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DISGIUNTO E BALLOTTAGGIO, TENSIONE SALE

Potenza, dal possibile voto politico separato sindaco-consigliere alla soglia del 50% più 1 per evitare il 2° turno

La data del voto si avvicina. Si voterà sabato e domenica. I candidati sono impegnati nel tentativo di raccogliere voti di lista e preferenze e sono concentrati sulla divulgazione della campagna elettorale. Le spiegazioni tecniche sul “come si vota” sono delegate ai libretti ministeriali che poco vengono letti e pochissimi divulgati. Proviamo in questo nostro articolo a spiegare come si vota, in modo da poter consentire a chiunque di poter esercitare correttamente il diritto di voto conformemente alla Legge.

SOPRA E SOTTO I QUINDICIMILA ABITANTI

La prima cosa che va sottolineata è che il sistema elettorale non è uguale ovunque. Esiste una legge elettorale per i Comuni sotto i 15.000 abitanti ed un’altra per i Comuni che superano quella soglia. Per i primi ad ogni lista corrisponde un candidato sindaco. L’elettore può esprimere un voto di preferenza ma quel voto di preferenza va automaticamente al candidato Sindaco espressione della lista in cui è stata espressa la preferenza. Vince le elezioni e viene proclamato sindaco chi raggiunge un voto in più dei competitors a prescindere dal raggiungimento del 50% dei voti validi. Per capirci se in un Comune ci sono quattro liste e, quindi, quattro candidati sindaco viene proclamato Sindaco chi arriva primo anche se dovesse prendere soltanto un voto in più degli altri candida- ti e, quindi, molto meno del 50%. Insieme a lui verrebbe eletto un numero di Consiglieri della sua lista tali da garantirgli la maggioranza in Consiglio.

VOTO DISGIUNTO E BALLOTTAGGIO A POTENZA

Diversa la situazione nei Comuni sopra i 15.000 abitanti. In Basilicata in questa tornata c’è solo Potenza in questa fascia demografica. Come è chiaro a tutti ad ogni candidato Sindaco corrispondono più liste di candidati che compongono una coalizione. A differenza dei Comuni più piccoli è possibile dare il voto di- sgiunto. Cioè, si può votare un candidato alla carica di Consigliere (per esempio) del centrodestra e scegliere un candidato sindaco diverso da quello che quella lista propone. In questo caso il voto è perfettamente valido e verrà assegnato al Consigliere Comunale prescelto e al sindaco votato. A Potenza, infatti, anche se si vota nello stesso giorno e con la stessa scheda si svolgono nella sostanza due elezioni diverse, una che riguarda il candidato sindaco ed un’altra che riguarda i Consiglieri Comunali. Il cittadino che vuole votare uno tra Fanelli, Smaldone, Telesca, Giuzio e Marino non è costretto a votare anche una delle liste che li sostengono, co- sì un cittadino che volesse votare una lista non è costretto a votare anche il candidato sindaco che questa lista sostiene.

IL DOPPIO TURNO

Nella Città di Potenza, a differenza di ciò che ac- cade alle elezioni nei Comuni sotto i 15.000 abitanti, domenica potremmo non avere un vincitore. Per essere proclamato sin- daco uno tra Telesca, Fanelli, Smaldone, Giuzio e Marino, infatti, dovrà prendere già al primo turno la metà più uno dei voti espressi. In pratica dovrà essere votato dalla maggioranza assoluta dei votanti. Se nessuno dei candidati dovesse raccogliere la metà più uno dei voti, anche se dovesse arrivare al 49,99% non sarebbe proclamato Sindaco. Ovviamente, siccome (come abbiamo visto) è possibile esprimere un voto disgiunto votando il candidato sindaco di una coalizione e il consigliere di un’altra coalizione, per l’individuazione di chi dovrà coprire la carica di Sindaco si conteranno soltanto i voti raccolti dai candidati sindaco e non quelli raccolti dalle liste che li supportano. Nel caso in cui nessuno dovesse raccogliere la metà più uno dei voti, dopo quindici giorni si procederà al ballottaggio tra il primo e il secondo. Una partita totalmente diversa nella quale non ci sono più le liste di supporto ai candidati sindaco né i consiglieri ma soltanto un duello all’americana tra i due candidati sindaco più votati che sarebbero costretti a ripartire da zero.

IL VOTO DI GENERE

Sabato e domenica si voterà anche per le elezioni per il rinnovo del Parla- mento Europeo. Alle elezioni europee il sistema è puramente proporzionale con uno sbarramento al 4%. Ciascun partito elegge un numero di parlamentari pari alla percentuale dei voti che raccoglie, si possono esprimere fino a tre preferenze di cui una deve essere di sesso diverso dalle altre due (si possono votare due uomini e una donna o due donne e un uomo). La preferenza di genere esiste anche alle elezioni comunali ma le preferenze sono soltanto due. Per dare la seconda preferenza e, quindi, necessario che sia di sesso diverso dall’altra. Crediamo di aver spiegato tutto. Non resta che goderci gli ultimi giorni di campagna elettorale e di votare responsabilmente.

Di Massimo Dellapenna

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