Il palazzetto Coni di Montereale a Potenza è un pezzo della storia sportiva non solo cittadina. Non c’è atleta lucano che non abbia un ricordo collegato a quella palestra. Non c’è potentino che non abbia visto lì almeno una partita, assistito a un allenamento, atteso amici o figli fuori dagli spogliatoi. Ma, ad oggi, le sue condizioni sono preoccupanti, in balìa del dimenticatoio. Un altro “non luogo” da cui prosegue il reportage di Cronache. Il palazzetto fu inaugurato nel periodo dei Giochi Olimpici di Roma del 1960, più nel dettaglio nel 1967. Fu una tra le prime strutture sportive polivalenti al coperto in città, situata in pieno centro, nel parco Montereale, da prendere come prototipo: aveva tanti spazi, ognuno dedicato ad una disciplina; nonostante non fosse grandissimo. Oltre al campo principale a raso strada, utilizzato per giocare a pallacanestro e pallavolo, al piano interrato c’era una palestra di dimensioni uguale a quella principale sebbene di altezza non regolamentare utile per praticare il minibasket e, per un certo periodo, anche il tennis e la ginnastica. Ai piani superiori c’erano spazi utilizzati per la boxe, le arti marziali e per la scherma. Tra quelle mura sono cresciuti la maggior parte degli atleti, oggi maestri, della pallavolo, della pallacanestro e della boxe del capoluogo lucano. È stato un vero tempio dello sport potentino. Questo, almeno, fino al terremoto del 1980. Da quella data in poi è iniziato ufficialmente il suo calvario che ha destinato il palazzetto al degrado e all’incuria. Venne dichiarato inagibile, dopo il sisma, per diversi anni e solo dopo successivi lavori di ristrutturazione e consolidamento, venne riaperto. Quando, però, si spalancarono i cancelli non era più utilizzabile per la pratica della pallavolo in quanto l’altezza dal tetto non fu più regolare per le gare ufficiali. Divenne, però, il tempio del basket. Fino al 2008, anno in cui venne richiuso per motivi di sicurezza. A quanto pare quei lavori non furono eseguiti a regola d’arte. E così seguitarono anni e anni passati senza che i lavori per rimettere in funzione l’impianto sportivo partissero. La situazione del palazzetto Coni di Montereale è stata quasi una questione – tanto annosa quanto mitologica – passata sulla bocca di tutte le Amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni, ma alla fine non è mai cambiato nulla. Poi, dopo 8 anni di abbandono – la notte del 6 settembre 2016 – i collettivi “Potenza Ribelle” e “Controra” occuparono l’ex palazzetto: nasceva così lo spazio liberato “Anzacresa”, che in dialetto lucano significa “all’improvviso” proprio per sottolineare il fatto che nessuno in città si aspettasse una simile iniziativa. L’obiettivo dei collettivi era di restituire alla cittadinanza un luogo di produzione culturale e politica, nonché di aggregazione e attività. Una riapertura che simboleggiava, a suo modo, la restituzione alla cittadinanza, dell’ex palestra Coni. Nonostante l’avessero trovato in pessime condizioni – umidità, infiltrazioni d’acqua, intonaco crollato, bagni inutilizzabili – i ragazzi tentarono a loro modo di rimetterlo in piedi pulendolo, portandovi l’elettricità e mobili usati, creando una libreria e delle sedute. Uno scacco matto ai decenni di mala politica e gestione della cosa pubblica cittadina e regionale che, negli anni, hanno favorito la cementificazione della città e lasciato nell’incuria e nell’abbandono tanti luoghi e strutture pubbliche. All’interno dell’ex Coni era risaputo ai più dei potentini, soprattutto delle nuove generazioni, che ci fosse “Anzacresa” che proponeva attività sociali, concerti, spettacoli, cene sociali, laboratori, lezioni di italiano agli stranieri e tanti altri progetti ed iniziative che rispolverarono in qualche modo il palazzetto da quel sottile strato di polvere e ragnatele, fisico quanto mentale, persistente in città. Poi, dopo dodici mesi suppergiù, l’ennesimo fatto increscioso: lo sgombero – nel dicembre del 2017 – preannunciato qualche tempo prima da un’ordinanza e con il Csoa soppresso, bruscamente s’interruppero le tante attività culturali, politiche, musicali e ricreative. Un luogo d’aggregazione libero, frequentato nuovamente da tante persone, a cui per l’ennesima volta sono state rimesse sbarre e lucchetti, saldati cancelli e murate finestre. Nonostante una petizione avviata dagli stessi ragazzi all’epoca, e sostenuta dalla cittadinanza, lo sgombero ha fatto ripiombare la palestra in uno stato di abbandono e progressivo deperimento, nonostante gli innumerevoli progetti di riqualificazione sulla carta, nessuna rinascita concreta dello stabile è stato messo in atto. Tanti annunci per la rigenerazione urbana dell’ex palazzetto Coni, con le annesse aree limitrofe, a cui non sono seguiti fatti concreti. Non da ultimo, l’intervento annunciato dall’Amministrazione Guarente lo scorso maggio, secondo cui sarebbero previsti fondi del Pnrr pari a 6 milioni di euro per il recupero del palazzetto, da realizzare e rendicontare entro il 2026. Ma, allo stato attuale, lo stabile resta ancora tristemente vuoto e dimenticato. Oggi l’ex palestra Coni è tornata a essere una scatola vuota, un luogo abbandonato, pieno di rifiuti e un orinatoio a cielo aperto. Ma in città c’è da tempo chi chiede che la struttura torni alle sue funzioni originarie: un palazzetto dello sport.
