Una Giornata internazionale dei Diritti della Donna, tra mimose e riflessioni, soprattutto sul un gender gap ancora troppo evidente per non riconoscerlo.
“Il gap più grave – dichiara in una nota stampa Luciano Romoli, Gran maestro della Gran Loggia d’Italia – non è quello economico […] ma è sul piano della giustizia, dell’inclusione sociale e dei diritti umani che ogni giorno si compie uno scempio inaccettabile”.
Per il Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo il quale riservare alle donne ambiti marginali è un fattore di rallentamento per la crescita del Paese, rappresentano “una riflessione condivisibile che intende sollecitare le classi dirigenti e il corpo collettivo […]“
E’ tempo di rimettere al centro “relazioni di cura – come ha recentemente scritto la politologa Chiara Tintori – di presa in carico degli altri, cominciando dai più fragili e dalle periferie, geografiche ed esistenziali della nostra Penisola. Abbiamo bisogno di una nuova grammatica sociale, perché il pieno riconoscimento della leadership femminile è, prima di tutto, un riconoscimento culturale e sociale”.
La storia preme è l’ora delle donne.
