Le Cronache Lucane

«RIVINCEREMO LE REGIONALI»

Prima uscita pubblica per il neo commissario regionale della Lega che traccia il solco per il rilancio del partito. Pepe conferma la fiducia al Gen ma avverte: «Elaboriamo una proposta politica seria»

Ha le idee chiare sulla “cura” che serve alla Lega di Basilicata per risanarsi. Pasquale Pepe nella sua prima uscita pubblica da coordinatore regionale del Carroccio ha messo in chiaro che da oggi in poi la parola d’ordine è una sola: lavoro. Dopo anni di commissari extraregionali il Carroccio di Basilicata ritorna nelle mani di un lucano. Matteo Salvini ha deciso che per rimettere ordine in uno dei partiti più litigiosi in regione (probabilmente secondo solo al Partito democratico) servisse un lucano. È l’uomo giusto non poteva che essere Pasquale Pepe, ex senatore, sindaco di Tolve e da anni leader indiscusso del territorio lucano. Un curriculum non di poco conto se si considera che proprio ora si arricchisce di un altro prestigioso tassello oltre al coordinamento regionale: sarà consulente per il Sud del ministro Salvini. Pasquale Pepe succede in Basilicata a Roberto Marti. La situazione ereditata come lui stesso ha confermato non è certo idilliaca, d’altronde quello accaduto in Consiglio regionale ne è solo un esempio. Però è cosa risaputa anche sul territorio il Carroccio lucano ha perso lo smalto iniziale che gli aveva portato ad eleggere alle scorse elezioni Peppe come senatore, mentre ora non è stato eletto nessun rappresentante parlamentare, essere il gruppo in Consiglio regionale più rappresentativo, avere l’unico sindaco leghista del Sud a Potenza e aver incassato l’adesione di numerosi amministratori sul territorio che però ora hanno cominciato a guardarsi intorno. Sono tante le questioni da affrontare per rimettere in sesto la Lega ma Pepe con la sua solita verve che lo contraddistingue si dice pronto ad alzarsi le maniche e ricomporre il partito.

LA RICOSTRUZIONE

«Abbiamo tanto da fare e c’è molto da lavorare». Esordisce così Pasquale Pepe nel tracciare la traiettoria che il partito dovrà seguire per ritrovare lo slancio che aveva tempo fa. Nella sua prima uscita pubblica Pepe ha chiamato al suo fianco, il vicepresidente della Giunta regionale e assessore alla Sanità, Francesco Fanelli e il capogruppo in Regione della Lega , Pasquale Cariello. I maggiori esponenti del Carroccio sono tutti d’accordo sul fatto che serve «strutturare il partito. Individuare i ruoli con le persone giuste e radicarsi sul territorio». Per fare tutto questo «bisogna elaborare una proposta politica seria che serva a sostenere lealmente il Presidente Bardi attraverso i nostri delegati in Giunta e i consiglieri regionali».

UN PARTITO DA RISANARE

«Lavoro, lavoro e lavoro» sono queste le parole che vengono in mente al neo commissario se pensa su cosa basare il suo nuovo incarico. «C’è da risanare e ricucire -ha evidenziato-. Occupare inoltre alcune zone scoperte, a cominciare da Matera città. Ma bisogna farlo con coraggio e entusiasmo, mettendo alla base visione e idee».

UNA LEGA DEL 9%

Messa da parte la delusione per non essere stato rieletto tra gli scranni romani, Pepe resta comunque fiero del risultato raggiunto nella tornata elettorale delle politiche. La ripartenza, infatti sottolinea il neo coordinatore, parte dal risultato conseguito all’ultima tornata elettorale che vuole gli uomini di Salvini al nove percento in Basilicata. «Ho l’onore di guidare la Lega del 9%. Un risultato straordinario che abbiamo raggiunto solo due mesi fa senza quei “pezzi” che hanno remato contro il partito». Il riferimento è stato fin troppo chiaro a Massimo Zullino e Giovanni Vizziello, i consiglieri dissidenti che ora ufficialmente usciti dal Carroccio non hanno certo nascosto il loro poco interesse nel fare campagna elettorale per i rappresentanti lucani. Pepe però ha preferito non soffermarsi su chi ha deciso di abbandonare il partito ma ha voluto sottolineare che nonostante tutto si tratta di un «partito in salute. Una Lega che guarda alle donne e agli uomini e a tutti i ragazzi che sono appassionati al progetto di Matteo Salvini».

GLI OBIETTIVI

La strada che attende Pepe è certamente in salita ma con il solito entusiasmo che lo contraddistingue Pepe ha già pensato al prossimo obiettivo: «Rivincere le elezioni regionali, senza farci fregare né dalla schizofrenia di chi magari prima era con noi né dal tranello delle opposizioni, che si sono frantumate». Il neo coordinatore pur guardando avanti non dimentica chi ha abbandonato il partito ma soprattutto chi ora pro- va a tendere mani a Bardi. Ma se sulla Regione la sfida da costruire deve avere solide basi, al Comune di Potenza Pepe guarda con più ottimismo: «I partiti hanno rinnovato assoluta fiducia nei confronti di Mario Guarente che ha fatto un lavoro eccellente. Io dopo l’ultimo Consiglio comunale ho sentito tutti i segretari regionali dei partiti e non è in discussione nulla. Riunirsi in maggioranza e rielaborare non è dovere della politica. Non si accenna a nessuna sfiducia e a nessuna crisi. Siamo certi che in questo anno e mezzo Mario Guarente e la sua squadra faranno ancora meglio». «Il nostro obiettivo è quello di sostenere l’amministrazione comunale di Potenza e sostenere il governo regionale – ha aggiunto- . Abbiamo un anno e mezzo che è niente, ma se riusciamo a focalizzare l’attenzione su tre – quattro punti che sono nell’interesse esclusivo dei lucani vorrà dire che ci meritiamo la riconferma della loro fiducia quando ritorneremo alle urne».

LA STRETTA SU BARDI

Nessun rapporto incrinato con il presidente della Regione Bardi, nonostante alcune volte proprio Pepe non ha nascosto delle critiche a questo governo regionale. Massima stima nei confronti del governatore quindi che per ora viene confermata, come evidenziato durante un incontro tra loro: «Abbiamo parlato di temi e di dissesto idrogeologico, della nuova governance dell’acqua e di sostenere dopo il grande successo del gas gratis alle famiglie anche quello verso le imprese. Partiamo da questi temi noi, poi se si dovessero porre con responsabilità altre questioni non rifugiamo al confronto. Ma partiamo da ciò che serve ai lucani e non da ciò che qualcuno auspica con riguardo alle poltrone. Partiamo dai lucani e poi da quello che strumentalmente serve a soddisfare le esigenze dei lucani».

Maria Fedota

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