Riflettori puntati sulla falda della zona industriale di Barletta: presentati i risultati del secondo monitoraggio. La prima indagine aveva accertato la presenza di agenti inquinanti; la seconda ricognizione nel sottosuolo ha cercato le cause dell’inquinamento per consentire di ipotizzare gli interventi di bonifica da avviare per il risanamento. Lo studio è stato possibile grazie alla sinergia fra Arpa Puglia, Asl Bat, Cnr – Irsa, Comune di Barletta, Regione Puglia e Provincia Barletta – Andria – Trani. Il primo report aveva interessato aree pubbliche e industriali su una estensione decisamente più ridotta.
Il secondo monitoraggio ha riguardato un’area di circa 200 ettari. Il campionamento è stato eseguito attraverso l’installazione di 19 nuovi piezometri in aggiunta ai 22 già utilizzati in passato. I piezometri sono pozzi che consentono di prelevare campioni di acqua e terreno a diverse profondità direttamente dalla falda. Le analisi chimiche hanno evidenziato due differenti tipologie di inquinanti responsabili della contaminazione delle acque sotterranee, riconducibili essenzialmente alla presenza di idrocarburi e metalli pesanti.
Tra i possibili rimedi, la possibilità di sperimentare le procedure di biorisanamento tramite batteri, una tecnologia poco costosa e sostenibile.
