Indagini, indagati, processi, moralismi, garantismo e doppia morale nel Comune di Vietri di Potenza tra Cinque Stelle e Procura della Repubblica questo il tema della puntata di ieri di “Oltre il Giardino”. Ad analizzare lo stato mentale dopo le indagini, Paride Leporace su Cronache Tv ha sentito il parere del nostro Ferdinando Moliterni, di Fabio Amendolara, illustre giornalista di giudiziaria, e dell’avvocato Antonio Di Lena. Prima di ogni considerazione non si può non prendere atto del silente stato mentale di Leggieri e Perrino. I Consiglieri regionali pentastellati, moralizzatori impietosi per ogni avviso di garanzia reale o presunto che colpisca chiunque in Basilicata, su questa vicenda tacciono. Forse non hanno letto i giornali, non sanno che un loro consigliere comunale con plurime deleghe ricevute dal sindaco Giordano, si è dimesso solo ieri dalla cari- ca elettiva, è stato sottoposto dal Gip del Tribunale di Potenza alla misura coercitiva del divieto di dimora a Vietri di Potenza, o, semplicemente, ricordano che il moralista è soltanto uno che denuncia l’immoralità altrui ma nasconde la propria. Noi crediamo nella presunzione di non colpevolezza per tutti, anche per i Cinquestelle ma non crediamo nella presunzione di non conoscenza politica. Cosa avrebbero detto Perrino e Leggieri se ad essere indagati fossero stati esponenti del centrodestra o della sinistra? Cosa dissero quando ad essere arrestato fu il presidente Pittella? Cosa hanno detto quando le indagini hanno colpito Bardi o uomini della sua Giunta per ipotesi meno gravi della corruzione? Perché ora tacciono? Se non se ne sono accorti i Cinquestelle in Basilicata governano in due Comuni: Matera e Vietri di Potenza. A Matera al grido di rinnovamento restano avvinghiati alle poltrone anche senza maggioranza, a Vietri di Potenza al grido di “onestà, onestà” restano legati al potere malgrado la pesante inchiesta della Procura di Potenza e le disposte misure coercitive. Tutto cambia anche la morale immorale dei moralisti e dei moralizzatori.
GIORDANO RIFIUTA IL CONFRONTO IN TELEVISIONE
Giordano, punta di diamante dei Cinquestelle lucani, presidente della Provincia di Potenza grazie al campo largo e sindaco di Vietri di Potenza colpita dall’inchiesta era stato invitato in trasmissione per dire la sua sulla questione. Come ha ricordato Leporace ha declinato l’invito. Certamente è lecito non accettare inviti al confronto, ma ci piacerebbe ritrovare la parole dei grillini quando a rifiutare il confronto erano quelli che loro attaccavano. Noi non utilizzeremo quelle parole riconoscendo anche il diritto di cambiare idea ma ricordando che, quando si cambia idea perché è più comoda la nuova idea per sè stessi, si chiama opportunismo.
NON ESSENDO GRILLINO SONO GARANTISTA
Ai microfoni di Cronache Tv dimostra tutta la sua onestà intellettuale l’avvocato Antonio Di Lena: «Non la penso come i Grillini, sono su un versante opposto e sono garantista». Da avvocato qual è ricorda che «in questa fase il Gip ha sentito solo la campana della Procura della Repubblica, nei prossimi giorni parleranno gli indagati sottoposti a misura, porteranno documenti e quindi vedremo che cosa ne verrà fuori». «Non mi fido delle inchieste basate sulle sole intercettazioni – ha precisato Di Lena – perché le intercettazioni telefoniche senza riscontri esterni costruiscono processi che vanno a finire nel nulla e spesso distruggono le carriere politiche e professionale di persone stritolate nel sistema mediatico e giudiziario». Una lezione di civiltà giuridica quella che ha impartito Di Lena e che i grilli- ni hanno dovuto imparare solo quando ad essere arrestati sono stati loro e non i loro avversari. Una lezione che noi, a differenza del partito di Giordano, sentiamo di condividere e fare nostra anche quando riguarda persone che non userebbero lo stesso parametro se ad essere coinvolti fossero altri. La nostra coerenza, però, vale più della loro mutevole e approfittante opinione.
UNA VICENDA TERRA TERRA, APPALTI DA PRIMA REPUBBLICA
A descrivere il quadro indiziario è il nostro Ferdinando Moliterni che molto chiaramente dice «quello che emerge è una vicenda davvero terra terra». «Non c’è nulla di complicato: c’era una gara, si è privilegiato uno e si sono chiesti 50 mila euro e una macchina». Un cambiamento antropologico quello dei Cinquestelle che, come ha ricordato Amendolara è ormai endemico ovunque tanto che «in Puglia il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale ha firmato una proposta per tornare in modo restaurativo al trattamento di fine rapporto come acca- deva prima». Insomma tra silenzio sulle indagini e sull’ordinanza del Gip Amodeo, e parole spese a favore delle liqui- dazioni di fine legislatura sembra proprio che il Movimento Cinquestelle sia riuscito a prendere i peggiori difetti della peggiore vecchia politica senza neanche prenderne le qualità. Una pessima base di partenza per chi credeva di poter portare, sull’asse Lacorazza-La Regina-Giordano il Movimento Cinque Stelle a governare guidando un campo largo che, a questo punto, sembra il regno della peggiore ipocrisia. Non tutto ciò che brillava, evidentemente, era davvero oro.
Di Massimo Dellapenna
