Nella sfida per la conquista del prestigioso titolo di Capitale della Cultura 2025, Pescina si giocherà una carta che potrebbe risultare decisiva per prevalere sulle concorrenti. Carta che ha un nome: rivitalizzazione delle aree interne, per contrastarne la marginalizzazione e lo spopolamento. Pescina in sostanza per vincere la partita non si baserà solo sul proprio patrimonio storico, culturale e religioso (per secoli è stata sede della diocesi dei Marsi), su cui quasi certamente punteranno le altre nove città italiane finaliste, ma propone anche alle istituzioni di investire sulla crescita delle aree più disagiate, valorizzandone le risorse naturali e culturali e impedendone lo smarrimento delle tradizionali identità. Una visione che rientra peraltro nella programmazione della politica di sviluppo e coesione territoriale dell’Unione europea 2021-2027.

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