Il cronometro corre inesorabile verso la presentazione delle liste e l’inizio della campagna elettorale delle amministrative in tanti comuni tra i quali spicca il capoluogo di regione Potenza. Chi si loda si sbroda, ma ogni tanto ci piace lodare la nostra modesta attività di commentatori. Quando il centrodestra aveva ancora dubbi e molti credevano fosse possibile per la coalizione cambiare il candidato presidente dicemmo che sarebbe stato Bardi. Quando il Partito Democratico chiuse la direzione regionale accettando il nome di Chiorazzo dicemmo che non avrebbero mai trovato la quadra su quel nome. Quando furono presentate le liste dicemmo che avrebbe stravinto Bardi. In tutti questi casi è andata a finire esattamente come avevamo previsto. Siamo stati costretti a ripeterci. Mesi fa abbiamo scritto che Mario Guarente sarebbe stato il candidato sindaco del centrodestra e che la candidatura sarebbe stata ufficializzata subito dopo le elezioni regionali, non appena è stato portato avanti il maldestro tentativo dei consiglieri comunali di Potenza e di Alessandro Galella di defenestrare Guarente dicemmo che sarebbero stati costretti a fare una mortificante retromarcia. Anche in questo caso è accaduto quello che avevamo previsto. Non ce ne voglia qualche vecchia grassa rancorosa penna del vento, la capacità di lettura e di analisi politica o la si ha o non la si ha. Non basta aver svolto prestigiosi e ben remunerati incarichi in Regione per possedere questa dote. Serve studiare e conoscere. Ci sforziamo di farlo.
TUTTO TACE NEI PARTITI
Come abbiamo raccontato, Mario Guarente si è preso qualche giorno di riflessione ma ha deciso di andare avanti. Francamente non ci aspettavamo una soluzione diversa. Un sindaco uscente, confermato dalle segreterie nazionali dei Partiti che lo hanno sostenuto non ha nessuna ragione per ritirarsi. Non possono essere le capricciose bizze di qualche consigliere comunale o di qualcuno che prima ha pubblicato la sua volontà di non candidarsi sindaco per andare in Regione e, non eletto, ha preferito cambiare idea. Sul suo profilo Facebook è il segretario cittadino della Lega Alfonso Nardella a chiarire il pensiero di Guarente e del Carroccio: «Se una persona vi fa da scudo per 5 anni assorbendo anche colpe non sue, il minimo che gli si possa restituire è la lealtà…Insieme si costruiscono i successi, mettendo da parte i personalismi. La posta in gioco è altissima…Uniti e compatti». Difficile dargli torto. Per cinque anni Mario Guarente ha rappresentato tutta la coalizione, ha governato a nome di tutti e si è assunto le responsabilità per conto di tutti. Non abbiamo sentito nessuna voce di dissenso. Gli unici a criticarlo siamo stati noi. Evidentemente a tutti andava bene il suo governo e tutti ne condividevano le scelte. Noi, che non abbiamo risparmiato e non risparmieremo critiche a Mario Guarente e alla sua Amministrazione (come non le abbiamo mai risparmiate e non le risparmieremo a nessuno), non possiamo non evidenziare che esiste un modo ed un tempo per fare le cose e questo modo e questo tempo non è mai la pugnalata alle spalle. I congiurati non meritano la fiducia di nessuno. Se, poi, non hanno neanche idea su cosa fare dopo la congiura mostrano solo scarsa intelligenza.
QUALE COALIZIONE?
Resta da chiarire quali saranno i confini della coalizione che sosterrà Mario Guarente. Sicuramente ci saranno Forza Italia, Fratelli d’Italia e la Lega. Cannizzaro ha lasciato passare la velina di una sua possibile candidatura a sindaco alternativa a quella del centrodestra. Utilizzare i Partiti come taxi non è mai una bella cosa ma, evidentemente, è una prassi dura a morire. Al suo fianco potrebbe esserci Macchia e la stizzita reazione di una grassa penna del vento ci lascia intendere che anche questa nostra ipotesi non è destituita di fondamento. Vedremo se andranno fino in fondo o ci sarà l’ennesimo “vorrei ma non posso”. L’altra incognita riguarda Azione e Italia Viva. I due partiti hanno sostenuto Bardi nella sua corsa verso la riconferma. Faranno lo stesso anche alle elezioni comunali? L’accordo con Bardi era programmatico e non politico. Toccherà a Guarente provare a cercare le giuste sintesi con i suoi alleati. IL CENTROSINISTRA NON PERVENUTO Non abbiamo notizie del centrosinistra e del “campo largo”. Evidentemente naufragato nella speranza di una improbabile e mai possibile rimonta, schiacciato dal consenso. Non sappiamo se ci sarà il “campo largo” o se il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle saranno ognuno per i fatti suoi né ci arrivano notizie di riunioni in corso o di nominativi indicati come sindaco. Per il bene della democrazia dell’alternanza speriamo riescano a trovare luogo e modo per vedersi almeno una mezzoretta. Intanto si muovono aggregazioni civiche intorno a Vincenzo Telesca mentre è in pista da tempo la candidatura di Smaldone.
PITTELLA, RUBINO E BENEDETTO ALLE EUROPEE
Insieme alle comunali si voteranno anche le europee. Per adesso sono tre i lucani in corsa: Nicola Benedetto che si candida per Fratelli d’Italia, Antonio Rubino per Italia Viva (nella lista Stati Uniti di Europa) e Marcello Pittella che ha accettato l’invito di Azione di candidarsi come capolista nella circoscrizione meridionale. Ironia della sorte, Benedetto si troverà a scontrarsi con Pittella che aveva sostenuto elettoralmente alle scorse elezioni politiche proprio convinto che il gladiatore avrebbe poi ricambiato alle europee. A tutti e tre l’in bocca al lupo di Cronache, sperando che possa esserci un po’ di Basilicata nel prossimo Parlamento Europeo.
Di Massimo Dellapenna
