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SCIOPERO CGIL E UIL: «MANOVRA DI BILANCIO INIQUA DUE VOLTE, PER IL PAESE E LA BASILICATA»

In concomitanza con 11 regioni, si è svolto anche a Potenza lo sciopero di 4 ore contro le scelte del Governo Meloni. Tra i temi affrontati: Sanità, Lavoro, Flat tax e autonomia

Si sono svolte anche a Potenza – in concomitanza di un calendario ben più ampio di mobilitazione nazionale – le 4 ore di sciopero generale proclamate da Cgil e Uil per manifestare contro una manovra che le sigle sindacali considerano «socialmente iniqua due volte: per le conseguenze sul Paese e quelle catastrofiche sul Sud e dunque sulla Basilicata». Si ferma la Scuola, il Trasporto Pubblico Locale e i mezzi delle Ferrovie Appulo Lucane per una mobilitazione regionale anche nella città di Potenza – svoltasi in contemporanea con altre 11 rgioni italiane – finalizzata, anch’essa, a far modificare, nell’iter di approvazione della manovra in Parlamento, le richieste tese ad affrontare le emergenze del Paese che stanno peggiorando la condizione delle persone, aumentano le disuguaglianze sociali e territoriali, specie tra Nord e Sud. Un’occasione per i sindacati lucani per porre al centro anche del Governo Regionale le maggiori criticità che riguardano la Basilicata. In sintesi, secondo i sindacati, la manovra del Governo «penalizza il mondo del la- voro dipendente e mortifica le aree di precariato del nostro Paese, è iniqua in parti- colare su fisco, pensioni e trattamento salariale». Per il segretario regionale della Uil Vincenzo Tortorelli «non si guarda al Paese reale ma ad interessi specifici. La manifestazione di Potenza che riprende le rivendicazioni della piattaforma decisa unitariamente per determinare le condizioni di futuro della Basilicata segnerà la stretta relazione tra gli obiettivi nazionali e regionali del sindacato lucano. La reintroduzione dei voucher – ha aggiunto – sono il segno della volontà di accrescere la precarizzazione ed annullare i diritti contrattuali dei lavoratori. Siamo fortemente preoccupati per le proposte che provengono dalla bozza di riforma della cosiddetta autonomia differenziata delle Regioni che rischia di spaccare ulteriormente in due il Paese e per il futuro dell’istruzione. Per questa ragione è iniziata da alcune settimane la campagna di raccolta di firme per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare, sostenuta da Uil Scuola Rua e Uil confederale, per contrastare l’autonomia differenziata nel sistema pubblico di istruzione, causando tra le tante problematiche effetti devastanti sulla contrattazione nazionale e possibili differenziazioni salariali territoriali». Secondo il segretario regionali della Cgil Angelo Summa «anche settori della maggioranza di Governo si sono resi conti che la manovra non contiene un euro perle tasche delle famiglie e dei lavoratori e per il Sud facendo ricorso ad una grande mole di emendamenti per tentare di rimediare. Ma il Mezzogiorno e la Basilicata non hanno bisogno di spiccioli quanto di sostegni adeguati. Noi – ha continuato Summa – avevamo indicato dove prendere i soldi, a partire dagli extraprofitti che il Governo riduce al 50% e solo ad alcune aziende, per 2,6 miliardi complessivi contro i 13 miliardi ipotizzati dal Governo Draghi e “salvando” proprio le grandi società petrolifere ed energetiche che hanno fatto grandi profitti in questa lunga fase di crisi energetica. Non è con i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) che si rende possibile il superamento del divario Nord-Sud se poi si aggravano le condizioni della sanità e di altri servizi essenziali peri lucani e le popolazioni meridionali. Rifiutiamo il destino delle previsioni di nuova povertà e disagio sociale». Summa e Tortorelli hanno infine riferito che ,anche se non è stato possibile tenere assemblee nei luoghi di lavoro, attraverso segretari di categoria e delegati, si è registrato un grande livello di mobilitazione e di condivisione per lo sciopero, molto sentito per le condizioni di forte arretramento sociale ed economico di lavoratori e famiglie. «Lo sciopero – hanno dichiarato i due segretari – è lo strumento che resta al sindacato senza sconti a nessuno, come è accaduto per il precedente Governo Draghi e come ac- cadrà per il Governo Melo- ni». Al termine della manifestazione è stato chiesto un incontro al Prefetto di Potenza per la consegna di un documento che faccia il punto sui temi discussi in piazza e che avvii una richiesta di revisione della Manovra finanziaria del Governo Meloni tra Sanità. Fisco, Lavoro precario, Flat tax e tassazioni di stipendi e pensioni.

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