Lo scorso 20 gennaio, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia nella massima assise cittadina di Matera, ha presentato al sindaco Bennardi un’interrogazione sulla messa in esercizio dell’eliporto della zona “La Martella”. Nelle premesse dell’interrogazione presentata, è stato presentato dai consiglieri Augusto Toto e Mario Morelli tutto il percorso di nascita della struttura. Approvato con una delibera di Giunta regionale nel lontano 2017 in vista dell’anno da Capitale europea della cultura, l’eliporto doveva essere realizzato “per l’attivazione di un servizio di collegamento ai fini turistici”. Sempre nello stesso anno è stato approvato il preventivo per la costruzione dell’impianto che ammontava ad 800mila euro. Appena un anno dopo, con l’avvenuta conferma dell’importo preventivo, veniva approvato il progetto definitivo/esecutivo dell’impianto. Ma è solo nel mese di maggio 2019 che i lavori sono stati appaltati alla ditta Troiano Sas con sede legale a Baragiano (PZ), verso corrispettivo di 362,904,40 euro. E risale appena all’anno 2021 l’approvazione dello Stato finale «ed il Certificato di collaudo tecnico-amministrativo, redatto dal tecnico interno, Ing. Pietro Carosone, con il quale il collaudatore dichiara che i lavori sono stati eseguiti secondo il progetto e la perizia tecnica, salvo lievi modifiche entro i limiti dei poteri discrezionali della direzione tecnica dei lavori e, pertanto, collaudabili», continuano Toto e Morelli nelle premesse dell’interrogazione. Tuttavia «i lavori appaltati prevedevano una pista idonea all’atterraggio della quasi totalità dei modelli di elicotteri civili, anche di notevoli dimensioni con una elistazione di 205 metri quadrati di superficie, una struttura che doveva ospitare un front office che doveva avere la funzione di biglietteria e punto informazioni, una strada di accesso e un’area di sosta che doveva ospitare 30 vetture»; e, ancora, «sono decorsi 20 mesi da quando i lavori per la realizzazione di un’area attrezzata nell’area industriale di La Martella per l’atterraggio degli elicotteri privati sono stati liquidati e collaudati, da un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi, l’infrastruttura destinata ad eliporto che doveva essere utilizzabile da subito, sembrerebbe che abbisogna di ulteriori investimenti per la messa in esercizio». Quello che però di più stupisce il Gruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Comunale di Matera è che «Documento Unico di programmazione 2023/2025 approvato lo scorso 29 dicembre, non si fa alcun cenno a questa infrastruttura e alla sua messa in esercizio». Infine, specificano Toto e Morelli, di aver interrogato il sindaco «per sapere i motivi per il quale l’eliporto realizzato con fondi pubblici non è stato inserito nel DUP 2023/2025 per dare risposte a quella domanda di un turismo d’élite e creare quel servizio di collegamento in elicottero tra Matera e Maratea e offrire ai visitatori internazionali la possibilità di spostarsi celermente da un gioiello all’altro della Lucania; per conoscere i motivi che impediscono la messa in esercizio dell’eliporto realizzato nell’area industriale di La Martella oggi in stato di totale abbandono»; e per ultima cosa, «per saper quali determinazioni urgenti questa Amministrazione comunale intende adottare per rendere operativa quest’area attrezzata per l’atterraggio degli elicotteri privati». Pare infatti che l’Amministrazione non abbia affatto considerato l’infrastruttura voluta dalla Regione nel lontano 2017 e che preferisca non procedere alla messa in esercizio di un eliporto che consentirebbe alla Città e alla regione l’incremento di un turismo definito di élite.
