Un appalto, quello per la realizzazione della palestra a completamento del plesso scolastico in via Ancona di Potenza e per la sistemazione dell’area di pertinenza esterna, 4 cause: a seguito del verdetto nel- l’ultima, dopo oltre 4 anni, tutto torna all’aggiudicazione del dicembre del 2018. Sull’appalto dall’importo a base di 1 milione e 72 mila euro, nel rimpallo tra Tribunale amministrativo regionale (Tar) e Consiglio di Stato il risultato è stato, in via generica, il seguente: il primo accoglieva il ricorso della 2a classificata, la Claps Costruzioni del geometra Donato Claps Sas, il secondo il ricorso della 1a graduata, l’Ati composta dalla Bea di Beneventi E. A. Srl con la Pietrafesa Canio Srl al prezzo netto di 882mila euro corrispondente ad una percentuale di ribasso offerta pari al 17,723%. Punto nodale della controversia, l’isolamento sismico con comparazione tra le costruzioni a comportamento non dissipativo e quelle dotate di isolamento sismico alla base. Sull’impugnazione della prima aggiudicazione, quella citata e risalente al dicembre del 2018, il Tar diede ragione alla 2a classificata, ma il Consiglio di Stato poichè, tra le altre cose, l’avere previsto o meno l’isolamento sismico nelle proposte progettuali, avrebbe potuto incidere, solo sull’assegnazione dei punteggi e non sull’esclusione dalla gara. Per cui, ritenuta insussistente la ragione di automatica esclusione, e condivisa la valutazione del verificatore designato, nel senso della non equivalenza funzionale dell’offerta formulata dall’aggiudicataria rispetto a quella dell’isolamento sismico, il Consiglio di Stato rimise le 2 offerte con relative attribuzioni di punteggi, alla pedissequa valutazione della Stazione appaltante. Nel 2021, la Commissione giudicatrice, all’esito di una nuova valutazione comparativa delle offerte, confermava i punteggi già attribuiti: l’Ati Bea-Pietrafesa, vincitrice. A maggio dello stesso anno, il 2021, “nuova” aggiudicazione e nuovo ricorso, anche quest’ultimo accolto, come il primo, dal Tar di Basilicata. Questo il percorso che ha condotto alla 4 causa, l’impugnazione al Consiglio di Stato, da parte dell’Ati Bea-Pietrafesa, della sentenza sfavorevole. Controllati i verbali, i massimi giudici amministrativi italiani hanno rilevato come la Commissione giudicatrice avesse concretamente rinnovato la valutazione delle offerte tecniche e ha proceduto ad un nuovo ed autonomo confronto le due soluzioni progettuali in contesa, quella della vincitrice e quella, migliorativa, dell’isolamento sismico, della Claps Costruzioni, sotto il profilo della garanzia dei «medesimi livelli prestazionali, nell’ottica del miglioramento del funzionamento strutturale dell’edificio o, come previsto, dal macro criterio dell’aumento della qualità del sistema edilizio», in relazione alle «esigenze perseguite». Varie le valutazioni che hanno condotto a confermare l’aggiudicazione originaria, come, per esempio, che, sotto il profilo “ingegneristico”, poiché la palestra avrebbe avuto un unico solo piano ed era destinata esclusivamente alle attività ginniche, risultasse «pressoché inutile l’effetto contenitivo della percezione del sisma». Così come anche che nella palestra didattica senza la presenza del pubblico, non avrebbero dovuto essere prospetticamente collocati «beni da assoggettare a particolare tutela, quali oggetti d’arte o elementi costituiti da materiali fragili, tanto da potersi apprezzare la totale assenza di vibrazioni, sufficientemente contenute al pian terreno e ampiamente smorzate con la realizzazione di una struttura a comportamento non dissipativo» e che, comunque, la rigidezza della struttura, proposta dal raggruppamento aggiudicatario, fosse «tale da limitare significativamente gli spostamenti laterali e, conseguentemente, già efficace per assicurare il contenimento del danno alle tamponature ed agli elementi non strutturali». In conclusione, in assenza di elementi idonei ad evidenziare «la macroscopica implausibilità della formulata valutazione» da parte della Commissione giudicatrice, la valutazione stessa deve ritenersi, contrariamente a quanto opinato dal Tar, non sindacabile. Ricorso dell’Ati Bea-Pietrafesa accolto e dopo oltre 4 anni e 4 cause, sull’appalto milionario per la realizzazione della palestra a completamento del plesso scolastico in via Ancona di Potenza, la parola fine.

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