Le Cronache Lucane

L’ULTIMO SALUTO DI GRASSANO A MARIO MARCHETTA IL BARISTA UCCISO A COLTELLATE DA UN CLIENTE

In lutto l’intera comunità. Il Vescovo di Tricarico durante il funerale: «Abbiamo perso tutti, questo è il tempo del silenzio e della riflessione». All’’interrogatorio di garanzia Acquafredda non risponde al Gip. Al 20enne viene contestato l’omicidio doppiamente aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.

Nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Matera Angelo Onorati, ieri mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere Gabriele Acquafredda, di 20 anni, in carcere dallo scorso 3 ottobre con l’accusa di aver ucciso a Grassano il barista Mario Marchetta, di 35, colpito da diverse coltellate. Lo ha reso noto all’Ansa l’avvocato Vincenzo Rago, difensore di Acquafredda, che è accusato di omicidio volontario. «Il mio assistito – ha aggiunto Rago – non ha risposto alle domande del magistrato perché è molto provato». Il 20enne, poco dopo l’omicidio avvenuto nel bar di Marchetta, si è costituito ai Carabinieri. All’interrogatorio di garanzia era presente anche la pm di Matera Annunziata Cazzetta che ha chiesto la convalida dell’arresto e la conferma della custodia cautelare in carcere. l Gip Angelo Onorati che convalidando l’arresto ha disposto la custodia cautelare in carcere. Al 20enne viene contestato l’omicidio doppiamente aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Grassano intanto si è fermata ieri pomeriggio (il sindaco Luberto ha proclamato il lutto cittadino) per gremire l’interno e l’esterno della chiesa Madre dove si sono svolti i funerali del barista ucciso. L’abbraccio di una comunità intera alla famiglia Marchetta, distrutta dal dolore di dover dire addio e salutare per l’ultima volta il giovane Mario, andato via a soli 35 anni per mano di un cliente del suo amato bar, molto probabilmente per una birra negata. Mario aveva visto il giovane già alterato e non gli aveva dato ancora da bere, scatenando la furia omicida del 20enne che poco dopo era tornato al bar armato di un coltello da cucina. Ricostruzione iniziale alla quale nella giornata di ieri non sono stati aggiunti ulteriori elementi da parte del presunto assassino . A celebrare la Santa Messa è stato il vescovo della diocesi di Tricarico, mons. Giovanni Intino insieme a tutti i parroci di Grassano. «Questo è il tempo del silenzio – ha detto il vescovo – ma non è il silenzio omertoso di chi vuole tacere, è il silenzio di chi vuole ascoltare e capire, è il silenzio dell’esame di coscienza…quando ci sono questi fatti luttuosi è una sconfitta per tutti. Che la morte di Mario non sia inutile, dimenticata, che sia una grande lezione per tutti noi nel nome di Mario e di tutti quelli che perdono la vita sotto i colpi della violenza». Intanto Grassano si è stretto intorno alla famiglia di Marchetta, con una iniziativa che è stata pubblicata sui social per contribuire a sostenere la famiglia Marchetta

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