Le Cronache Lucane

IL SACRIFICIO DI DE FILIPPO, LA NON CANDIDATURA DI BARDI E L’IPOTESI CANNIZZARO (SENIOR?)

VERSO IL VOTO, strada in salita per il responsabile del Mezzogiorno della Lega, Pasquale Pepe

di Massimo Dellapenna


Nel Partito Democratico di Basilicata non accennano a finire le polemiche interne dopo la candidatura di La Regina che ha escluso sia l’ipotesi di un capolista donna sia le autorevoli espressioni di Salvatore Margiotta e Marcello Pittella.

I rumors interni attribuiscono a De Filippo un atteggiamento ondivago sulla candidatura di Pittella e addirittura una trama contro di lui per impedirne la candidatura.

Da quanto ci è dato di sapere l’ex Governatore avrebbe invece speso tutto quanto in suo possesso per supportare la candidatura del Gladiatore di Lauria.

L’AMICIZIA E LA LOGICA

Vito De Filippo non ha il difetto di essere irrazionale ed è proprio la logica che ci dice che non avrebbe avuto alcun interesse per depotenziare la candidatura di Pittella.

Il capolista al Senato della Repubblica, infatti, ha dalla sua una lunga e storica amicizia con Letta e il fatto di non aver bisogno di deroghe statutarie per candidarsi.

Una sua candidatura era addirittura naturale ed automatica.

La polemica che è seguita alla non candidatura di Pittella e il conseguente indebolimento del Pd in Basilicata è un problema più che una opportunità per De Filippo.

L’APPETITO VIEN MANGIANDO

La verità è che al giovane La Regina non è parso vero di poter diventare uno dei giovani esponenti del Pd al mezzogiorno, potendo provare a seguire le orme di Speranza.

Una scelta che, però, rivela un’ambizione smodata che non tiene conto degli equilibri del territorio e che lascia un partito lacerato e logorato da guerre interne dalle quali sarà difficile riprendersi anche in previsione delle prossime elezioni regionali.

La carriera di La Regina è costellata di cadaveri eccellenti e, dopo i ripetuti fallimenti delle elezioni amministrative, rischia di far esplodere il partito proprio a pochi mesi dalle prossime elezioni regionali che potrebbero condannare definitivamente il centro-sinistra all’opposizione.

BARDI RESTA A VIA ANZIO

Dopo i rumors delle scorse settimane sembra definitivamente tramontata l’ipotesi di una sua candidatura in Parlamento.

Il Generale resta Governatore e prepara a lavorare per il bis, pur dovendo costruire le condizioni con gli alleati che debbono sostenerlo, vecchi e nuovi.

A quanto pare Forza Italia non avrà il collegio uninominale che potrebbe, invece, andare a Noi con l’Italia e a uno tra Fdi e Lega.

Per “Noi” in pol position ci sarebbe Cannizzaro (qualcuno dice finanche senior) mentre nel caso in cui l’altro collegio andasse a Fdi il partito della Meloni piazzerebbe tre parlamentari (Caiata, Rosa e Mattia) lasciando a bocca asciutta la Lega.

L’uscente Pepe dovrebbe giocarsi l’elezione sul proporzionale, partita non semplice se non impossibile.

Resta ancora in ballo l’ipotesi di un collegio uninominale alla Lega, nel qual caso sarebbe Caiata a dover lasciare il posto a Mattia.

Da via della Scrofa non traspare nulla, tutto tace avendo il Partito deciso di sciogliere le riserve all’ultimo istante.

Ancora pochi giorni e sapremo la verità e la campagna elettorale potrà avere inizio.

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