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MONTE CRUGNAME, L’AUTORIZZAZIONE ALLA CAVA ANNULLATA DOPO 5 MESI

L’assessore Latronico s’arrende: nel 2015, l’incendio

Per quanto la Regione Basilicata si è concessa ulteriori 2 mesi di tempo, data la proroga dello scorso agosto, il finale sul procedimento della Valutazione di impatto ambientale (V.I.A) per il progetto di coltivazione mineraria di quarzareniti in località Monte Crugname nel Comune di Melfi, come da istanza della Cementeria Costantinopoli Srl, non poteva che avere quella conclusione che già da giugno appariva come ormai l’unica possibile: la Giunta regionale, assenti gli indagati Cupparo e Merra, ha revocato il via libera alla cava. Definitivo dietrofront, pertanto, sull’approvato, il 4 maggio scorso, giudizio favorevole di compatibilità ambientale, che poi era stato sospeso a giugno. L’intera e paradossale vicenda può essere così sintetizzata: dal 2017, anno in cui è stata presentata l’istanza di V.I.A., ci sono voluti 5 anni per terminare l’iter autorizzativo che ad 1 mese dalla conclusione, quella del 4 maggio scorso, è stata messa in discussione per un evento, l’incendio, verificatosi nel 2015, ovvero in data di molto antecedente rispetto a quando, la società Cementeria Costantinopoli Srl, ha presentato l’istanza precisamente acquisita e registrata al protocollo Dipartimentale nell’aprile del 2017. Per quanto dalla Cementeria abbiano provato ad insistere che fosse tutto in regola, così non è poiché «l’interesse pubblico prevalente rimane, e non potrebbe essere altrimenti, la tutela ambientale rispetto all’interesse meramente patrimoniale del privato». Questo un piccolo passaggio dello scambio epistolario di pareri tra i legali di via Verrastro e quelli della Srl che a settembre precisavano anche che la società si riservava ogni opportuna iniziativa volta ad ottenere il ristoro degli «ingenti pregiudizi già subiti e degli ulteriori danni che dovessero insorgere» qualora la Regione non avesse riassegnato efficacia all’autorizzazione concessa a maggio. La Regione, però, ha an- nullato il giudizio favorevole. Ha vinto l’articolo 10, comma 1°, della legge 353 del 2000, prescrive che «le zone boscate ed i pascoli i sui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno 15 anni». Per l’ex sindaco di Melfi, Livio Valvano, già nel giugno del 2020 era stato segnalato per iscritto alla Regione che il 18 luglio del 2015 su tutta l’area di monte Crugname si era verificato un incendio. Eppure, pare proprio non sia bastato dato che a pratica ultimata, tra l’altro in maniera positiva per il privato, il successivo supplemento di istruttoria, ha completamente ribaltato l’esito. Ad ogni modo la Regione ha chiuso la pratica iniziata nel 2017, ma non ha completamente sbarrato le porte alla Cementeria Costantinopoli. Dall’avvocatura regionale, nel rispondere al Dipartimento Ambiente, hanno concluso precisando che «una nuova eventuale richiesta di autorizzazione del soggetto privato sarà l’occasione per poter meglio vagliare la situazione ambientale nel contesto territoriale interessato, verificando eventuali variazioni intervenute nel lungo lasso di tempo ormai trascorso», in riferimento al 2015. Un addio temporaneo che potrebbe trasformarsi nel futuro prossimo in un chi si rivede.

Ferdinando Moliterni

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