Le Cronache Lucane

SORPRESA MECCA, GIUNTA AZZERATA

Il sindaco seguace di Coviello, dopo le politiche mette mano agli equilibri interni.

Il sindaco di Avigliano Giuseppe Mecca, ieri, ha azzerato la Giunta comunale e revocato tutte le nomine degli assessori e del vicesindaco. Una scelta pare dettata dalla volontà di dare nuovo impulso e vitalità alla Giunta e portare a compimento i programmi e i progetti voluti dall’Amministrazione comunale. «La rivisitazione degli assetti del governo locale, basata su valutazioni di opportunità politico amministrative, si rende necessaria nella prospettiva di un effettivo e concreto rilancio dell’azione di quest’Amministrazione comunale, a garanzia della coesione e dell’unitarietà della stessa, nell’esclusivo interesse della collettività amministrata e in funzione del raggiungimento degli obiettivi che il Governo nazionale ha previsto nell’ambito delle riforme e del programma di investimenti sui fondi stanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza» si legge nella premessa della revoca. Un azzeramento di Giunta che ha lasciato un po’ sorpresi gli ex assessori Angela Maria Salvatore, Marianna Claps, Federico D’Andrea , Leonardo Lovallo e il vice sindaco Nicola De Carlo che ora dovranno aprire un confronto con il primo cittadino assieme a tutte le anime che compongono la maggioranza e provare a trovare un accordo che possa stare bene a tutti. Contattato telefonicamente il vicesindaco Nicola De Carlo ha dichiarato: «Sono rimasto sorpreso dalla decisione che ha voluto assumere il sindaco. Personalmente sento di poter dire che la Giunta si è dimostrata all’altezza della situazione in questi due anni. Tanti sono stati i risultati raggiunti e apprezzati dai cittadini. È stata per me una bellissima esperienza dal punto di vista umano oltre che politico perchè ho potuto toccare con mano i problemi dei miei concittadini e ho provato anche a risolverli. Non riesco a comprendere la scelta sia dal punto di vista politico che da quello inerente la tempistica ma credo che adesso si aprirà un confronto che probabilmente si estenderà anche alle forze di minoranza presenti in Consiglio. Tutti insieme ci adopereremo per trovare una soluzione. Credo che questo sia l’obiettivo e da parte mia ci sarà massima apertura al confronto per vedere se si riuscirà a fare sintesi». Se da un lato il sindaco ha dichiarato di propendere per un rimpasto a due anni circa dal suo insediamento per dare nuova linfa al programma che intende portare avanti per Avigliano, dall’altro pare che dietro questa decisione ci siano dei malcontenti all’interno della maggioranza e in particolar modo con i consiglieri di Fratelli d’Italia che fanno capo al consigliere regionale meloniano Tommaso Coviello. Una possibilità che sarebbe avvallata anche dalla tempistica con la quale si è scelto di azzerrare la Giunta: a pochi giorni dalle elezioni politiche che tra l’altro hanno visto trionfare anche un suo concittadino il meloniano Gianni Rosa al Senato.

LA REAZIONE DELL’OPPOSIZIONE

«Pensavo che le difficoltà in atto per le famiglie aviglianesi, i problemi legati agli aumenti , Tari in testa, avessero la meglio sugli equilibri partitici e politici di questa fantomatica aggregazione civica, invece non è così». È quanto dichiara il capogruppo di Avigliano2025 sull’ azzeramento di Giunta al comune di Avigliano. «È inutile nascondere la polvere sotto il tappeto, le contraddizioni stanno emergendo lampanti e sono tutte politiche e partitiche altroché civismo. Non si fa il bene degli aviglianesi in questo modo. Ci sono problemi da affrontare quotidianamente, i trasporti, le scuole l’aumento delle tariffe Tari, la progettazione e programmazione del Pnrr, tutti rimandati per una resa dei conti politici» continua Angelo Summa capogruppo di “Avigliano 2025”. «Un pessimo esempio – continua il capogruppo Summa- utilizzare spregiudicatamente l’amministrazione solo ai fini di riequilibrio nella maggioranza». «D’altronde -conclude Angelo Summa- lo avevamo denunciato da subito, l’arroganza di voler cambiare lo statuto a colpi di maggioranza senza mettersi in ascolto di nessuno, presupponeva un modo di fare amministrazione e politica tutto autoreferenziale mirando solo a risolve- re problemi interni, senza fare il bene di una comunità».

Rosamaria Mollica

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