Le Cronache Lucane

PD, GIOVANI CONTRO LA REGINA

Dalle dichiarazioni social del baby segretario, sembra che alle politiche abbia vinto il csx: fantasia al potere. Dalla Direzione e dai segretari cittadini pioggia di critiche su metodi e scelte

La politica spesso è il luogo del sogno e del miraggio, molto spesso sono proprio i sogni e i miraggi che alimentano la politica e danno la spinta nei momenti più difficili. Dobbiamo credere che sia stata la ricerca di un mordente per andare avanti che abbia spinto il segretario del Partito Democratico La Regina a fare la sua analisi del voto.

IL PARTITO DEMOCRATICO HA VINTO

A leggere la sua dichiarazione a mezzo social, il Partito Democratico ha vinto le elezioni in Basilicata, il centrodestra è stato sconfitto e tutto è andato per il verso giusto. Una ricostruzione alquanto fantasiosa che non lascia spazio ad autocritiche, ad analisi politiche, a possibili letture dei fatti che consentano di rivedere la situazione. Racconta Platone che nella caverna gli uomini, legati e costretti a vedere le ombre di ciò che esiste fuori dalla caverna, si convincono che questa è la realtà, al punto che, qualora uno di loro fosse riuscito ad uscire dalla caverna, avrebbe chiesto di ritornarvici perché la realtà fuori gli sarebbe sembrata falsa.

LA CAVERNA E LA REALTÀ

Evidentemente il povero La Regina vive nella sua piccola caverna, costruita dai suoi fedelissimi amici che continuano a raccontargli una realtà distorta di cui lui, però, sembra convincersi. Anche al costo di sembrare irriverenti e di costringere La Regina ad uscire dalla visione deformata della realtà in cui si è costretto, vogliamo provare a svolgere proprio quel ruolo di liberazione dalle distorsioni di cui il segretario regionale del Pd avrebbe bisogno ma che nessuno fa. Alla fine di questa legislatura, il Partito Democratico si presentava ai nastri di partenza in Basilicata con un deputato e un senatore eletti in Basilicata, cui si aggiungevano Pittella e Speranza eletti fuori Regione. Una pattuglia di quattro rappresentanti, cui si dovrebbe aggiungere la potentina Lamorgese, ministro dell’Interno tecnico del Governo Draghi. Su 13 parlamentari eletti in Basilicata soltanto tre erano stati eletti nel centrodestra (Pepe, Casino e Moles) cui si aggiungeva Caiata passato dai cinque stelle al Pd, due del Partito Democratico (Margiotta e De Filippo), tutti gli altri erano dei cinque stelle. Su 13 eletti in Basilicata il “campo largo” poteva contare su 9 parlamentari, cui dovevano politicamente aggiungersi Pittella e Speranza, lucani eletti altrove. Alla fine della campagna elettorale, il Partito Democratico in Basilicata elegge soltanto il napoletano Amendola, la cui estraneità al territorio si compensa politicamente con l’elezione di Speranza a Napoli. I cinque stelle eleggono soltanto un parlamentare lucano (Lomuti) e uno straniero. Il centrodestra elegge tre parlamentari lucani (Mattia, Rosa e Caiata) e la “straniera” Presidente del Senato Casellati. La vittoria del “campo largo” sognato da La Regina si riduce all’elezione del solo Lomuti in Basilicata, contro i tre eletti di Fdi e la definitiva sparizione del Pd lucano dal Parlamento. Neanche Oronzo Canà della Longobarda avrebbe mai festeggiato una sconfitta per 3-1

IL CENTRODESTRA NON STRAVINCE

L’analisi di La Regina si sostanzia nel dire che il centrodestra vince ma non stravince, vince in Regione, vince a Potenza, vince a Policoro, viene superato dai Cinque Stelle a Melfi e Matera, ma il centro-sinistra è sul podio, una gloriosa medaglia di bronzo dietro i due avversari più forti. Non è chiaro se La Regina temesse addirittura di arrivare fuori dal podio o se vive il miraggio di poter costruire un’alleanza in cui ci siano insieme tutti dai Cinque Stelle ad Azione dimenticando che in politica la somma non fa il totale. Piro brilla nell’area sud, dove finanche nel feudo di Robortella, San Martino d’Agri, il centro destra oscura tutti con quasi il 43 % dei voti con Forza Italia che prende 3 volte la media nazionale e regionale, volando 24%.

UNA SCONFITTA POLITICA

Quello che La Regina non dice è che quella del centro-sinistra (arrivato terzo in Basilicata), prima ancora che una sconfitta elettorale è una sconfitta politica di cui lui e la sua smodata ambizione è l’unico artefice. Circa seimila voti di coalizione sono mancati a De Filippo per l’elezione, quanti di quei seimila voti sarebbero rimasti nel centro-sinistra e non andati ad Azione se il giovane segretario non avesse puntato alla sua candidatura anche al costo di far fuori Pittella? 30.000 voti ha preso Pittella al Senato, alcuni sarebbero andati comunque alla lista di Calenda, ma quanti di quei voti sono personali di Marcello Pittella? Era stato abile nei giochini di Palazzo e nei calcoli elettorali La Regina, con la sua candidatura alla Camera e l’esclusione di Pittella il Pd avrebbe eletto solo lui al posto di Amendola. La farina del diavolo, però, va tutta in crusca e un post antisemita di qualche tempo prima ha sparigliato i suoi piani e, così, la sua smodata ambizione ha determinato l’elezione dei napoletano Turco per i Cinque Stelle al Senato e del napoletano Amendola per il Pd alla Camera con la definitiva scomparsa del Partito Democratico in Basilicata la cui rappresentanza istituzionale si riduce al solo Cifarelli. Un trionfalismo fuori luogo quello del baby segretario che nasconde la polvere sotto il tappeto e finge di non vedere che il destino del Pd lucano sarà quello di provare a fare la ruota di scorta del M5S come già accaduto alla provincia di Potenza.

A DE FILIPPO ONORE DELLE ARMI

Il risultato delle scelte di La Regina e Letta è stato che De Filippo è stato chiamato a difendere il proprio seggio nel peggior momento del suo Partito. Vito De Filippo non aveva alcun interesse ad escludere Pittella, ci risulta che abbia fatto il possibile per modificare la decisione romana e, infine, ha fatto ciò che ha potuto per ottenere il massimo per il Partito. Malgrado tutto, con il partito a pezzi, diviso e avvilito, De Filippo ottiene il miglior risultato per il Pd in tutto il mezzogiorno d’Italia. Nel suo comunicato di commento alle elezioni l’ex Presidente mostra tutta la sua signorilità, ammette la sconfitta e il dispiacere che gli ha provocato e si dichiara pronto a ripartire per il partito. Vito De Filippo ha perso il seggio per errori non suoi, non si è sottratto nel fare la battaglia e ha ammesso serenamente la sconfitta. Una lezione per il giovane La Regina che, evidentemente, da chi ha più esperienza di lui ha tanto da imparare.

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