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ACQUE DEL SUD, FDI S’È DESTA

Caiata, Mattia, Rosa, Quarto, Coviello, Giuzio, Cicala e Leone col Ministro Lollobrigida: «Sull’acqua nessuno scippo». Consorzio bonifica, meloniani contro Musacchio: «Chi protesta ha usato l’Eipli come vacca da mungere»

Fratelli d’Italia unita mette l’elmetto in difesa di Acqua del Sud Spa, della liquidazione dell’EIPLI e denuncia non solo la propaganda strumentale che si sta facendo contro la riforma voluta da Lollobrigida ma anche che per troppi anni qualcuno ha approfittato dell’ente. «Esistevano soggetti che in precedenza non pagavano l’acqua all’EIPLI, salvo poi farsela pagare dai propri clienti dopo un più che robusto ricarico di oltre 20/30 volte (basta leggere le bollette dell’acqua). Questi soggetti in sostanza utilizzavano l’Eipli come una vera “mucca da mungere” per rimpinguare le proprie casse, senza però darle in pasto nemmeno un filo d’erba». È questo il passaggio politicamente più importante del comunicato stampa del Partito di Giorgia Meloni, sottoscritto dai deputati Mattia, Caiata e Rosa, dal segretario Regionale Quarto, dal Segretario Provinciale Giuzio e dai Consiglieri Coviello, Leone e Cicala. Se, infatti, era quasi scontata la difesa dell’operato del Ministro Lollobrigida, plenipotenziario del Presidente del Consiglio dei Ministri, la grande novità è che i maggiorenti lucani attaccano apertamente quanti non hanno mai pagato il canone pur facendosi pagare dai consumatori.

NELL’OBBIETTIVO MUSACCHIO E IL CONSORZIO DI BONIFICA

Agli stati generali di Fratelli d’Italia era stato il commissario Decollanz a spiegare con chiarezza e dovizia di particolari che il canone di vendita all’ingrosso era bassissimo, infinitesima parte del canone richiesto ai cittadini. Eipli oggi e Acqua del Sud Spa da domani, infatti, non portano l’acqua nelle case dei cittadini. Il loro ruolo terminava e termina quando l’acqua arriva ai distributori. Nel suo intervento Decollanz aveva smontato le bufale che la propaganda dei nostalgici dell’Eipli stava- no compiendo in quei giorni spiegando che le tariffe pagate dai cittadini erano di molto superiori al canone che l’ente chiedeva ai cittadini e che, anche un eventuale rialzo sarebbe stato di molto inferiore rispetto a quanto i cittadini pagano. Un messaggio chiaro quello dell’Avvocato Decollanz che, pur senza citare mai il Consorzio di Bonifica, aveva chiaramente detto che esistevano enti che si facevano pagare dagli agricoltori senza poi pagare l’acqua all’ente. Il riferimento al Consorzio di Bonifica era chiaro così come resta nell’aria la grande domanda che Fratelli d’Italia si pone quando si chiede “resta sullo sfondo da capire cosa questi soggetti ne abbiano fatto dell’enorme mole di denaro sottratto all’EIPLI, e per quali scopi lo abbiano veramente utilizzato”, una domanda che merita risposta.

ANCHE QUARTO CONTRO MUSACCHIO

Nelle settimane scorse, anche a seguito di un comunicato stampa diffuso dallo stesso segretario regionale del Partito nel quale si chiedevano modifiche alla Legge, qualcuno in Fratelli d’Italia in Basilicata aveva inteso far girare la voce che Quarto si fosse posto a difesa dell’operato di Musacchio. La calunnia è un venticello leggero che si può sconfiggere soltanto con la realtà. La realtà ci dice che la richiesta di modifica della Legge da parte del segretario regionale era dettata soltanto da una legittima visione politica e non da interessi di retrobottega. No sfuggirà agli attenti osservatori, infatti, che la sottoscrizione del Comunicato Stampa da parte di Quarto chiarisce definitivamente la bontà del suo operato e mette a tacere definitivamente ogni malelingua di cui pure la politica è sempre piena.

INTERVIENE ANCHE LA MERRA

Sulla questione di Acqua del Sud Spa è intervenuta, infine, anche la Merra che, se da un lato vede di buon auspicio l’ingresso dei privati nella compagine come elemento di dinamismo e efficienza si premura di “evidenziare che il ruolo delle istituzioni locali in Acque del Sud non appare ancora ben definito e che, invece, deve essere assolutamente rilevante e corrispondente ai sacrifici richiesti al nostro territorio sotto vari profili. La Basilicata deve essere protagonista del processo in atto e ottenere una funzione strategica negli assetti societari di “Acque del Sud”. Una posizione, quella della Merra, che evidenzia come “nessuno scippo dell’acqua potrà mai concretizzarsi se verrà condivisa la visione lungimirante di mettere le esigenze del territorio davanti a quelle personali o di bottega”.

CRONACHE DETTA LA LINEA

Finalmente possiamo dire che il centrodestra lucano è uscito dal torpore in cui si era ricacciato sulla questione, ha rotto gli indugi e ha avuto il coraggio di prendere posizione uscendo dal- la paura di critiche immoti- vate mosse dai suoi avversari. Se è vero che non sta bene mai lodarsi e che può sembrare troppo narcisistico parlare di sé in terza persona, consentiteci uno strappo alla regola del cronista impersonale per parlare un po’ di noi e dei nostri meri- ti. Quando nessuno se n’era accorto, siamo stati i primi a dare la notizia della fine di EIPLI. Quando la bufera è scoppiata e le opposizioni gettavano parole al vento contro Acqua del Sud Spa noi abbiamo difeso e spiegato la scelta del Ministro. Siamo contenti che tutto il centrodestra lucano ci vie- ne dietro e segue la nostra posizione. Siamo ben felici che anche il Partito del Ministro sostenga all’unisono la riforma voluta da Lollobrigida. Sono così pochi i motivi di soddisfazione di un giornalista che quei pochi ce li vogliamo prendere con la consapevolezza della differenza dei ruoli. Quando si riesce a fare opinione, a convincere, a spie- gare e addirittura a dettare la linea al Partito di Maggioranza Relativa non può che farci piacere. Noi abbiamo fatto soltanto il nostro umile lavoro e il nostro dovere nel raccontare. Consentiteci l’orgoglio di averlo fatto quando soffiava forte la bufera e qualcuno provava ad immaginare una nuova Scanzano per l’Acqua scippata. Per citare Dante abbiamo fatto come “quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte”.

Di Massimo Dellapenna

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