Le Cronache Lucane

ATTIVITÀ ISPETTIVA, CDX IN CRISI

La Giunta snobba l’Assise post strappo Zullino-Vizziello e il Pd sulle mancate risposte pronto ad andare dal Prefetto. Depositata mozione sfiducia a Bardi, la firmano in 10: un dissidente in più e tutto finisce

La crisi politica che ha colpito la maggioranza di centrodestra alla guida della Regione Basilicata si abbatte come un tornado anche sull’attività amministrativa. L’escamotage del centrodestra di affrontare un Consiglio regionale sulla sola attività ispettiva ed evitare così la conta per il numero legale, dopo l’uscita dalla maggioranza dei due dissidenti leghisti(ormai ex) Vizziello e Zullino e le assenze giudiziari di Piro e Leone, non ha salvato dal giudizio più che negativo la maggioranza. La seduta di ieri, cominciata come da prassi con oltre un’ora di ritardo si è conclusa (anche in questo caso come da prassi) dopo soli 60 minuti circa di lavori. È bastato che il consigliere regionale del Partito democratico, Roberto Cifarelli, sottolineasse come dall’avvio della legislatura siano state «solo due le sedute dell’Assise dedicate all’attività ispettiva» per alzare i toni della discussione. Cifarelli ha inoltre sottolineato: «Ho richiesto la risposta scritta a tutte le mie interrogazioni e ne ho ricevuto solo il 40 per cento. Sollecito il Presidente Cicala a farsi portavoce di tale legittima istanza nei confronti della Giunta regionale, altrimenti mi vedrò costretto a rivolgermi al Prefetto». Il presidente del Consiglio Carmine Cicala, pur consapevole del forte svantaggio causato non solo dalla situazione politica che investe il centrodestra ma anche dall’assenza ai lavori sia del governatore Bardi che dei suoi assessori (fatta eccezione di Fanelli e Galella) tale da indispettire le minoranza, si è subito risentito delle accuse mosse dal dem e ha sospeso la seduta. Cicala probabilmente non si è reso conto della posizione disvantaggio in cui si trova ora il centrodestra. E pur se legittimamente, ha preferito interrompere i lavori e convocare la capigruppo per provare a mettere una “pezza” all’attacco di Cifarelli. Ma in realà ha solo esasperato gli animi. Infatti, le minoranze già indispettiti dalle assenze di quasi tutta la Giunta, fatta eccezione per il vicepresidente Fanelli che però a quanto pare non si sarebbe mostrato preparato su ogni singolo tema chiamato in causa nelle interrogazioni, hanno chiarito che senza risposte chiare non si poteva proseguire con i lavori. Una richiesta più che giusta quella delle opposizioni se si tiene conto che proprio per tendere la mano alla maggioranza avevano approvato che la seduta fosse solo ispettiva, con la sola condizione che a partecipare ci fosse almeno un membro della Giunta (incaricato da Bardi) a rispondere sui singoli temi sollevati. Fanelli pur essendo vicepresidente della Giunta in realtà si è mostrato poco adatto al ruolo di portavoce di tutti i suoi colleghi. E anche sulla sanità, avendo avuto da poco l’incarico con l’enorme mole di problemi ereditata dal suo predecessore, si è mostrato poco preciso. Infatti, non a caso Braia e Cifarelli hanno chiesto un Consiglio dedicato sul tema sanitario, visto anche le recenti proteste in piazza di sindacati e operatori del settore. La seduta si è poi sciolta, con la sola promessa riparatrice di Cicala di sollecitare il Governo regionale affinché presti la dovuta attenzione alle richieste che provengono dai consiglieri regionali. Messe da parte le parole di Cicala, per quanto nell’occasione ritenute giuste, è chiaro che il centrodestra anche questa volta non ne esce bene. La prima seduta dopo l’uscita dalla maggioranza di Vizziello e Zullino doveva certamente essere un esame da passare a pieni voti. Con la presenza in Aula dell’intera Giunta o almeno con qualcuno più che preparato sull’attività ispettiva (tenendo conto che ci sono interrogazioni che ormai sono anche superate) per mostrare alle minoranze che è ancora possibile governare. Ma visto l’andamento dei lavori e la poca diplomazia anche di chi riveste ruoli istituzionalmente rilevanti è impossibile anche solo assegnare la sufficienza per la buona volontà. Anche quella sembra essere ormai qualcosa che il centrodestra non è in grado di garantire.

Maria Fedota

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