Le Cronache Lucane

IL PD NON PERDONA LA REGINA LA SFIDUCIA PASSA A MAGGIORANZA

Il giovane dem non è più il segretario regionale del partito. Dopo solo 9 mesi dalla sua elezione i maggioritari del partito preferiscono una nuova guida. Nonostante l’esito scontato non rassegna le dimissioni e lascia tutto nelle mani dell’Assemblea : 63 voti di sfiducia, 7 astenuti e nessun contrario

Raffaele La Regina non è più il segretario regionale del Partito democratico. L’Assemblea di ieri che si è svolta al Giubileo Hotel a Potenza, ha definitivamente decretato dopo solo 9 mesi dalla sua elezione, la fine della direzione del giovane segretario al partito regione. Nonostante in questi giorni La Regina non abbia fatto nulla per ricucire quello strappo creatosi con i trentacinque componenti della direzione regionale che il 10 ottobre scorso avevano presentato la mozione di sfiducia ieri ha preferito ugualmente non presentare le sue dimissioni e attendere che a decretare il suo futuro fosse l’Assemblea. Probabilmente un atto teso a voler rappresentare quell’ultimo spiraglio di orgoglio al motto di «a testa altissima», urlato a squarcia gola dopo la consegna della mozione di sfiducia. I numeri, però, non sono stati clementi con il giovane dem: 63 voti di sfiducia, 7 astenuti e nessun contrario. Quasi la totalità dei partecipanti ha ritenuto giusto avviare un nuovo percorso per il partito che non comprendesse la guida di La Regina. Nessuno a quanto pare ha perdonato all’ex segretario la scelte fatte negli ultimi mesi che più che portare il partito ad una nuova rinascita lo hanno seppellito sotto enormi macerie. Dalle elezioni di Policoro dove nessuna lista è stata presentata alla alleanza con i 5Stelle alla Provincia di Potenza, fino alla candidatura personale come capolista a Roma silurando i prescelti dall’Assemblea regionale. Sono solo alcune delle responsabilità che vengono addossate a La Regina, reo per i più di non aver saputo opporsi anche ai diktat romani. Solo qualcuno come Santarsiero e Lacorazza, una minoranza poco significativa, hanno provato fino a ieri a difendere le sorti dell’ex giovane segretario. Una difesa che però la maggior parte a quanto pare non ha gradito preferendo invece appellarsi alla necessità di una guida di esperienza capace di traghettare i dem in questo momento non facile. Non solo. La scelta di “denunciare” pubblicamente chi aveva votato contro la sua sfiducia non ha aiutato la posizione di La Regina. In molti, hanno visto in questo atto un attacco poco pensato e più rancoroso. Soprattutto perchè invece di servire a creare una riflessione veritiera sulla situazione che si era venuta a creare ha finito per lacerare ancora di più i già precari equilibri interni. Probabilmente la scelta comunicativa di La Regina, come hanno mostrato già si suoi post “vecchiotti” che gli sono costati una candidatura, non è stata poi così tanto esilarante. Il prossimo passo sarà quello di una nuova Assemblea che questa volta dovrà davvero puntare sul cavallo giusto. Certo è che La Regina passerà probabilmente alla storia come il segretario più “breve” alla guida del Pd Basilicata, capace di rendere anche chi lo aveva appoggiato per la candidatura in tollerante alle sue scelte poco affini alla visione di un nuovo partito, poco regione.

Maria Fedota

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