Si torna a parlare di Archivio di Stato a Matera dopo che l’inchiesta di Cronache che ha portato in luce le reali condizioni di incuria, degrado e abbandono in cui si trova l’ex Convitto “Duni” di Matera, nonché ex Provveditorato agli studi. Le sorti dei due immobili, entrambi risalenti agli anni ’50, sono collegate perché l’archivio attualmente situato in via Stigliani, ha subito, a dire il vero già da tempo, uno sfratto da parte dei proprietari dell’immobile e la sua nuova destinazione sarebbe dovuta essere proprio l’ex provveditorato agli studi. I notevoli ritardi burocratici e talune incertezze mostrate dall’Amministrazione materana rendono dunque impossibile spostare i centomila cartacei dell’archivio, vale a dire i suoi 18 km lineari di scaffali, nel seminterrato e nel pianterreno dell’ ex provveditorato dato che quest’ultimo edificio versa ancora in stato di abbandono. Una delle soluzioni come nuova dimora archivistica era ricaduta sulla ex-facoltà universitaria di via Lazazzera, ma essa verrà destinata a nuova sede della Polizia municipale. Non più disponibile è anche l’ex sede del Liceo artistico in piazza San Giovanni, visto che ora quella struttura ospita la “Casa delle tecnologie emergenti”. Insomma trovare una nuova destinazione all’Archivio di Stato sta diventando una seria criticità per la città della cultura. Eppure una soluzione per salvare l’archivio e lasciare tutti i suoi documenti nell’edificio storico in cui attualmente si trovano, l’avevano prospettata al Comune gli stessi proprietari del- l’immobile, prima di procedere con lo sfratto. Si era suggerito, infatti, all’Amministrazione materana, considerando anche il vincolo di interesse pubblico che permane dal 1975 su quello spazio urbano, di acquisire l’immobile per esproprio oppure mediante la cosiddetta compensazione. A quanto pare il Comune invece, avrebbe modificato la destinazione d’uso a interesse pubblico di quell’area, trasformandola in destinazione residenziale, passando quindi da un uso esclusivo per pubblici servizi di interesse comune a un uso rientrante nella categoria di “civile abitazione, pubblici esercizi, bar, ristoranti, strutture ricettive e alberghiere”. L’Amministrazione però dal canto suo non ha confermato questa ricostruzione tecnica e procedurale sulla destinazione d’uso dell’immobile che ospita l’archivio e dunque è tuttora in atto una diatriba tra maggioranza e opposizione politica cittadina. Uno acceso confronto quest’ultimo che si è arenato sui dettagli tecnici e burocratici del Piano urbanistico, di quello regolatore e del Piano di mobilità sostenibile. Gli addetti ai lavori ci hanno spiegato inoltre che sarebbe molto vantaggioso per il Comune di Matera acquisire la proprietà dell’immobile che tutt’ora ospita l’archivio. Il Municipio infatti entrerebbe in possesso di un’altro bene di gran valore architettonico degli anni ‘50, salvaguarderebbe la memoria del “Cinema Quinto” che quell’edificio ospitava prima dell’archivio. Il Comune inoltre diventando proprietario dell’edificio, lo potrebbe esso stesso concedere in locazione alla Direzione archivi dello Stato, e gli incassi potrebbero ammortizzare nel tempo le spese sostenute per l’acquisizione. Una soluzione semplice che però al momento sembrerebbe non esperibile, mentre concreto potrebbe diventare il rischio che l’archivio venga sfrattato definitivamente e al suo posto spunti un bar o una casa vacanze mentre oltre 100mila documenti storici potrebbero finire abbandonati proprio come quei faldoni polverosi che ora giacciono nei locali vandalizzati dell’ex provveditorato.
