Le Cronache Lucane

MORTI BIANCHE, LUTTI NERI

Vite spente con drammatica costanza mentre sulla sicurezza riflettori accesi solo a intermittenza. Tragedia in azienda Lavello, morto l’operaio 36enne: in Basilicata il lavoro uccide ancora

Non ce l’ha fatta l’operaio 36enne che martedì scorso era rimasto vittima di un incidente sul lavoro in un’azienda di conserve alimentari, l’Eugea Mediterranea, a Gaudiano di Lavello (Pz). Il giovane operaio, originario della provincia di Napoli, è stato investito da un forte getto di vapore a seguito dello scoppio di una caldaia, aveva riportato ustioni sul 90% del corpo. Per le sue condizioni, apparse da subito molto gravi, era stato trasportato dapprima all’ospedale “San Carlo” di Potenza, dove era arrivato in eliambulanza, e in seguito, a causa della gravità delle ustioni, al Centro grandi ustionati del Cardarelli di Napoli dove purtroppo è deceduto ieri dopo due giorni di agonia. Secondo la prima ricostruzione, l’operaio, dipendente di una ditta esterna, sarebbe stato investito da un forte getto di vapore di una caldaia dove stava eseguendo un lavoro. Sul fatto indagano i carabinieri che sono intervenuti subito sul posto per i primi rilievi del caso.

LA DENUNCIA DEI SINDACATI

«Solo martedì sorso avevamo denunciato il verificarsi di due gravi incidenti sul lavoro. Purtroppo oggi piangiamo l’ennesima vittima sul lavoro, l’operaio di 36 anni». Lo dichiara Adelmo Barbarossa, reggente regionale dell’Ugl Basilicata a poche ore dalla diffusione della notizia e secondo il quale «ci troviamo nuovamente a piangere un caduto sul compimento del suo dovere che, uscito di casa per portare il pane alla sua famiglia, non vi tornerà mai più perché coinvolto nella ennesima tragedia possibilmente evitabile». «Siamo all’ottavo decesso in 9 mesi, circa un decesso al mese che rappresenta un bilancio pesantissimo che non può essere di certo più ignorato in una Regione piccola come è la Basilicata». E a fare da eco alle parole di Barbarossa sono quelle di Vincenzo Cavallo e Giuseppe Romano – rispettivamente segretario generale della Cisl e Fai Cisl di Basilicata – secondo cui «il tema della sicurezza deve essere prioritario». «Non è più possibile – commentano Cavallo e Romano – continuare a registrare eventi di questo genere, sono oramai incommentabili. È necessario, invece, costruire ed affermare una cultura della sicurezza che diventa patrimonio di tutti e normale prassi consolidata, a partire dalla valorizzazione effettiva della figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza – che a volte anche quando presente non viene messo nelle condizioni di lavorare in modo agevole». Per Cavallo e Romano, «bi- sogna lavorare di più sugli aspetti della prevenzione e dare più competenze sotto il profilo formativo. E questa la via giusta – incalzano i due segretari – Ogni volta che accadono fatti del genere ci troviamo a commentare, può sembrare un rito inutile, ma per smentire questa condizione allora è necessario cambiare direzione e mettere in rete tutti i soggetti deputati alla sicurezza, in modo da costruire una condizione strutturata di soggetti specialisti che in ogni posto di lavoro siano in grado di analizzare e risolvere in tempo criticità da cui possono derivare incidenti». Ad incalzare contro «l’ennesimo incidente mortale. a cui non è più tollerabile assistere con questo susseguirsi di omicidi colposi a causa dell’assenza di misure di sicurezza e della loro applicazione» è il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa il quale ricorda come sia «da mesi che stiamo chiedendo alla Regione Basilicata di convocare il comitato regionale di sicurezza e che chiediamo di riattivare l’osservatorio regionale sugli infortuni e le malattie professionali. Il governo centrale e le Regioni si facciano carico di questa emergenza sociale che richiede interventi immediati: le continue morti sul lavoro – conclude Summa – sono la dimostrazione tangibile di come a pagare la crisi siano ancora esclusivamente i lavoratori, la cui salute e i cui diritti vengono svenduti a vantaggio delle sole logiche del profitto». Ad accodarsi all’appello di Summa è la Flai Cgil Basilicata, per conto del segretario generale Vincenzo Esposito, il quale evidenzia di come sia questa dell’operaio di 36 anni «l’ennesima morte sul lavoro in un settore, quello del comparto agricolo e alimentare, che ha bisogno di maggiori controlli in materia di sicurezza ma anche di maggiore diffusione della cultura del lavoro di qualità, che veda il lavoratore come una risorsa e non come un costo. Ciò significa – evidenzia Esposito – investire nei macchinari, nelle nuove tecnologie, rispettare quanto previsto dai contratti e soprattutto investire nella formazione. al fine di eliminare quella che è diventata una vera e propria piaga sociale», inaccettabile per un Paese che si dovrebbe definire civile.

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