Se è vero che la Sanità lucana è la grande osservata in questi giorni, è vero che Cronache Tv si è assunto il merito di ascoltarla e di portare l’analisi di due grandi protagonisti delle battaglie per l’offerta sanitaria lucana ad “Oltre il Giardino” condotta da Paride Leporace, in onda su tutto il territorio nazionale al canale 68. Ospiti della puntata, come avevamo preannunciato Angelo Summa, storico leader della Cgil e attuale responsabile dei pensionati della Cgil e Francesco Cannizzaro, segretario regionale di Noi con l’Italia ma, soprattutto, avvocato che si è occupato spesso di sanità privata e dei suoi rapporti con il sistema sanitario lucano.

ANOMALIA LUCANA O PROBLEMA NAZIONALE? 

È da chiarire se il problema sia nazionale o se, all’interno di una questione nazionale, non ci sia anche una tipicità lucana, qui le due analisi divergono ma non troppo. Secondo Francesco Cannizzaro «sono problemi che riguardano tutto il Paese e tutte le Regioni, anche quelle che in passato erano ritenute più virtuose dal punto di vista dei conti». Analisi non condivisa da Angelo Summa che, invece, pur evidenziando come il sistema sanitario abbia un problema in tutta Italia sottolinea come quello che stiamo vivendo sia «senza dubbio il momento più buio della sanità lucana che da regione antesignana delle riforme sanitarie alla fine degli anni ‘90, con un piano sanitario basato sul pubblico e sulla rete del 118, oggi si trova ad essere la peggiore offerta socio sanitaria del Paese». Entrambi, però, condividono che l’errore di fondo è quello di pensare che il problema sanitario sia un problema di numeri e di conti e non di prestazioni e di tutela della persona. Un approccio che, evidentemente ha danneggiato tutta Italia e che oggi sta danneggiando anche la Basilicata nella quale, evidenziano entrambi, molti sono costretti a rivolgersi al sistema sanitario privato a pagamento per mancanza di efficienza della struttura pubblica. Un’efficienza che, però, secondo Cannizzaro, può essere migliorata anche grazie all’istituzione della Facoltà di medicina che potrebbe «rendere l’ospedale San Carlo, più attrattivo per professionisti di elevata qualità» in modo da portare «una maggiore fiducia del cittadino e del paziente, elemento essenziale per poter iniziare a combattere uno dei grandi problemi della sanità regionale che è la migrazione sanitaria». Ed è proprio sulla migrazione sanitaria che si è con- centrata l’analisi di Angelo Summa che ha evidenziato come la mobilità passiva sia praticamente raddoppiata negli ultimi anni rispetto agli anni ’90 ad evidenziare l’incapacità della politica e dei manager da essa nominata a gestire il sistema sanitario lucano.

SANITÀ PUBBLICA, SANITÀ PRIVATA

La tendenza da fermare, secondo Angelo Summa, è il progressivo depauperamento della Sanità pubblica a tutto vantaggio della sanità privata che, a suo di- re, provocherebbe una vera e propria diseguaglianza sociale ed economica in considerazione del fatto che avvantaggerebbe solo chi se la può permettere. Ed è proprio sulla soluzione della vertenza tra Regione Basilicata e Sanità privata che si sofferma soddisfatto Francesco Cannizzaro che evidenzia «la tempestività con cui la Giunta Regionale, il Presidente e l’assessore hanno affrontato la questione posta dalle strutture di sanità private» perché la «sanità privata svolge un ruolo importantissimo nel sistema sanitario regionale stante l’altissima qualità e l’altissima professionalità delle strutture sanitarie private che sono sul territorio regionale». Secondo Cannizzaro «la cooperazione tra il pubblico e il privato può migliorare l’efficienza della sanità sia da un punto di vista amministrativo che da un punto di vista delle prestazioni sanitarie».

L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Ha parlato anche di autonomia differenziata Angelo Summa evidenziando che se è vero che il Sud ne avrebbe il danno maggiore sarebbe un danno per Italia, «perché in una stagione in cui dovremmo costruire un’Europa unita per poter combattere contro la Cina con gli Stati Uniti, noi possiamo immaginare che un’Italia fatta spezzatino possa competere nelle grandi transizioni». Intanto a Potenza sono arrivati gli ispettori del Ministero, adesso sui numeri non si potrà più scherzare.

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