Barieconomia

RAPPORTO ISTAT SETTORI PRODUTTIVI 2023

A Bari l’incontro di presentazione del Rapporto Istat sui settori produttivi 2023, organizzato con la collaborazione del Centro Studi di Confindustria Bari e Bat

Il Rapporto sulla competitività dei settori produttivi edizione 2023, curato ed edito dall’Istat, arriva ai territori con la presentazione nell’aula A. Leogrande del Centro Polifunzionale Studenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
L’evento, organizzato in collaborazione con Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, del Politecnico di Bari e della LUM Giuseppe Degennaro, ha avuto la finalità di presentare i principali contenuti del Rapporto, che fornisce annualmente un quadro informativo dettagliato e tempestivo sulla struttura, la performance e la dinamica del sistema produttivo italiano.
Da venti anni, in linea con le tendenze nazionali, la crescita del Pil pro-capite in Puglia è inferiore a quella dell’Ue; dal 2008, tuttavia, si osservano ritmi di crescita lievemente migliori rispetto a quelli sia del Mezzogiorno sia dell’Italia, sebbene in tutti e tre i casi i livelli rimangano inferiori a quelli dell’area di riferimento.
⦁ Per quanto riguarda l’andamento nel periodo più recente, la Puglia sembra mostrare una maggiore resilienza alla crisi Covid: tra il 2019 e il 2021, la crescita del Pil pro-capite è risultata più elevata sia del dato nazionale, sia delle altre regioni meridionali, e seppur di poco superiore a quella media dell’Ue27.
Nel 2022, l’impatto dei beni energetici sull’aumento medio nelle diverse regioni dei prezzi alla produzione risulta nella maggior parte dei casi più elevato rispetto all’incidenza dei beni alimentari e manifatturieri, con un range che varia tra il 22,7% della Basilicata e il 73,8% della Valle d’Aosta
⦁ Per le province pugliesi, l’impatto degli incrementi dei beni energetici è stato maggiore per Brindisi (63,6% dell’incremento totale, ottava tra tutte le province italiane), Taranto (48,9%) e Foggia (47,6%).
⦁ Gli aumenti dei prezzi alla produzione determinati dai rincari dei beni agricoli hanno invece avuto una incidenza minore; quest’ultima è stata più ampia per le province di Barletta-Trani (11,1%, ottavo valore più elevato tra tutte le province italiane), più contenuta per Foggia e Bari (rispettivamente 8,4 e 8,7%; 18mo e 15mo posto nel ranking delle province italiane più impattate).
⦁ Gli altri beni manifatturieri sono responsabili degli incrementi di prezzo alla produzione in misura del 37,7% per Taranto, 21,4% per Barletta-Trani. Nel confronto nazionale, l’incidenza di questi beni è relativamente contenuta: Barletta si colloca al 32mo posto tra le province italiane, tutte le altre tra il 70mo e il 97posto.

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