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L’ENNESIMO CONSIGLIO DI ISCRIZIONI E MOZIONI

Come la scorsa seduta anche i lavori di ieri non hanno visto leggi approvate o discussioni urgenti all’ordine del giorno. Tutto in stand by

La seduta di ieri del Consiglio regionale lucano è stata, nuovamente, sotto tono. Proprio come la seduta precedente nessuna discussione relativa di nota o presa d’atto o legge approvata. Anche nei lavori di ieri solo iscrizioni e mozioni discusse. Qualcosa ovviamente è da imputare come sempre a delle assenze non da poco tra i banchi del Consiglio e tra gli stessi esponenti della Giunta. Unico a sedere durata dei lavori l’assessore all’Ambiente Latronico che ha avuto anche l’occasione tanto sulle criticità legate al maltempo quanto alla richiesta di ampliare il bonus gas alle chiese lucane di dare la sua. Se però la presenza dell’assessore Latronico ha dato modo di chiarire alcune tematiche altre sono rimaste lettera molta. Non a caso dai banchi dell’opposizione più volte si è sottolineata la costante assenza tanto del presidente quanto degli assessori per affrontare tematiche in atto. E così dalla sanità alle infrastrutture i chiarimenti dovranno attendere. Non è sfuggita qualche polemica anche sull’assenza, ormai da 4 mesi, di un delegato in Giunta per le politiche Agricole. Dopo le dimissioni dell’assessore Cupparo la postazione è ancora vacante. L’assessore Latronico ci ha tenuto però a precisare che le questioni del- l’agricoltura, avendo Bardi acquistato tali deleghe, sono comunque oggetto e interesse della Giunta. A crederci ben poco non solo l’opposizione ma anche qualche operatore del settore che soprattutto dopo il mal tempo e gli ingenti danni ha sollecitato che ci sia quanto prima un interlocutore diretto. A far pesare l’assenza, a quanto pare proprio per la mancata decisione sulla delega all’agricoltura, è il forzista Francesco Piro che anche ieri non ha partecipato ai lavori. Ad accendere l’ennesima discussione sulla gestione “verticistica” del governatore Bardi il consigliere Zullino che ha sottolineato come per “la pieni poteri” in atto numerose approvazioni non necessitano più di una discussione in Consiglio. Insomma, toni pacati e assestamenti politici ancora tutti da stabilire.

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