Sono trascorsi 32 anni, da quel giorno, che ha sconvolto la vita di tutti i brindisi, due grosse navi mercantili trasportavano 27mila persone provenienti dall’Albania e si avvicinavano alle coste pugliesi. Una cosa mai vista prima, ma la bontà e la solidarietà della gente del sud sempre calorosa e pronta a porgere la mano ancora una volta si è contraddistinta ospitando intere famiglie di immigrati, portando loro cibo e vestiario e sostenendoli nei beni di prima necessità.
Gente distrutta ed affamata, con nulla in tasca solo la speranza di trovare una nuova vita nell’amata Italia, nome che urlavano con i sorrisi sulle labbra ancora prima di sbarcare.
“Io c’ero” dichiara l’on. Mauro D’Attis. Il 7 marzo 1991 a Brindisi arrivarono migliaia di albanesi. Si parla di 27.000 persone. La città, dal suo sindaco Pino Marchionna a ogni famiglia, si mobilitò per accogliere quelli che diventarono i “fratelli albanesi”. Ognuno di noi, che quel periodo lo ha vissuto, ha un racconto. I brindisini dimostrarono una solidarietà senza eguali. La stessa solidarietà che sembrò mancare quando un altro esodo fu gestito malamente nella vicina Bari qualche mese dopo. Sono fiero di essere figlio di questa terra. Onore a coloro che seppero gestire quell’esodo e ai brindisini. Questo quanto ha ricorda l’onorevole Mauro D’Attis, nonché cittadino brindisino, nell’anniversario dell’esodo che ricorre in questi giorni.
