Le Cronache Lucane

«UNICO INTERESSE IL BENE DEI LUCANI»

Il Presidente della Regione rompe il silenzio sulla situazione politica, sulle crisi dei partiti e sull’autonomia. Sui predecessori che lo criticano Bardi: «Si dimenticano dei disastri del passato»

L’aveva azzeccato Fausto Devoti nel suo intervento l’altro giorno su queste colonne. Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, vola alto e lo conferma con questa intervista esclusiva rilasciata a Cronache e che lo stesso Devoti commenta nelle pagine a seguire analizzando anche come la differenza di vedute sull’autonomia con i colleghi del Sud abbia ben donde, anche da un punto di vista delle condizioni politiche. E poi, sempre nel suo stile, sulle lacerazioni del centro sinistra, il presidente giganteggia.

Presidente Bardi, tanti la tirano per la giacchetta, tutti si agitano, ma Lei sembra il più calmo e sereno di tutti…

«Guardi, vivo tutto con grande serenità. Non ho interessi personali, ambizioni politiche o altro da inseguire, ma solo il bene dei lucani. Finché potrò adoperarmi per la mia terrà, sarò al mio posto. Forse è questo che mi dona serenità»

Nonostante la sua serenità, i numeri in Aula non le sorridono…

«Non ricordo un sorriso a dire il vero, perché sin dall’inizio i personalismi non sono mancati. Però ormai ci sono abituato. E poi viviamo una situazione di limbo, tra inchieste, surroghe e sentenze varie. Era difficile immaginare un quadro così fluido. Posso solo appellarmi al senso di responsabilità dei rappresentanti del popolo lucano, in questo momento di crisi inaspettato. E che sinceramente dopo la pandemia non ci voleva».

In effetti la guerra dopo il Covid, la sorte non l’ha aiutata.

«Eppure abbiamo reagito in entrambi i casi. Abbiamo fatto una campagna vaccinale con numeri straordinari, lodata da tutti e poi abbiamo reagito alla guerra e alla crisi energetica con il “gas gratis a tutti i lucani” e il bando per i non metanizzati. Due cose che – comunque vada – resteranno nella storia della Basilicata. E intanto arrivano le prime bollette con lo “sconto”. Poi c’è il turismo, che va a gonfie vele. Le cose vere contro il chiacchiericcio della politica»

A proposito di politica, la accusano di aver rotto il fronte dei governatori del Sud contro l’autonomia. Come replica?

«Che ho un rapporto eccellente con i colleghi del Sud e le mie interviste mi sembrano perfettamente in linea con quanto detto da Roberto Occhiuto e altri: prima i LEP, prima il superamento della spesa storica e poi tutto il resto. Rispetto ai miei colleghi di Campania e Puglia, ho due differenze: non devo confrontarmi con il congresso del Pd e se si parla di autonomia nel campo dell’energia, la nostra Basilicata ha una specificità da tutelare. E non parlo solo di gas e petrolio».

A cosa allude?

«Penso alle rinnovabili. Noi abbiamo bisogno di dare un beneficio tangibile ai territori che subiscono le conseguenze degli impianti eolici e anche di quelli fotovoltaici: bisogna compensare i cittadini e le imprese per i danni che subiscono. Non può essere un gioco a somma zero. Le rinnovabili sono il futuro, nessuno lo discute. Ma è indiscutibile anche che creano pochi posti di lavoro, rovinano il paesaggio e soprattutto al momento l’energia prodotta non resta sul territorio. Infine c’è il tema dell’acqua, che stiamo risolvendo con la Puglia dopo tanti anni di stallo. Ci sono decine di milioni di euro in ballo. Che servono per ridurre le perdite delle reti colabrodo di Acquedotto lucano che abbiamo ereditato. Questa è la cosa che più mi fa arrabbiare».

Cosa, Presidente?

«In questa regione si dimentica dei disastri del passato, che ci impediscono di programmare il futuro in maniera seria. C’è una classe dirigente, non solo politica, che vorrebbe un colpo di spugna per cancellare le proprie responsabilità. E che si permette anche di fare la morale, di dare lezioni, di scrivere “fate così” oppure “quando c’eravamo noi c’era la politica…”. Abbiamo visto i risultati della grande “politica”. Un atteggiamento un po’ snob e molto surreale. Sul passato non può esserci alcun colpo di spugna, semmai servirebbe autocritica e analisi, non solo perché ci sono responsabilità di facile individuazione, ma soprattutto perché gli errori del passato non condizionano solo il passato, ma il futuro. Noi avremo fatto tanti errori, ma ogni giorno ne scopriamo una nuova»

Cosa si augura per il 2023?

«La pace, innanzitutto. Le immagini della guerra in Europa mi feriscono profondamente. La salute, per tutti e anche per me. E poi di poter continuare sul percorso che abbiamo tracciato. Con il Governo Meloni abbiamo possibilità inedite per dare un futuro a una terra, la nostra Basilicata, che ha tanti limiti, tanti problemi antichi, ma anche tanti giovani desiderosi di voltare definitivamente pagina. Bisogna liberare la Basilicata una volta e per tutte dalle incrostazioni del passato. Speriamo di avere la forza di farlo nel 2023 e nel 2024, per poi sottoporci al giudizio dei lucani».

 

Maria Fedota

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