ha determinato il dissesto che loro hanno dovuto affrontare. Come risponde a queste accuse

«La destra lucana ha rilanciato la mai scomparsa moda di scaricare su “quelli di prima” l’impossibilità di governare e i mancati risultati del presente. Dimenticano che “quelli di prima” sono lo- ro. La destra ha vinto già le elezioni nel 2014 con De Luca, hanno rivinto nel 2019. Possiamo dire che dieci anni sono un periodo di tempo sufficiente per tracciare un quadro sulle responsabilità di chi governa. Rifarsi ancora alle responsabilità di chi non governa più da dieci anni è un modo subdolo per ammettere che in due lustri non si è stati in grado di realizzare nulla di buono né di nuovo. Questa loro incapacità di gestione, del resto, è ammessa da loro stessi nel momento in cui per ben due volte decidono di non ricandidare il sindaco uscente espressione della loro stessa coalizione. Sostituirono De Luca con Guarente e ora hanno sostituito Guarente con Fanelli. Ogni volta provano a presentarsi come il nuovo semplicemente cambiando il front-man. Mi fanno molto sorridere che alcuni assessori continuino a pubblicare post che inneggiano al rinnovamento. Rinnovare a Potenza significa fare a meno di chi c’è oggi e sostituire una classe dirigente. Chi si candida per la seconda volta a governare avrebbe il dovere di parlare di continuità e non di rinnovamento. Evidentemente anche loro si vergognano di quello che hanno fatto e vogliono ingannare la gente fingendo che non sono stati loro a decidere ciò che loro stessi vogliono cambiare. Praticamente un gioco di parole e di ruoli per nascondere la verità, null’altro che un trucco verbale. Sabato e domenica i cittadini saranno chiamati a scegliere se vogliono far continuare a governare la Lega del duo Guarente-Fanelli con la stessa squadra che governa Potenza da dieci anni o vogliono cambiare. L’alternativa è tra cambiamento e continuità. Il cambiamento siamo noi, Fanelli è la continuità. Questo significa parlare chiaro»

C’è stata una piccola polemica per il suo invito al voto disgiunto. Una candidata al Consiglio Comunale di Fratelli d’Italia l’ha accusata di volere l’anatra zoppa e di non volere il bene della città, di nascondersi dietro le liste civiche e di avere sostanzialmente ammesso la sconfitta. Ha qualcosa da dire in merito?

«Grazie per la domanda che mi serve a chiarire, in primis che non si tratta di uno spot commissionato da me, ma dalla coazione che mi sostiene. Come avrà notato, infatti, non è pubblicizzato dai miei social, ma da pagine diverse dalla mia. Quanto al merito invece, ovviamente io invito a votare fortemente i candidati delle cinque liste a mio sostegno, tutte validissime persone. È anche vero però che la media dei candidati è uno ogni 130 elettori, è normale, normalissimo che qualcuno pur volendo sostenere un sindaco si trova nell’imbarazzo di avere il cugino o il nipote o il fratello candidato in una coalizione diversa. In quel caso cosa si fa? Tra l’altro la legge elettorale è chiara sono due i voti da esprimere per le comunali uno per il sindaco e l’altro per il consigliere, quindi, in casi estremi, perché non votare secondo legge e coscienza? Inoltre questo aiuta anche i miei candidati perché – come noto – se io dovessi essere sindaco, il premio di maggioranza consentirebbe l’ingresso in consiglio anche di quelli che hanno preso meno voti. Quindi paradossalmente votando solo me si aiutano anche soprattutto i candidati delle liste a me collegate. Mi sembra una cosa così logica per la quale è evidente che le polemiche dell’area Fanelli sono del tutto strumentali e fi- glie della preoccupazione di perdere. Il centrodestra, infatti, credeva di partire lancia in resta verso una facile vittoria, si sono trovati davanti alla dura realtà. Capisco il loro entusiasmo originario, così come capisco la loro attuale depressione. Soltanto un mese fa il centrodestra ha vinto le elezioni regionali, governa Potenza da dieci anni, è riuscito ad allargare la coalizione con pezzi del centrosinistra riproponendo il modello Bardi. Credeva che la campagna elettorale sarebbe stata una marcia trionfale. Si sono accorti davanti alla realtà che sono, al contrario, costretti ad inseguire. Queste dimostrazioni di nervosismo sono figlie di questa sensazione che il centrodestra non prova da anni. La storia politica insegna che chi è avanti non ha interesse a replicare a chi insegue mentre chi insegue si sente chiamato a farlo. Fratelli d’Italia non prova la sensazione della possibile sconfitta da molto tempo. Capisco le loro reazioni. La Legge consente di votare un sindaco di un diverso schieramento. Soltanto nei paesi sotto i 15.000 abitanti questa opportunità non è concessa. Evidentemente qualcuno crede che Potenza sia o debba essere considerato un paese di meno di 15.000 abitanti. Potenza è una città, è la città capoluogo e si governa secondo le Leggi delle città capoluogo. Non consento e non consentirò di svilire il ruolo e la centralità di Potenza. Ricordo al duo Guarente – Fanelli che dovrebbe studiare meglio la Legge elettorale. L’anatra zoppa si realizza soltanto se le liste di una coalizione dovessero sommare più del 50% al primo turno e il loro candidato sindaco dovesse, poi, essere sconfitto al ballottaggio. Credo che sostenere, immaginare e dare per scontato che i partiti del centrodestra possa- no raccogliere più del 50% dei voti di lista al primo turno sia un atto di arroganza. Non solo non credo che Fanelli raccolga più del 50% dei voti sulla sua candidatura al primo turno, ma credo anche non ci riescano neanche le liste che lo sostengono. Al ballottaggio sarà un’altra partita. E’ evidente che per l’alternativa al duo leghista Fanelli-Guarente il primo turno funge da primarie. Al secondo turno spero che riusciremo a trovare le sinergie per costruire un’alternativa seria alla Lega Nord

Alcuni manifesti elettorali di Fanelli sono stati oscurati. L’ex Vicepresidente della Giunta e attuale candidato sindaco del centrodestra ha gridato alla censura. Cosa è successo in realtà?

«Ci sarebbe da scrivere una commedia pirandelliana sulle gaffe di Fanelli. Il candidato sindaco della Lega Nord ha trovato i suoi manifesti oscurati e ha iniziato a gridare alla censura. Molto più semplicemente aveva affisso manifesti in modo illegale e il Comune di Po- tenza è stato costretto ad oscurarli. I casi sono due o ignora le leggi in mate- ria elettorale o credeva di poterle violare confidando nella complicità del sindaco Guarente che, in nome di una colleganza di partito, non avrebbe coperto le sue locandine lasciandole malgrado la violazione di Legge. Sono segnali chiari di stanchezza e di nervosismo. Fanelli fino a pochi mesi fa era il Vicepresidente della Giunta Regionale con delega alla Sanità, non è stato in grado di gestirla e i cittadini hanno espresso un giudizio impietoso sul suo governo e ha causato un buco di 50 milioni in Regione. Alle elezioni regionali ha dimezzato le preferenze rispetto a cinque anni fa, deve sperare che Pepe faccia l’assessore per entrare in Consiglio Regionale da supplente precario e sarà sconfitto alle elezioni comunali. E tra l’altro, vive questa candidatura, proprio come un paracadute. Infatti né lui né Blasi hanno chiarito se una volta eletti o meno per quale in- carico opteranno tra Comune e Regione.Ad ogni modo, mi sia consentito sdrammatizzare: faccio appello ai dipendenti del Comune di avere per questi ultimi giorni un po’ di pietà per i nervi scossi di Fanelli sorvolando su qualche suo manifesto messo in modo non proprio conforme alla Legge. Siano, invece, implacabili nei confronti di nostri eventuali errori. Siamo più sereni e capaci di capire che se sbagliamo le autorità hanno il dovere di sanzionarci».

Un’ultima domanda, perché votarla?

«Guardate Potenza, ricordate i casi di mala movida, guardate la mancanza di programmazione, os- servate come la città ab- bia perso centralità e smalto, pensate a quanti cittadini di Potenza sono stati costretti ad andare via dalla città per lavorare e quanti sono stati costretti a vivere nei paesi limitrofi per l’eccessivo co- sto delle case in città, ragionate sull’assenza di un disegno strategico per la città, sull’eliminazione degli spazi di confronto culturale, sulla totale assenza di una progettazione turistica e ora ricordate che tutto ciò è stato voluto, ideato e realizzato dalla Lega e dalla destra che governa da dieci anni questa città. Loro si vergognano di averlo fatto fino al punto di aver cambiato il candidato Sindaco sperando di nascondere le loro responsabilità. Chiedetevi se volete che tutto ciò continui. Io voglio provare a invertire il trend. Si voterà tra continuità con questi dieci anni e rinnovamento. Non ce ne vogliano i candidati del centrodestra e lo stesso Fanelli, la continuità sono loro. Il cambiamento siamo noi, quelli senza simbolo di nessun partito».

Di Massimo Dellapenna

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