I da Dominjianni, filosofa della politica e cronista di lungo corso, ha ben fotografato la situazione nazionale della campagna elettorale in corso di svolgimento. È questa la prima campagna che si svolge interamente sulla bolla dei social. L’agenda è dettata dai tweet dei politici e dei candidati, il minimo di discussione avviene su Facebook, le tv nazionali ne rubano il ritmo, i giornali di carta in crisi arrancano a seguire il flusso delle notizie. Analisi e previsioni creano uno stato delle cose “opaco e imprevedibile”, difficile da dominare e da consentire di trovare causa ed effetto delle conseguenze. Oggi la politica è difficile da definire, scrive l’analista Dominjianni, perchè questa è “in mezzo ad un cambiamento del linguaggio che è più grande di lei”. Mi permetto di far notare che in Basilicata, per questioni storiche, geografiche e numeriche, pur essendo questo l’indirizzo dominante, sopravvivono importanti fattori di diversità molto positive. Fu anche così nel periodo berlusconiano, stagione schivata dalle nostre parti e non solo per la granitica potenza del più forte partito-Regione di centrosinistra del Mezzogiorno che tenne lontano dal governo e dal consenso maggioritario (salve qualche pallida eccezione) la destra lucana. La scarsa diffusione di un sistema radiotelevisivo privato, la presenza di numerose piccole comunità autogovernate dalle relazioni corte, e una classe dirigente spesso capace di dare risposte hanno impedito la nascita e la crescita di un sistema berlusconiano lucano. E’ un dato storico che va dal 1994 al finire degli anni venti del mercoledì 31 agosto 2022 Fatti del giorno 3 www.lecronache.info nuovo secolo. Anche oggi il nuovo modello politico nazionale non coincide totalmente con la Basilicata. I social incidono ma in misura decisamente minore rispetto al quadro italiano. Forse dipende anche da una popolazione molto novecentesca in termini anagrafici e culturali. Il dato è stato ben colto dal candidato del Pd, Enzo Amendola, che non manca di sottolineare gli aspetti lucani della sua campagna elettorale nelle numerose trasmissioni nazionali in cui viene invitato anche per il suo ruolo di sottosegretario del governo Draghi. Amendola sta cercando di far dimenticare il paracadute fornito dal Nazareno, e, pur essendo campano, assume sempre più il ruolo di candidato a chilometro zero. A differenza di altri nomi noti di candidati che si sono limitati a qualche comparsata (Salvini), e ad altri mai ancora apparsi tra Maratea e Scanzano (Casellati, Di Maio, Turco), Amendola racconta di una campagna elettorale fatta nelle piazze dei paesi con incontri di persone, e riferisce di mobilitazione “panchina per panchina”. Non è solo una sua analisi o una posa propagandistica. Ne ho trovato ulteriore riscontro nell’ultima trasmissione di “Oltre il giardino” in cui ho invitato tre candidate che hanno espresso il meglio che la politica oggi possa rappresentare. L’assessore regionale della Lega, Donatella Merra, l’ex sindaco di Pisticci, Viviana Verri, dei Cinque Stelle e l’ex assessore di Policoro, Maria Teresa Prestera del Pd, hanno raccontato di una campagna elettorale che stanno svolgendo “casa per casa” come se partecipassero a delle elezioni amministrative. Tre donne, tre amministratici locali, impegnate nello loro professioni di architetto, avvocato, insegnante elementare, tutte in sintonia con la gravità della situazione sociale che si vive. Purtroppo aggiungo io, non schierate in posizioni favorevolissime, ma che con spirito di servizio danno ancora un senso alla politica partecipata, e che avrebbero meritato miglior ruolo nelle liste lucane. Donatella Merra con i suoi consensi personali ha già in passato rappresentato una prima pallida compensazione alla minuscola rappresentanza rosa del consiglio regionale di Basilicata; rappresentando con senso pratico un buon esempio di amministrazione ragionevole. Senza peli sulla lingua, alla mia domanda sul triste episodio patriarcale che la vide vittima di una battuta in troppa libertà detta dal pittoresco consigliere alleato di Fratelli d’Italia, Rocco Leone, l’assessore Merra non ha avuto remore nel rimarcare il rumoroso silenzio di Giorgia Meloni, una donna incapace di richiamare e prendere provvedimenti nei confronti del suo screanzato consigliere. Anche Maria Teresa Prestera non si è sottratta alle questioni convulse che hanno agitato le scelte e le liste del proprio partito e schieramento. Un documento delle candidate escluse ha scritto di “scelte machiste” da parte del gruppo dirigente locale e nazionale, che mi sembra una colpa del giovane segretario del Pd Raffaele La Regina, ben più grave dei suoi tweet. Abbiamo appreso di un chiarimento politico da parte della candidata Prestera con le sue amiche e compagne, e la decisione di mettere faccia e tempo per un impegno tutto teso ai valori e alle parole d’ordine della sua comunità politica e non del suo giardino di casa. Il che va evidenziato in maniera positiva. Diverso il percorso di Viviana Verri, scelta con il meccanismo delle parlamentarie, che pur non essendo delle primarie, risultano essere un meccanismo di selezione meno eterodiretto e autoritario. Una presenza autorevole dei Cinque stelle, oggi passata all’opposizione nella sua Pisticci, una delle prime figure di governo pentastellato in Basilicata. Anche Verri ha mostrato un attaccamento al comizio e al rapporto diretto con il cittadino. Sia ben chiaro, che non sto dando una rappresentazione da Bengodi della politica della Basilicata. Anche nella nostra latitudine la disaffezione per la partecipazione e la sfiducia verso tutti i gruppi dirigenti è molto alta. Nel corridoio dietro la porta è appostato un giaguaro astensionista di difficile smacchiatura. Sta ai candidati e alle forze politiche adoperarsi per risvegliare passione civile e mobilitazione per obiettivi urgenti alla stessa sopravvivenza della Basilicata. Senza dare troppa enfasi al nostro ruolo, perché è noto che ci si loda s’imbroda, ma rivendichiamo di esercitare un buon ruolo qui a Cronache in questa anomala e imprevista campagna elettorale iniziata ad agosto. Abbiamo proposto in televisione, ben prima della presentazione delle liste, spazi di approfondimento regolati da par condicio. Format utili a far conoscere protagonisti, programmi e retroscena in modo diretto e chiaro. Il tutto inserito in una strategia crossmediatica che incrocia il nostro quotidiano digitale e diversi canali social, perché i nuovi media vanno adoperati e non demonizzati. Ogni possibilità è sfruttata per raggiungere cittadine e cittadini in modo che possano formarsi un’opinione e per alimentare un sano confronto pubblico. E quello che produciamo che rimbalza con ogni mezzo necessario nelle piazze e nelle panchine della Basilicata è per il nostro gruppo editoriale il miglior riconoscimento che si possa ottenere.
Paride Leporace
