Quando siamo ormai a due giorni dall’inizio del XXVII Congresso Eucaristico Nazionale, ha preso avvio a Matera, in piazza Vittorio Veneto, il montaggio del grande palco per la celebrazione degli eventi religiosi attinenti al congresso. Uno spazio di notevoli dimensioni che accoglierà è vedrà protagonisti molti eventi e testimoni di esperienza e fede religiosa. Lo stage collocato tra il barocco Palazzo dell’Annunziata e il settecentesco Palazzo della Prefettura, ha preso il posto dell’antica porta d’ingresso a Matera detta ‘porta della Bruna’ e sarà rivolto verso la parte centrale di piazza Vittorio Veneto. Sarà proprio di lì che i pellegrini affluiranno tutti quanti proveniendo da quattro diverse direzioni ispirandosi proprio ai quattro fiumi della genesi Pison, Tigri, Eufrate e Ghicon che confluiscono insieme trasportando il flusso della corrente della vita. Nel frattempo in piazza della Visitazione su spazio complessivo di circa 8000 metri quadri è stato ultimato il montaggio delle grandi tensostrutture che all’interno ospiteranno una sorta di ‘villaggio del Pellegrino’ e in particolare una serie di campi-mensa che consentiranno di servire i pasti per migliaia di persone al giorno. Vi è anche una cosiddetta ‘area-serra’ dove si terranno alcune delle cene ufficiali e di rappresentanza durante il congresso. Ma la curiosità più lampante che riguarda gli stage che verranno utilizzati per l’imminente Congresso Eucaristico nazionale, è proprio quella che riguarda il grande palco montato nello Stadio XXI Settembre di Matera per la celebrazione della Messa di Papa Francesco. Ebbene come si può osservare la grande struttura è costituita da tre navate di cui una centrale più ampia e due laterali più piccole. Le tre coperture arcuate, dunque, richiamano esattamente le tre ‘gobbe’ del pane di Matera. Quest’ultimo infatti è proprio l’elemento a cui il congresso eucaristico si ispira avendo come titolo ‘Torniamo al gusto del pane per una chiesa eucaristica e sinodale’.
Nulla dunque è stato lasciato al caso
e anche le architetture scenografiche del palco pontificio sono in stile e in sintonia con la simbologia e il logo del congresso, raffigurante appunto il pane e con le sue tre ‘gobbe’.
Un profondo richiamo che dall’architettura vola alla tradizione dei Sassi e alla fede delle nostre nonne che nell’impastare il pane gli imprimevano le tre ‘gobbe’ pregando per ciascuna di esse -Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo-
