Le Cronache Lucane

VOTO SEGRETO, C’ERA UN VOLTA…

La cabina elettorale è immaginaria, nel capoluogo capita che cittadini votino come in pubblica piazza. Il caso di un seggio di Potenza: giallo sulla “riservatezza” dell’elettore

Certamente le elezioni politiche che si sono appena concluse passeranno alla storia non soltanto per il risultato delle urne ma anche per alcuni “intoppi” collegati al giorno stesso delle votazioni. In Basilicata come nel resto d’Italia si sono registrate file ai seggi elettorali. Uno dei motivi dei rallentamenti è stato certamente il tagliando antifrode. Il tagliando antifrode è stato introdotto per impedire il voto di scambio e l’ingresso di schede dall’esterno. Un meccanismo che era stato già sperimentato in passato, con le elezioni del 2108. Prima di consegnare la scheda all’elettore il presidente di seggio appunta il codice presente sulla scheda e viene staccato soltanto dopo che il cittadino ha espresso la sua preferenza. Il presidente controlla se il numero del tagliando è lo stesso che è stato annotato prima della consegna della scheda. Solo al termine di questo controllo, la scheda può essere inserita nell’urna. Probabilmente però alcuni presidenti “inesperti” ci hanno messo più del previsto nella fase di controllo, allungando così i tempi di attesa. Ma non solo questo i cittadini hanno denunciato tra i disagi. In alcuni seggi è stato riscontrato che dopo il voto, per controllare sempre il famoso numero “antifrode” le schede venivano riaperte con il rischio che chiunque ve- desse la preferenza. E come se non bastasse l’inserimento della scheda nelle urne non veniva fatto dai cittadini ma dai rappresentanti dei seggi per “velocizzare” il voto. A Potenza però dopo aver segnalato il mancato aggiornamento delle liste degli elettori che ha creato disagi a chi voleva votare altri cittadini ci hanno segnalato un’altra anomalia. In un seggio di Potenza sarebbero stato concesso a più di qualche elettore (come dimostrano le foto) la possibilità di votare fuori dal segreto della cabina. Secondo il cittadino il caso non sarebbe stato isolato a pochi elettori, per quanto già anomalo di suo se fosse così, ma sarebbe stato permesso a numerose persone. Dalle foto inviataci sembrerebbe infatti che i cittadini sono in possesso delle schede elettorali (come nel rotondo rosso della foto), una gialla e una rosa, piegati probabilmente per esprimere il proprio voto. Ovviamente poniamo tutto in termini dubitativi, perchè sarebbe veramente difficile concepire, pur volendo immaginare qualsiasi esigenza a partire da questioni di salute o di età, come si possa permettere di non rispettare il diritto del segreto della cabina elettorale.

Maria Fedota

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