Mario Potenza, coinvolto in una operazione dei Carabinieri terminata con un sequestro di oltre 20 chili di droga, potrebbe essere nuovamente scagionato dall’accusa di spaccio di stupefacenti: annullata, con rinvio, la condanna a 12 anni e 6 mesi di reclusione, più euro 121mila euro di multa, così come stabilito l’anno scorso dalla Corte di Appello di Potenza. Così ha deciso la Cassazione non convinto dalle motivazione dei giudici potentini che hanno riformato la sentenza con cui il Tribunale di Matera aveva, invece, assolto Potenza. Decisiva l’assenza, in Appello, della necessaria motivazione rafforzata a base della condanna che il nuovo giudice del rinvio, il nuovo esame è stato demandato alla Corte di Appello di Salerno, dovrà avere cura di elaborare individuando, in tale prospettiva, le prove dichiarative da rinnovare. I Carabinieri, trovarono la droga occultata in uno stabile vicino la casa dove viveva Potenza, abitava lungo la Strada statale 106, in aperta campagna, e hanno ritenuto che l’immobile fosse di pertinenza della casa stessa. Il Tribunale di Matera ritenne non raggiunta la soglia dell’oltre ogni ragionevole dubbio poichè il nascondiglio delle sostanze stupefacenti era facilmente raggiungibile tanto dal Potenza che da qualsiasi altra persona che provenisse dalla Strada statale «come ben si vede in foto», non essendo certo «un eventuale pannello apposto sulla un elemento idoneo ad impedire l’ingresso a chicchessia provenendo dalla strada volesse entrare nel collabente edificio». Per questi e altri motivi, la decisione assolutoria è stata conseguente alla individuazione di un quadro probatorio «non univoco» in relazione alla libera accessibilità o meno, da parte di chiunque, nel locale magazzino dove venne trovata la droga. In conclusione, annullata la sentenza di condanna a 12 anni e 6 mesi di reclusione, più euro 121mila euro di multa, con rinvio per nuovo esame alla Corte di appello di Salerno.

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