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VINCONO PEPE E DE FILIPPO

Perdono Giuzio e Pittella: Pignola e Lagonegro, arene delle disfatte. FI, Casellati non basta
La Lega espugna Lavello e conquista Scanzano e Vaglio. FdI perde dappertutto, solo a Muro si salva ma con la sinistra

Esiste un primo vincitore in queste elezioni amministrative. È Pasquale Pepe. L’ex senatore, commissario regionale della Lega in Basilicata è l’uomo del ventre a terra, della campagna elettorale porta a porta, del territorio conosciuto palmo a palmo, delle reti di relazioni politiche. Aveva detto che avrebbe cambiato il volto della Lega, ha dimostrato di saperlo fare. E così, se la Lega in tutta Italia segna flessioni in Basilicata non solo mantiene ma aumenta consenso e strutturazione. La Lega espugna Lavello (per quanto Liseno con 1.000 preferenze e tanto altro avrebbe fatto vincere chiunque) e lo fa contro Fratelli d’Italia e contro il centrosinistra, conquista Scanzano e Vaglio. Non solo è l’unico partito che ha conquistato sindaci in questa tornata elettorale ma è anche il partito del centrodestra con più sindaci in Basilicata, si potrebbe dire il solo partito del centrodestra con sindaci. Vaglio, Lavello e Scanzano si uniscono a Potenza, Tolve e Montescaglioso ad indica- re un magnifico radicamento che non ha uguali in tutto il centrodestra. Un radica- mento figlio della capacità politica ed elettorale di Pepe ma anche del sacrificio e del- l’impegno personale degli esponenti di primo piano del Partito. A Lavello Donatella Merra ci ha messo la faccia e ha vinto, a Scanzano Pasquale Cariello si è candidato in prima persona rinunciando al più comodo e più remunerativo scranno da capogruppo in Regione. Un velo pietoso sui 5Stelle, attenti dappertutto. Si coprono di ridicolo a Ripacandida dove si candidano con il consigliere regionale in carica Leggieri che conquista nientepopodimeno che 10 voti: débâcle.

IL SUPER FLOP DI GIUZIO

Fratelli d’Italia è il grande sconfitto del centrodestra. FdI vince ovunque in Italia tranne che in Basilicata. Conferma la vittoria a Muro Lucano ma in coalizione con il Partito Democratico e perde miseramente ad Atella, Lavello, Genzano e Vaglio. Sconfitte elettorali che si sommano alla divisione politica dimostrata a Ruvo del Monte, alla perdente alleanza elettorale con Pittella a Lagonegro e alle mille lacerazioni di una gestione del partito meno che mediocre. Gianni Rosa va subito ad abbracciare Giovanni Setaro a Muro Lucano che, in alleanza con il PD, ha vinto le elezioni, posta la foto su Facebook e copre sotto il tappeto il clamoroso flop gestionale del suo fedelissimo Giuseppe Giuzio. Il Partito di Giorgia Meloni, il Partito del presidente del Consiglio dei Ministri con i suoi tre parlamentari, quattro consiglieri regionali e due assessori regionali, grazie alla insufficienza della gestione dispotica di Giuseppe Giuzio non è in grado di essere credibile sul territorio, si presenta lacerato, insicuro, senza visione strategica e capacità di sintesi. Quella di questa tornata elettorale non è l’unico clamoroso fallimento di Giuseppe Giuzio. Fratelli d’Italia ha tre sindaci in Provincia di Potenza: Setaro a Muro Lucano in coalizione con il Pd, Cicala eletto nella Lega e passato in FdI e Giuseppe Mecca di Avigliano, eletto nella Lega contro il candidato sindaco proposto da Rosa, entrato in FdI insieme a Coviello ma attualmente in rottura con il capogruppo in Consiglio Regionale. Sembra quasi che la Lega e FdI abbiano vite parallele e simmetriche. Pepe riesce a dimostrare di essere capace di costruire consenso sul territorio anche quando il Partito non “tira”, Giuzio dimostra che Fratelli d’Italia in Provincia di Potenza è un partito di plastica, una segreteria personale senza idee né uomini che raccoglie voti soltanto quando i voti li porta il simbolo.

FORZA ITALIA ALLO SFASCIO, CASELLATI NON BASTA

Avevamo visto di buon occhio la presenza della Casellati in Basilicata. Il cambiamento di classe dirigente sembrava essere un viatico per un cambio di passo. Ci sbagliavamo. Forza Italia conferma il suo procedere incessante verso il baratro. A Pignola il Capogruppo in Regione Bellettieri scegli l’alleanza macedonia con Vignola e perde clamorosamente. A Lagonegro Maria Di Lascio supportata da Francesco Piro arriva terza, a Lavello FI partecipa alla debacle di Pasquale Carnevale di FdI. Si deve dare atto che il Generale Bardi non ha mai tirato indietro la gamba, si è speso con tutte le sue energie per il suo partito e per i suoi candidati, è stato onnipresente. Evidentemente non basta neanche questo, se Taddei e Casino sono il nuovo che avanza. Forza Italia paga una crisi strutturale di consenso nazionale che da solo il Generale non è in grado di colmare malgrado tutto l’impegno con questi compagni di avventura locali.

PITTELLA SCONFITTO SU TUTTA LA LINEA, POLESE TIENE BOTTA

Marcello Pittella è l’altro grande sconfitto di questa elezione. La sua candidata, sostenuta anche da Fratelli d’Italia, viene doppiata a Lagonegro. A Pignola la lista nella quale si è candidata la sua compagna Margherita Sarli è sconfitta e anche sonoramente. Siamo forse alla fine di un’epoca? Il Guerriero di Lauria ha dimostrato la sua straordinaria forza elettorale alle elezioni politiche in quella candidatura fatta di rabbia e passione. Oggi non sembra riuscire a tenere in piedi questa struttura. Vince bene Mario Polese. La sua strategia di collocazione territoriale che non tiene conto di alleanze precostituite ma che punta sugli interessi e sulle specificità dei singoli comuni gli consente di essere vincente in più posti della provincia.

LA CURA È DI LETTIERI, LA VITTORIA È DI VITO DE FILIPPO

Più complesso analizzare il risultato del Partito Democratico. Sicuramente il dato più significativo è che il PD perde la roccaforte rossa di Lavello. Il Comune, guidato per anni da Altobello, passa alla Lega. Era il Comune più grande dove si votava e il Pd ha perso un sindaco che ave- va. Conquista, però, Lagonegro. Una vittoria che rilancia le capacità politiche e tattiche di Vito De Filippo. L’ex Governatore ha costruito la lista, ha scelto il sindaco e ha vin- to le elezioni in alleanza con il M5S. Ha vinto contro l’alleanza Pittella-FDI e contro il centrodestra dell’uscente Maria Di Lascio. Stessa cosa che gli riesce ad Atella .L’intelligenza politica non si perde con le elezioni né è legata alle cariche ricoperte. De Filippo dimostra di averne tanta. Complessivamente la cura Lettieri frena la distruzione del Pd che aveva causato La Regina ma non registra grandi balzi in avanti. In un momento così complesso per i Dem, però, non perdere è già un po’ come vincere. Restano da chiarire le posizioni ibride e politicamente poco chiare come quella di Muro Lucano.

ANTONELLO MOLINARI E ANTONIO DE LUCA, LA SINISTRA PIÙ FRESCA

Non può sfuggire a chi analizza la politica la vicenda di Pignola. A Pignola è andato in scena una strana tornata elettorale. Da un lato la coalizione voluta dalla nomenklatura del centrosinistra insieme ai big di tutto l’arco parlamentare da Forza Italia e Azione che candidava Vignola. Dall’altra parte il giovane segretario del Pd De Luca che, come confermato ai microfoni di Oltre il Giardi- no, ha detto no agli ordini della struttura e rivendicato la sua autonomia che aveva il sostegno di Antonello Molinari e Ignazio Petrone. Ha vinto De Luca. A dimostra- zione che l’entusiasmo e la freschezza possono battere gli apparati. Un po’ come ci ha abituato a fare la Cervellino a Genzano che vince in maniera plebiscitaria, con il miglior risultato assoluto, contro una avversaria francamente non all’altezza

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