“Geoponic”, così è stata denominata la prima serra sociale geodetica nel capoluogo lucano installata all’interno del Parco Baden Powell di Potenza. Un progetto, ambizioso e innovativo, frutto di anni di sperimentazione e dell’incessante lavoro dell’associazione Agua e del suo presidente, Giuseppe Lariccia, che oggi ha trovato la luce grazie al solo apporto degli associati, si adopera per la realizzazione di progetti sistemici per la micro produzione distribuita ad alta utilità sociale a riprova del fatto che, la conoscenza distribuita e l’esperienza del singolo, generano meraviglie.

«Nel pratico –  spiega il presidente di “Agua” Giuseppe Lariccia – consiste nella produzione automatica che sfrutta le più moderne tecnologie e ecologiche tecnologie che oggi sono a disposizione per la produzione vegetale e l’allevamento ittico al fine di permettere a chiunque la sua autosufficienza personale e contribuire con il mix che produce all’autosufficienza di una comunità sempre crescente, perché questo è un modulo di un sistema interconnesso replicabile, si può replicare con la modalità del più ben conosciuto virus, quindi se diventa un effetto virale può consentire su tutto il territorio una produzione localizzata e quindi a tutti gli effetti andare a contrastare la grande distribuzione che non viene prodotta in Italia, non genera valore in Italia, non genera lavoro in Italia e soprattutto molto spesso non è condizionata dai regolamenti delle leggi italiane. La cosa più grave che può succedere se un modello del genere non si propaga insieme agli altri modelli è che un nostro nipote potrà pensare domani che l’insalata nasce all’interno di uno scaffale di supermercato».

All’interno della serra è possibile produrre vegetali edibili, piante officinali ed aromatiche, e comprende anche un laghetto, dove le deiezioni dei pesci fungono da fertilizzante e nutrimento per le piante.
Il progetto ancora in fase sperimentale parte dall’idea di base di poter permettere alle persone appartenenti alla realtà associativa di produrre, scambiare e/o commerciare il proprio prodotto autoctono locale di alta qualità, evitando l’odioso confezionamento che caratterizza le produzioni industriali destinate alla grande distribuzione.
L’installazione si propone, però, una finalità più ampia: formare le giovani generazioni ad un utilizzo razionale delle risorse al fine di introdurre, nel futuro, tecnologie rivolte al benessere della persona e all’autonomia sociale.

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