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LA STRADA È IN SALITA PER LETTIERI

Oltre il Giardino – Elezione Schlein e futuro Pd: ospiti il segretario regionale in pectore, Verrastro e Muscaridola

Di Massimo Dellapenna

Dovrà fare affidamento su tutta la sua capacità di mediazione e su tutta la pazienza appresa nella sua esperienza da amministratore il prossimo segretario regionale del Partito democratico Giovanni Lettieri. Il preambolo della situazione incandescente che aspetta il prossimo segretario è emerso in tutta la sua veemenza nel dibattito che si è svolto a “Oltre il Giardino” su Cronache 76 condotto da un ottimo Leporace. Come il fuoco sotto la cenere, infatti, le differenze umane e politiche, generazionali e sociali che sono nel Partito Democratico e che la scelta del candidato unitario ha tenuto nascoste, esploderanno nei prossimi mesi e Giovanni Lettieri, se vorrà riuscire nel suo difficile compito, dovrà fare in modo di evitare che quello “stringiamoci intorno al segretario” ripetuto come un mantra da tutti non si trasformi in un invito a stringersi intorno al collo del segretario.

CRISTINA D’AVENA SOPPIANTA GUCCINI

Intanto, come ha evidenziato Leporace, la colonna sonora dell’insediamento di Schlein è “Occhi di gatto” che musicalmente prende il posto di Inti-Illimani, Guccini e tutta la vecchia liturgia della sinistra italiana ma che, soprattutto, si contrappone simbolicamente agli occhi della tigre che aveva invocato Letta nella perdente campagna elettorale delle elezioni politiche. Se la scelta di Cristina d’Avena sembra ripercorrere la scelta che Fratelli d’Italia fece invitandola alla sua kermesse invernale, non ha paura Barbara Verrastro a dire che la scelta di un presidente donna è anche il risultato dell’endorsement che la destra ha fatto eleggendo Giorgia Meloni come Presidente del Consiglio dei Ministri, quasi ad ammettere che il rinnovamento del Partito della Sinistra italiana passa dall’emulazione di quanto fatto a destra. Primo Piano 5 mercoledì 1 marzo 2023 www.lecronache.info Se Lettieri ammette chiaramente che Schlein (che lui non ha votato) ha avuto la capacità di portare nel partito un’aria di freschezza e di novità, non è dello stesso avviso Muscaridola che chiaramente fa riferimento al supporto che Franceschini e tanti altri big del partito (anche in Basilicata) hanno dato alla nuova segretaria.

I VECCHI E I GIOVANI

Se l’insuperato maestro del teatro italiano Luigi Pirandello ha scritto il romanzo “i vecchi e i giovani”, questa dicotomia sembra riprodursi in tutta la discussione della sinistra italiana e lucana trasfigurando i poli dialogici in tesserati e simpatizzanti. Uno schema che riproduce chiaramente Vito Santarsiero, primo supporter del nuovo corso del Partito democratico, che nella sua intervista si è lamentato del fatto che il segretario regionale è stato scelto solo dagli iscritti e non con delle primarie aperte da tenere dopo il congresso nazionale. Un’affermazione che lascia basito Muscaridola che ricorda all’ex sindaco di Potenza di essere diventato Presidente del Consiglio Regionale proprio in base ad un accordo di vertice e che non ebbe nulla da ridire quando il segretario regionale La Regina fu eletto solo dagli iscritti e senza avere il timore di ribadire che l’assemblea aperta ai non iscritti elesse Mario Polese attualmente passato in Italia Viva. La questione su come aprire il partito alle energie che si sono palesate nelle primarie aperte, però, è di grande attualità nel dibattito politico interno al Partito Democratico come sottolineato dalla stessa Verrastro che ha evidenziato che la Schlein ha annunciato che aprirà immediatamente il tesseramento 2023 proprio per aprirsi a queste nuove energie. Non un grande novità secondo Muscaridola che ricorda ai “nuovisti” che il Partito ha sempre aperto il tesseramento ogni anni e lo farà anche quest’anno e che aprire il tesseramento significa anche ricordare che il ruolo di decisore delle sorti del Partito compete agli iscritti. La difficoltà a coinvolgere i giovani nella politica non è stata nascosta da Giovanni Lettieri che ha specificato come questo sia un obiettivo di tutto il Partito e che, se questo vento di novità dovesse riuscire nell’intento di farlo, non potrebbero che essergliene grati tutti.

TRA SUD E CATTOLICI

Quello che emerge dalle primarie è che il Nord e le grandi aree metropolitane hanno votato per Schlein mentre il sud ha votato per Bonaccini. In realtà, come evidenziato da Verrastro, quello dell’assenza del mezzogiorno dal dibattito politico nel Pd è un tema ben più ampio, atteso e considerato che nessun candidato veniva dalle regioni meridionali e che i dem non possono essere un partito che guarda della via Emilia al Nazareno se vuole davvero comprendere le questioni politiche di tutta la Nazione. Tutti sottovalutano o fingono di non vedere il rischio di una scissione all’interno dei Dem soprattutto da quella parte di partito che proviene da area moderata e cattolica ma, intanto, Fioroni è già uscito dal Pd e il sindaco di Bergamo Gori ha annunciato che senza una posizione chiara filo occidentale da parte del Partito democratico nella guerra in Ucraina avrà serie difficoltà a restare nel partito. Una contraddizione tra l’essere cattolici democratici e militare in un partito la cui segretaria mette all’apice della sua agenda alcune posizioni inconciliabili con la dottrina cattolica non esiste secondo Vito Santarsiero che dimentica la lezione di San Tommaso secondo cui l’onnipotenza di Dio ha come unico limite l’impossibilità di violare il principio di non contraddizione.

UNA STRADA IN SALITA

Giovanni Lettieri, segretario in pectore del Pd incaricato di ricostruire il Partito sconfitto e lacerato, ha incarnato perfettamente il suo ruolo di equilibrio con la difficile capacità di riuscire a conciliare la mediazione con la posizione politica. Non ha nascosto mai il suo sostegno a Bonaccini e ha preso atto della sconfitta della sua mozione e ha annunciato grandi cambiamenti nel partito. Ha dichiarato di aver avviato un dialogo con la società civile: associazioni di categoria, professionisti, enti di promozione sociale, cooperative etc… ma soprattutto ha detto la sua sul grande tema delle alleanze. Le elezioni di Lazio e Lombardia hanno spiegato chiaramente che il Pd non può andare da solo se vuole vincere e Giovanni Lettieri ha già dichiarato la propria disponibilità ad aprire sia ai Cinque Stelle che a Italia Viva e Azione. Riuscire a tenere insieme le varie anime del Partito democratico, gli scontri generazionali e concettuali e, contemporaneamente, riuscire ad aprire alla società civile e agli altri politici non sarà semplice. Ma, come insegna Giovannino Guareschi, ad una persona allenata ad amministrare nella profonda provincia italiana nulla è impossibile.

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