Operazione “Nemea”, dalla Direzione distrettuale dell’Antimafia di Potenza resi noti i dettagli dell’inchiesta anti droga. La scorsa settimana la Squadra Mobile di Matera ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei con- fronti di 12 persone, ritenute gravemente indiziate di fare parte di una associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, traffico di stupefacenti, riciclaggio ed altro. Ferma restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, nei confronti dei primi 10 indagati l’Antimafia di Potenza ha contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravata dal numero dei partecipanti. Il reato associativo sarebbe stato commesso fino allo scorso giugno a Matera ed in provincia. Nei confronti delle due donne indagate, Lucia Lomurno e Debora Martins Gomes, i reati ipotizzati sono invece quelli di riciclaggio e di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Nei confronti dei 12 fermati, inoltre, sono state eseguite altrettante perquisizioni personali, veicolari e domiciliari che hanno consentito di acquisire ulteriori elementi di conferma al costrutto accusatorio. Nel corso dell’attività di indagine, iniziata lo scorso anno nel mese di settembre, sono stati effettuati sequestri di stupefacente ed arresti in flagranza.

MATERA, IL QUARTIERE “AGNA”

Nello specifico, il quadro probatorio raccolto nel corso delle complesse investigazioni, per l’accusa, ha consentito di accertare, a livello di gravità indiziaria, la sussistenza ed operatività, sul territorio della provincia di Matera ed in particolare nella zona Sud di Matera città, quartiere “Agna”, di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” ed “hashish”, con continui e reiterati approvvigiona- menti presso narcotrafficanti romani e pugliesi, e cessioni di droga in favore di clienti, assuntori e tossicodipendenti anche di altri centri dell’area materana, con condotte delittuose contestate fino allo scorso mese di giugno scorso.

I RUOLI

Sulla base delle indagini svolte, da verificare in sede dibattimentale, l’associazione a delinquere, definita nei suoi aspetti strutturali, organizzativi ed operativi, era costituita e diretta dall’indagato Domenico Gurrado, già in passato arrestato e con- dannato per reati inerenti gli stupefacenti. Nel provvedimento di Fer- mo è stato anche delineato, a livello di gravità indiziaria, il ruolo degli indagati Giovanni e Antonio Gurrado, rispettivamente padre e fratello di Domenico Gurrado, che sulla base delle investigazioni svolte, risulterebbero suoi diretti collaboratori, quali organizzatori dell’associazione, con compiti di recupero crediti, assistenza agli associati in carcere e di trasmissione degli ordini del capo nei casi di sua assenza, di Giovanni Iaia e Domenico Angelino, gravemente indiziati di essere diretti collaboratori-organizzatori dell’associazione, con ruolo intermedio tra il capo ed i singoli pusher, nonché con compiti di custodia e trasporto di ingenti quantità di stupefacenti, di Emanuele Demma, Angelo Tortorelli, Giuseppe Linsalata, Alessandro Cri- stallo, gravemente indiziati di essere addetti allo spaccio al dettaglio. È stato inoltre messo in evidenza, sempre a livello di gravità indiziaria, il ruolo delle due donne, Lomurno e Martins Gomens, che rispondono invece del reato di riciclaggio, per aver svolto operazioni atte ad occultare la provenien- za delittuosa dei soldi in contanti di Domenico Gurrado.

L’ARMA

A Domenico Gurrado sono stati contestati anche i reati di estorsione aggravata, porto e detenzione il- legale di arma comune da sparo, per aver in un’occasione minacciato con una pistola un suo sodale, reo di non avergli pagato il corrispettivo della cessione di circa 50 grammi di cocaina.

DROGA A FIUMI E SCHEDE ESTERE CONTRO LE INTERCETTAZIONI

Nei pochi mesi in cui è stata svolta l’attività investigativa, è emerso, salve le necessarie successive verifiche, che l’associazione movimentava decine di chili di hashish, chili di cocaina, e stava iniziando ad inserirsi nella attività di vendita al dettaglio di eroina su Matera. Sono emersi i contatti con i rifornitori di alto livello del capo dell’organizzazione, Domenico Gurrado. Queste circostanze con- sentivano al sodalizio di trafficare significativi quantitativi di sostanze stupefacenti ad un prezzo conveniente, attirando consumatori anche da altri centri della provincia materana. Le indagini hanno poi fatto emergere che i componenti del sodalizio utilizzavano schede telefoniche estere, in modo da eludere le intercettazioni. Nel corso dell’attività investigativa sono stati effettuati 3 arresti in flagranza di reato, oltre a svariati deferimenti in stato di libertà e contestazioni di violazioni amministrative inerenti gli stupefacenti. Sono stati sequestrati nel corso dell’attività investigativa 581,57 grammi di cocaina, 88,86 grammi di hashish, 23,49 grammi di eroina, 30 cartucce calibro 7,65, oltre a denaro, bilancini di precisione e mate- riale per il taglio ed il confezionamento della sostanza.

I 50MILA EURO NELLA BUSTA SOTTOVUOTO

Nel corso delle perquisizioni svolte la scorsa setti- mana contestualmente all’esecuzione dei provvedi- menti di fermo, sono stati sequestrati 50mila euro in contanti, impacchettati in una busta sottovuoto, occultati all’interno dell’abitazione di una delle donne fermate: si è pure proceduto, presso altre abitazioni nella disponibilità di altri indagati, al sequestro di bilancini di precisione, tele- foni cellulari, materiale per il taglio e confezionamento della sostanza stupefacente.

CARCERE E DOMICILIARI

«A seguito dell’udienza di convalida – ha spiegato il Procuratore distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, Francesco Curcio -, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Matera pur non convalidando il fermo ha comunque poi disposto la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati, ad eccezione della Lomurno e della Martins Gomes, per cui sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre il Giudice per le indagini preliminari di Castrovillari, altro luogo ove il decreto di fermo è stato eseguito, ha convalidato il fermo ed emesso ordinanza di custodia in carcere».

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