Le Cronache Lucane

“FARE RETE” TRA SFIDE E OPPORTUNITÀ PER RENDERE COMPETITIVO IL COMPARTO AGRICOLO IN BASILICATA

Il convegno organizzato dall’Alsia in sinergia con la Regione e il Crea al cui centro c’è “Il sistema della conoscenza e dell’innovazione” nell’agricoltura

“Il sistema della conoscenza e dell’innovazione nel comparto agricolo della Basilicata” è il cardine del convegno organizzato dall’Alsia (Agenzia Lucana di Sviluppo ed Innovazione in Agricoltura), la Regione Basilicata e il Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) – svoltosi nella giornata di ieri presso l’Hotel Giubileo di Pignola (Pz) in località Rifreddo – e che ha visto l’interconnessione tra i vari soggetti coinvolti e gli ambiti di attività quali la formazione, la consulenza, la ricerca e la trasferimento tecnologico. «Conoscenza e innovazione in agricoltura – spiega il direttore Alsia Aniello Crescenzi – sono il fulcro dell’agricoltura stessa. Il mondo agricolo, infatti, soffre moltissimo dell’acquisizione di nuove innovazioni, di nuove conoscenze, proprio perché ci troviamo ad operare in un settore dove il livello professionale e culturale degli addetti che vi operano al suo interno è mediamente basso, rispetto agli altri settori produttivi regionali. Meno dell’8% degli imprenditori agricoli – prosegue Crescenzi – posseggono una laurea, la stragrande maggioranza di questi, ben oltre il 50%, anzi , hanno un titolo di scuola media inferiore». «La produzione di innova- zioni per il settore agricolo – evidenzia il direttore dell’Alsia – è uno di quei asset fondamentali per favorirne il suo sviluppo. E ovviamente questo, se non accompagnato da un buon processo di condivisione e trasferimento delle competenze, non ha riscontri di miglioria del settore agricolo». Dunque, combinare le migliori competenze scientifiche e le imprese per “fare rete” e rendere l’agricoltura italiana, e in particola quella lucana, più competitiva, resiliente e sostenibile. Sono questi alcuni degli obiettivi strategici dell’Alsia in sinergia con Anarsia (Associazione tra le Agenzie e gli Enti Regionali per lo Sviluppo e l’innovazione Agronomici e Forestali) per creare il perno di un’azione finalizzata a rafforzare il modello interattivo di innovazione quale strumento efficace per promuovere la condivisione delle conoscenze e dell’innovazione. «Fare rete è strategico – enfatizza Crescenzi – poiché il risultato fattivo e concreto si può ottenere se i diversi attori coinvolti, tra i produttori delle innovazioni, tra i divulgatori e, ovviamente, gli informatori hanno al centro di questo loro sistema di interelazione l’agricoltore. Non può non essere inserito in un “sistema a maglie” – conclude Crescenzi – altrimenti, se continuiamo a lavorare per comparti stagni rischiamo sì di avere delle innovazioni ma che restano all’interno dei centri di ricerca che la producono senza che venga poi condivisa e profusa altrove». Il convegno propone una visione – tanto nazionale quanto regionale – sulla situazione attuale del comparto agricolo per creare il perno di un’azione finalizzata a rafforzare il modello interattivo di conoscenza e innovazione quali strumenti efficaci per promuovere l’agricoltura e che possa contribuire, di conseguenza, alla pianificazione e all’organizzazione futura di AKIS – ovvero “Agriculture Knowledge and Innovation Systems”, che è considerato come un approccio sistemico che definisce un ruolo centrale alle organizzazione di persone e istituzioni che utilizzano e producono conoscenza e innovazione per l’agricoltura e per i settori correlati – specie in Basilicata, stimolando il dibattito e il confronto. Puntando non tanto sulle differenza, specie quella tra Nord e Sud dell’Italia, bensì sui punti di forza che la Basilicata ha da offrire. «Io non parlerei di differenze tra Nord e Sud – spiega il presidente Anarsia Nicola Dell’Acqua – questa volta, invece, concentrerei l’attenzione sulle peculiarità che vi sono tanto all’interno del Sud che all’interno del territorio del Nord Italia. E siamo qui proprio perché, ad esempio, la vivacità della Basilicata è non comune, quasi dalla coltura atipica, e siamo qui ad imparare dal questa regione, noi del Nord. Quindi – conclude Dell’Acqua – non limiterei il tutto a un divario tra Nord e Sud, bensì di giuste differenze all’interno del singolo territorio: la Basilicata, con la sua dimensione riesce a fare formazione oltre che all’agricoltore stesso, anche alle aziende agricole e negli imprenditori».

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