Le Cronache Lucane

IL CONSIGLIO DELLE VARIABILI

Numeri, mozione di sfiducia a Bardi e il duo Leone-Piro che scalda i motori: incognite e varianti. Dopo quasi 3 anni rientra Giorgetti: all’ordine del giorno sua mozione presentata nel 2019

Oggi in Consiglio Regionale sarà il giorno di Giorgetti, dopo tre anni di processo finalmente il Consiglio di Stato ha deciso che è lui l’eletto dei Cinque Stelle. Un travaglio lungo e articolato che ha portato il Consigliere ad entrare dall’aula, ad uscire e, finalmente, a farvi definitivamente ritorno. Il Consiglio regionale dovrà prendere esclusivamente atto della situazione e immetterlo nelle sue funzioni, non serve né votazione né altro, ha deciso il Giudice. Sarebbe un fatto piuttosto semplice senza effetti politici, una cosa sulla quale interrogarsi ben poco se non ci trovassimo al cospetto del più caotico e disarticolato Consiglio Regionale della storia della politica nella quale ogni minimo movimento anche occasionale può causare cambiamenti epocali.

LA SFIDUCIA O NO?

Non sarà all’ordine giorno domani, ma sarà oggetto della capogruppo la calendarizzazione del voto sulla mozione di sfiducia. Vediamo l’ipotetico quadro futuro Le opposizioni la settimana scorsa hanno depositato la mozione di sfiducia contro il Governo Bardi, le firme sotto il documento sono 10, fra di esse non c’è quella di Giorgetti ma quella di Carlucci che, però, nel frattempo non è più consigliere regionale per decisione giudiziaria. Sarà così Giorgetti a dover decidere cosa votare su una mozione di sfiducia che non ha presentato e che, se approvata, determinerà lo scioglimento del Consiglio Regionale con conseguente fine immediata del Consigliere nel Parlamentino di via Anzio. Per orientarsi in ciò che è accaduto, accade o potrà accadere in via Anzio serve la bussola e un navigatore satellitare con il supporto di un buon libro di bordo e, così, è opportuno ricordare cosa potrebbe accadere in ogni singola situazione. Allo stato attuale i Consiglieri Regionali che possono presenziare alla prossima adunata del Consiglio Regionale sono 19, Rocco Leone risulta sospeso mentre Piro, pur non essendo sospeso, non può andare in Consiglio Regionale senza autorizzazione giudiziaria che è stata una volta concessa e una volta negata. La coalizione di governo può contare astrattamente su 9 voti, la mozione presentata dalle opposizioni ha 10 firme ma una dei 10 firmatari non è più consigliere regionale. Se Giorgetti volesse onorare il suo mandato e votare la mozione comunque non ci sarebbero i numeri per una sfiducia ma si arriverebbe alla conclusione politica di un Consiglio Regionale nel quale la coalizione di governo è minoranza.

IL CONSIGLIO DELLE VARIABILI

In nessuno dei due casi la mozione avrebbe la possibilità di essere approvata con i soli voti dell’opposizione, ne servirebbero 11, la minoranza più Zullino e Vizziello arriva a 10 voti. Come nel gioco del tetris, però, le variabili sono molteplici. Fino a quando si voterà la mozione di sfiducia potrebbe essere risolta in un senso o nell’altro la questione dei consiglieri sottoposti a misura cautelare. Il Riesame ha – al momento – ridimensionato molto la portata delle accuse e, quindi, non è da escludere che Leone e Piro possano tornare in libertà. Che tutto ciò giovi alla maggioranza o all’opposizione è tutto da verificare, però. Piro nella sua ultima apparizione in Consiglio ai nostri microfoni ha detto che non si sente più parte organica della maggioranza e che deciderà volta per volta come votare, Leone non ha rilasciato dichiarazione e non è facile prevedere la sua eventuale posizione.

IL RITARDO CRONICO

Ci sono alcuni aspetti di involontaria comicità nell’Ordine del Giorno del Consiglio Regionale di oggi tra i quali spicca al punto dieci dell’Ordine del giorno la discussione su una mozione presentata da Giorgetti e Perrino sulla «mappatura, classificazione e riqualificazione della rete idrica regionale». Non potendo immaginare che sia stata presentata mentre attendeva di entrare in Consiglio è più verosimile che Giorgetti abbia presentato questa mozione nei primi mesi della legislatura prima di essere destituito dal Tar. I tempi della giustizia sono notoriamente lenti in Italia ma è veramente sorprendente scoprire che nulla è più lento del Consiglio Regionale di Basilicata. Ha fatto prima Giorgetti a svolgere tutti i gradi di giudizio che il Consiglio Regionale a discutere una mozione presentata dallo stesso. Riuscire ad essere più lenti della Giustizia italiana è un record ascrivibile a questa legislatura che difficilmente sarà battuto da qualsiasi organismo in qualsiasi posto del mondo.

Di Massimo Dellapenna

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