Le Cronache Lucane

MONSIGNOR NOLÈ, LA VOCE DI UN VESCOVO LUCANO

TACCO&SPILLO

È stato Jacques Derrida a dirci quanta forza e testimonianza possa avere la scrittura anche dinnanzi ad una morte ingiusta ed affrettata, ma con l’onore bello e giusto delle parole. Così dalla Diocesi di Cosenza fino ad arrivare alla Cattedrale di Potenza arrivano le nostre parole d’omaggio per monsignor Francesco Nolè che fu uomo autentico e pieno di bontà sorridente e che seppe fare della propria vocazione un campo formidabile d’azione e di virtù cristiane, tanto per resistere all’aria del tempo di cui parlava Camus. Per certi versi e proprio sull’adagio latino del nomen omen, la sua è stata come una patronimicografia. Si direbbe la scrittura di un nome dentro un destino tutto ispirato a San Francesco e che lo ha portato ad attraversare luoghi, a concedere tempo e aiuto al prossimo, ad avere sfide quotidiane di merito, di reciprocità, di fraternità. Per questo con forza d’animo ed umiltà l’incontro con monsignor Nolè è stato sempre potente, rivelatore, inatteso. Magari un invito ad essere migliori, a lasciar dietro le arroganze, a cancellare le parole vuote ed inservibili del potere, facendo vincere su tutto la semplicità. Scrive don Tonino Bello: “Stare con gli ultimi significa lasciarsi coinvolgere dalla loro vita. Prendere la polvere sollevata dai loro passi”.

 

 

 

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